Sleepy Hollow – 2×04 Go Where I Send Thee – by R.

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“Go Where I Send Thee” è un episodio interlocutorio, dove Abbie e Ichabod cementano il loro rapporto lottando contro il mostro di turno, che questa volta è il Pifferaio Magico. Non il Pifferaio di Hamelin, come precisa Crane, ma uno spietato assassino, molto abile con la spada e amante degli affari. Ne ha fatto uno ai tempi della guerra con un antenato della famiglia Lancaster – che ovviamente abita da centinaia di anni a Sleepy Hollow – che, mal sopportando i modi di una guarnigione britannica appostatasi nella sua casa, lo assoldò per eliminare quei soldati: il Pifferaio li attirò fuori dall’abitazione con la sua musica e li sterminò. Ma il mercenario col flauto ha fatto anche un altro importante affare, che spiega la sua imbattibilità: ha venduto l’anima a Moloch. La sua conseguente natura e il tradimento di Lancaster al momento del pagamento sono all’origine di una maledizione sulla famiglia di Sleepy Hollow: il Pifferaio rapisce una figlia Lancaster ad ogni generazione al compimento del decimo anno, se la bambina viene però salvata tutti gli altri figli muoiono di malattia. Una storia interessante, a metà tra fiaba e leggenda, che impegna Ichabod ed Abbie nell’avventura della puntata – salvare la figlia di Beth Lancaster e cancellare la maledizione – permettendogli di mettere alla prova la fiducia che hanno l’una nell’altro: la ragazza accetta di cadere vittima della musica del Pifferaio per trovare il suo nascondiglio, affidandosi completamente a Crane perché quell’incantesimo non la distrugga. Ovviamente Ichabod svolge il suo compito alla perfezione e quando è lui quello che rischia il peggio – con le orecchie letteralmente sanguinanti – Abbie interviene dal nulla eliminando il nemico. La reciproca fiducia fra i due Testimoni è fondamentale perché possano riuscire nella loro missione ed entrambi lo sanno bene; Ichabod lo ribadisce ad inizio episodio “It is not our fate for one of us to bury the other. We shall be victorious or defeated…together”, ci sarà una ragione se i Testimoni sono due e non uno solo. Per fortuna i due appaiono sempre più sinceramente uniti, ma aleggia l’elemento di dubbio che potrebbe incrinare il loro rapporto, ossia Katrina, che però stavolta non si è vista; non posso dire di averne sentita la mancanza, tuttavia la sua assenza è piuttosto indicativa sull’efficacia del ruolo di talpa che si è auto-affidata. Eh poveri noi! Nessuna apparizione anche per Jenny, si starà ancora riprendendo dall’effetto della moneta di Giuda?

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Ritorna invece il bel Hawley, la cui sete di guadagno lo porta a combattere fianco a fianco con i due Testimoni dietro la promessa di ottenere il flauto del Pifferaio. Il suo voltafaccia prima dello scontro finale mi ha un po’ delusa, è informato quasi quanto Ichabod su oggetti antichi e misteriosi, ma sembra rifiutarsi di credere a mostri e Apocalisse. Qualche salto mentale in più potrebbe anche farlo. Ma questa visione materialista rischia di ritorcersi contro di lui, vista l’identità del compratore dei cimeli che recupera: Henry ovviamente. Se iniziasse a dare un pochino più ascolto a Ichabod forse raddrizzerebbe le antenne quando il suo acquirente non fa storie di fronte ad un flauto spezzato in due! Tuttavia continua a rimanere un personaggio divertente, specie per gli appellativi che attribuisce a Ichabod (Shakespeare e Pride and Prejudice).

Purtroppo Henry ha avuto poco spazio, ma i suoi momenti sono stati lo stesso quelli più interessanti della puntata. Il motivo per cui la rottura del flauto non è un problema viene subito svelato, l’Horseman of War lo macina finemente e lo assaggia (?), cosa se ne farà? Il suo gesto mette in chiaro da un lato che il Pifferaio non è uno dei membri dell’armata che sta formando per Moloch, gli serviva solo il flauto; dall’altro che inconsapevolmente Ichabod, Abbie e Hawley stanno facendo il lavoro per lui – a riprova dell’inutilità di Katrina, che non gli fornisce una minima indicazione. Facciamo qualche passo avanti con il mistero attorno al Capitano Irving che tra visioni di sé come soldato dell’Horseman of War (un flashforward forse?), la Bibbia che prende fuoco tra le sue mani e la minaccia di Henry di incasinare lui e la sua famiglia, scopre di aver accidentalmente venduto l’anima al suo avvocato e quindi a Moloch (la firma col sangue trova così una spiegazione). L’elettroshock sarebbe stato meglio? Certo le parole di Henry che insinuano un disinteresse sul suo destino da parte dei due Testimoni non sono tanto sbagliate, potrebbero fare qualcosa in più per quel pover’uomo, per Katrina hanno addirittura costruito il Kindred!

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La storyline Irving-Henry è senza dubbio quella più intrigante dalla ripresa della stagione, motivo per cui soffro un po’ lo spazio occupato dalle vicende autoconclusive (anche se questa del Pifferaio mi è piaciuta). Speriamo che i prossimi episodi diano una sferzata al tema principale, chissà che finalmente Katrina non riesca a contribuire in tal senso!

La battuta migliore di Ichabod in questa puntata arriva a pochi secondi dall’inizio, quando l’uomo è alle prese con la lezione pratica di guida “I have faced many enemies on horseback. Horsemen without heads. Even discovered my own son is the Apocalyptic Horseman of War. Thus, how challenging must it be to guide the power of 300 horses using only one’s right foot?”. E loro non hanno nemmeno il problema del cambio manuale!

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