The Following 2×02 – For Joe – By S.

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Carrie Preston/Judy con un barbuto Joe Carroll

Come nella prima puntata, anche nella seconda troviamo qualche buona idea e qualche scena insensata, per non perdere le buone abitudini.

La prima buona idea ha un nome ed un cognome: Carrie Preston, che trovo meravigliosa sia nei panni di Arlene in True Blood sia in quelli di Elsbeth in The Good Wife. In questo caso, Carrie è Judy, una prostituta di qualche anonimo paesino di campagna, con figlia adolescente a carico e Joe Carroll come nuovo “amore”; nuovo per modo di dire, considerando che Judy è una delle storiche groupie di Joe che, memore di tutte le sue lettere d’amore ricevute in carcere, ha ben pensato di usarla per procurarsi un nascondiglio. Ovviamente le dice che lei è la sua salvezza e che si è lasciato alle spalle la setta con tutti gli annessi e connessi: come no. E infatti, nonostante sia rifugiato in quel luogo da circa un anno, Joe non ha perso il vizio: si tiene in contatto con i suoi seguaci attraverso messaggi in codice pubblicati nella sezione “annunci” della Baltimore Gazette; è grazie ad uno di questi annunci che Emma riesce a mettersi in contatto con Carlos (quello che ha salvato Joe al faro e poi è sparito; ma noi telespettatori, al contrario di Emma, sappiamo che Carlos è passato all’altro ramo della setta, quello dei due inquietanti gemelli). Al telefono, Carlos chiede ad Emma: “are you with Joe?”, ed ecco che ci viene svelato un altro pezzo del puzzle: la nostra cara Emma, la groupie numero uno, non aveva la minima idea che Joe fosse ancora vivo. Immagino che non prenderà bene il fatto di essere stata tagliata fuori dal gioco.

La seconda buona idea, che poi è la stessa di cui ho già parlato nella recensione dell’episodio 2×01, sono i gemelli psicopatici; questa volta, canticchiando sulle note di “Que sera, sera” di Doris Day, si dilettano nella preparazione di una squisita cena, che poi consumano con la piacevole compagnia dei cadaveri dei padroni di casa appena uccisi; ovviamente non è abbastanza, e dopo cena si spostano tutti e quattro in salotto per un momento di raccoglimento familiare e confidenze genitori-figli, in parte inscenando (come nella scorsa puntata) un’immagine tratta dal libro di Carroll, in parte rendendo più chiaro che per i gemelli le vittime sono un surrogato di qualcun altro, in questo caso dei genitori.

Finalmente il Team Gemelli dà una svolta alla trama e telefona a Ryan, così possono iniziare a fare amicizia; Ryan, ovviamente, li rintraccia e trova i su menzionati cadaveri; alla seconda telefonata, viene a sapere che il Team Gemelli lo tiene d’occhio già da un po’ e che la prossima vittima sarà Lily Gray, l’unica sopravvissuta all’attacco omicida in metropolitana. Ryan corre da lei, la salva dai gemelli (che, per le operazioni in pubblico, tornano ad indossare la maschera di Carroll), c’è qualche agente dell’FBI che comunque non fa nulla di utile: tutto come al solito. L’evento rilevante è che Ryan ora sa che i responsabili sono due e, soprattutto, ora conosce il volto del Team Gemelli (ma non perché sia particolarmente astuto: egocentrici come sono, loro non vedevano l’ora di mettersi un po’ in mostra e, spavaldi come sono, vogliono anche che lui li veda, e bene).

Lily Gray è, invece, una pessima idea: un’altra bella donna bionda, perseguitata dai Carrolliani, nonché (futuro) interesse amoroso di Ryan. Dato che la trama è la stessa, tanto valeva lasciare in vita Claire. E la reviviscenza dei personaggi non si ferma qui; infatti, l’agente Mendez (interpretata da Valerie Cruz, ossia la Sylvia Prado di Dexteriana memoria) è l’esatta replica della defunta agente Parker: oltre alla somiglianza estetica, anche la Mendez arriva sulla scena troppo tardi, fa la dura con Ryan per metterlo in riga e dice cose scontate. Spero che almeno le riservino un diverso epilogo, seppellire viva anche lei sarebbe troppo, anche per The Following.

Un altro aspetto negativo della puntata sono gli inutili e sconclusionati monologhi di Joe, di cui nessuno aveva sentito la mancanza; dovrebbero servire a conferirgli quell’aria da profondo e colto intellettuale, ma servono soltanto a dare agli spettatori un paio di minuti per alzarsi e buttare la spazzatura/andare in bagno/mettere da mangiare al gatto senza dover premere il tasto “pausa” per paura di perdersi qualcosa di importante.

Purtroppo, Joe ci regala uno dei suoi sproloqui quando si trova costretto ad uccidere il reverendo, che ha scoperto la sua identità. Da notare la presenza sulla scena della figlia di Judy, che dà una mano a Joe con un ben assestato colpo di vanga alla testa del povero reverendo. Quando Joe finalmente smette di parlare e trafigge la sua vittima, la ragazzina sembra un po’ turbata, ma nemmeno poi troppo, dato che anche lei, ben consapevole dell’identità e della storia di Joe, nutre un’inspiegabile ammirazione nei suoi confronti.

le prime avvisaglie dell'amore tra Ryan e Lily
le prime avvisaglie dell’amore tra Ryan e Lily

Essendo un’inguaribile ottimista, nutro ancora qualche speranza che la storyline di Lily Gray prenda una piega diversa da quella preannunciata; sarebbe bello anche che Emma cominciasse a fare qualcosa, invece di limitarsi a mettersi i piercing e tingersi i capelli. Se entrambi questi desideri venissero esauditi, e solo perché si tratta di Kevin Bacon, sarebbe possibile chiudere un occhio sugli agenti dell’FBI idioti, considerando gli altri buoni spunti presentati finora.

Il mio giudizio rimane in bilico tra il “ma chi l’ha scritta ‘sta roba?” e il “bella questa idea!”, ma con margini di miglioramento per il futuro: finché c’è palinsesto, c’è speranza.

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2 pensieri su “The Following 2×02 – For Joe – By S.

    1. grazie, ricambiamo i complimenti!
      vedere Carrie è sempre un piacere e per due fan di LOST come noi il suo cameo + matrimonio con Michael Emerson sono avvenimenti molto importanti!

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