Sleepy Hollow – 2×03 Root of All Evil – by R.

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Più introspezione e meno azione in questo episodio di Sleepy Hollow, giocato sulle contrapposizioni emotive di tutti i personaggi, in barba ai combattimenti tra Cavalieri. Tutto ruota intorno ad una magica moneta (nientemeno che uno dei denari d’argento di Giuda), che spinge al tradimento, o meglio fa emergere quell’oscurità che è dentro ognuno di noi, anche se nascosta in profondità.

Ichabod-Nick – All’arrivo della scorsa settimana della nuova Sceriffo si aggiunge quello del bel Nick Hawley, una vecchia conoscenza di Jenny. Il ragazzo appare come l’esatto opposto del nostro Ichabod, biondo e palestrato da far pensare più ad un surfista che ad un abitante della cupa cittadina di Sleepy Hollow; ed infatti non ne suscita la simpatia “I’ve encountered a fellow whose arrogance is matched only by his annoyance”. Eppure i due condividono il forte interesse per la storia, anche se quello di Nick è motivato dal mero guadagno: obiettivi diversi, stessa missione, risultato “everybody wins”, come sostiene Hawley. La prima avventura insieme gli dà effettivamente ragione e il regalo ad Ichabod di documenti falsi – che gli permetteranno di zittire l’irritante Reyes – non fa che aumentare la simpatia nei suoi confronti; sarà anche uno “smuggler” come lo definisce Crane, ma potrebbe rivelarsi un utile alleato.

Abbie-Jenny – Torna in auge lo scontro fra sorelle, inevitabilmente acceso dalla Reyes, che si scopre essere la responsabile dell’internamento in istituto psichiatrico (è proprio un vizio il suo!) di mamma Mills. All’inizio l’impossessamento della moneta da parte di Jenny sembra indirizzare verso un’aggressione alla Lef-tenant – colpevole di essersi schierata col suo nuovo capo – ma l’affetto fra le Mills a quanto pare è troppo forte e la rabbia della ragazza si scatena contro la causa primaria, ossia la Sceriffo. L’intervento del trio Abbie-Ichabod-Nick impedisce che accada il peggio, ma a scuotere veramente Jenny sono le parole della sorella “I hated her (la madre). For leaving us. Taking the coward’s way out. Going crazy. (…) I need you to use that rage to beat them. I am not about to let them do this to us again”. Quel legame tra le due ricucito dopo 13 anni sta diventando sempre più forte – nonostante alcuni fatti facessero temere il contrario – e il comportamento di Jenny lo dimostra; Henry ha detto che la moneta non spinge al tradimento, ma fa emergere i semi del male che già sono dentro di noi, se la minore delle Mills fosse stata davvero insicura rispetto alla sorella non solo si sarebbe scagliata contro di lei, ma le parole di quest’ultima non avrebbero potuto fare nulla per fermarla: nonostante la moneta abbia fatto emergere l’oscurità di Jenny, l’affetto per Abbie è riuscito comunque a vincere. E la profondità del loro rapporto dà già i suoi frutti, con la Reyes che consegna ad Abbie la cartella clinica di sua madre, il cui contenuto dimostra come la donna avesse allontanato le figlie per proteggerle dai demoni che la tormentavano.

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Le Mills sanno che la moneta è pericolosa, eppure Jenny la raccoglie, mentre ad Abbie ciò viene impedito solo dall’intervento di Ichabod. Il motivo di questa apparente ingenuità sembra essere il potere stesso della moneta, che attira le sue vittime esattamente come l’anello del Signore degli Anelli: di fronte alla Lef-tenant che stava per prenderla non ho potuto non ripensare a Frodo nel finale della saga di Tolkien!

Katrina-Henry – Quanto detto sulla potenza del rapporto tra Abbie e Jenny può ripetersi per quello madre e figlio. Katrina spera di salvare Henry puntando sul loro legame di sangue, con quel “Henry, my son…” mira a scuoterlo nel profondo, facendo emergere quella parte di lui non avvolta dall’oscurità, ma ci sarà? La natura di Horseman of War farebbe pensare il contrario, eppure la scelta di vivere alla Fredericks Manor e i flashback sulla sua nascita, quando entra nella stanza in cui la strega lo ha partorito, sembrano dare ragione a Katrina e l’incendiare il letto su cui è nato un’ulteriore prova di un sentimento che vuole scacciare. Lo scambio madre-figlio permette anche di mettere in luce una sorta di rivalità fra Horsemen, con Death che non accetta di starsene esiliato in quella tenuta, mentre War gira liberamente. Mi sembra evidente perché Moloch prediliga Henry, d’altronde il principale scopo di Abraham era avere la donna che desiderava (Henry lo definisce “a simple man with simple ambitions”), mentre il primo è più coinvolto nella missione del demone; certo la vendetta contro i genitori alla lunga potrebbe distrarlo – specie se l’opera di persuasione di Katrina dovesse proseguire efficacemente – e chissà che Death non colga l’occasione per mettersi in bella mostra con Moloch.

Abbie-Ichabod – Nonostante i due Testimoni si fidino l’uno dell’altra, c’è un ombra di dubbio che aleggia sul loro rapporto, la stessa che Abbie aveva messo in luce nel secondo episodio: Katrina. Pochi giorni prima era l’amore di Ichabod per la moglie a preoccuparla, ora è quello di una madre per il proprio figlio. “I’m sure we’ll hear from her (Katrina) soon”, una battuta che la Lef-tenant pronuncia ad inizio puntata con tono evidentemente sarcastico, ma che resta nell’aria sino alla domanda diretta da parte di Ichabod sul suo significato. “You’re asking me to bet my life on wheter, when it counts… a mother will turn against her son?” un interrogativo più che comprensibile da parte della donna e che è ancora più legittimo proprio in relazione a quanto la stessa Katrina ha detto al marito quando ha deciso di restare con Abraham. La strega, quale madre, non può lasciare nulla di intentato nel salvare il proprio figlio e questo potrebbe ritorcersi contro la missione e la sicurezza dei due Testimoni – senza contare tutti i dubbi che già avevo espresso sul suo ruolo di talpa nel post precedente. I dubbi che Abbie nutre sulla strega potrebbero incrinare il suo rapporto con Crane, eventualità che sarebbe fatale nella battaglia con Moloch. Unico appunto sulla Mills: poteva anche dirlo subito nella puntata scorsa, invece di fingere di consolare Ichabod sostenendo che con Katrina infiltrata avevano fatto un passo avanti.

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Pochi progressi sul fronte Irving, che viene informato da Ichabod della vera identità del suo avvocato, cosa che non sembra sconvolgerlo più di tanto (?). Ancora non si comprende come Henry voglia usarlo e se sia in qualche modo connesso con la sua ricostruzione in miniatura di Sleepy Hollow (che anche se ancora incompleta fa sfigurare il mio villaggio di Natale!); certo non può essere un caso che l’unico elemento ultimato sia proprio il modellino dell’istituto psichiatrico. Quale sarà la sua prossima mossa?

Chiudiamo con la battuta migliore di Ichabod in questo episodio, pronunciata quando lo stupore dell’uomo dinanzi a “gentlemen wearing hats indoors” viene ricollegata da Abbie al fatto che si tratti di una coppia gay “I know about homosexuals, thank you. I trained under Baron Von Steuben, his affections for his own sex were well known. Also, I watched the finale of Glee”.

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