The Following – 2×04 Family Affair – by S.

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Ryan mentre si perde una sospettata tra la folla

Non è stato come temevo, l’episodio 2×04 non si è rivelato nè una serie di buchi narrativi nè pieno di indagini andate a vuoto (più o meno); infatti, è stato semplicemente un episodio un po’ noioso e ripetitivo. E questo perché, trattandosi solo di una puntata di transizione, non è successo praticamente nulla di rilevante per 40 minuti, ma quei pochi avvenimenti a cui abbiamo assistito erano, sorpresa sorpresa, la copia di eventi della prima stagione.

Infatti, non è niente di nuovo Ryan che litiga con l’FBI, che viene pedinato, che non coopera e che indaga per conto suo (ah, no, adesso c’è anche la nipote Max!); e, ovviamente, è l’unico che conclude qualcosa, mentre l’agente Mendez e i suoi vanno a tentoni senza mai trovare quello che cercano. Parlando di agente Mendez, non sorprende nemmeno che la sua ex moglie, tra l’altro ex agente a sua volta, sia l’ennesima groupie di Joe Carroll: quante altre volte ancora dovremo sorbirci questo fallito colpo di scena? Ha smesso di funzionare molto tempo fa, più o meno tra il terzo agente di polizia traditore e la centesima fidanzata di Ryan seguace della setta. A differenza di quanto avvenuto con tutti i personaggi della prima stagione, speriamo che almeno in questo caso la storyline non venga del tutto buttata alle ortiche ma, per cambiare, approfondita: l’anno scorso, infatti, sono state lasciate sospese nel nulla le background stories dell’agente Parker e di Emma, per quanto fossero, invece, ricche di spunti interessanti. La speranza è l’ultima a morire, ma temo che ci aspetti lo stesso epilogo.

Joe conferma di essere quello che ho sempre sospettato: il serial killer più sopravvalutato di tutti i tempi. Uno con migliaia di seguaci, che si prende la briga di fingere la sua morte con uno scambio di cadaveri, che sta nascosto nei boschi per un anno a meditare dovrebbe come minimo avere una vaga idea di quello che ha in mente di fare. E invece no, Carroll non ama questa banale prevedibilità: preferisce mantenere la sua mente libera da frivole preoccupazioni ed andare incontro al destino con ingenuità, come un figlio dei fiori. E infatti si ritrova a chiamare Emma nello stesso modo in cui un bambino smarrito al supermercato chiamerebbe la baby sitter, per assicurarsi di potersi fidare di Lily e della sua combriccola, per poi raggiungerli nella meravigliosa villa che hanno scelto come loro roccaforte (mai che questi followers finissero in qualche scantinato buio e umido, non so se avete notato), confermando di non essersi mai preoccupato di organizzare il suo ritorno sulle scene (cosa che, tra l’altro, non ha alcun senso, considerato il suo egocentrismo e la sua fissazione per gli effetti teatrali). Contento lui! E adesso cosa farà? Si prenderà del tempo per decidere? Ucciderà persone a caso per attirare l’attenzione di Ryan? Vi prego, fateci intuire una trama degna di questa nome!

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i mille figli adottivi di Lily

Lily Gray sembra la versione psicopatica di Angelina Jolie, con un numero imprecisato di figli adottivi a carico; ci tiene anche a precisare che si è subito accorta che i due gemelli fossero un tantino, diciamo, “diversi“, ma come ogni buona madre farebbe li ha amati per quello che sono senza costringerli a cambiare, circondandoli di persone simili a loro (che grande idea!): del resto, anche il nostro codice civile prevede l’obbligo di educare i figli nel rispetto delle loro inclinazioni naturali!

E quando Joe, altro padre modello, vede Lily e rimane sbalordito dalla sua abbagliante bellezza, allo spettatore si prospetta l’inquietante scenario di questi due che si mettono a crescere insieme una simpatica famiglia di assassini (mi domando come la prenderà Emma!).

L’unico personaggio che ravviva la situazione è Max, che almeno riesce a seguire una sospettata senza perderla dopo dieci minuti, e questo per The Following è un grande traguardo! A questo proposito sarebbe utile che comparisse in tutte le puntate, e non una volta ogni tanto. Completamente inutile, invece, la nuova accolita Mandy, che una settimana fa pugnalava la madre con grande nonchalance e adesso si scandalizza al pensiero che Joe voglia far fuori una signora simpatica: coerenza, ragazza, coerenza!

Nella convinzione che questo sia stato, come dicevo all’inizio, un mero episodio di transizione, per condurci dalla preparazione della trama allo svolgersi vero e proprio degli eventi, mantengo un discreto ottimismo in vista della prossima puntata; tuttavia, non si può negare l’incapacità di questa seconda stagione di mantenere un ritmo serrato e coinvolgente, costringendoci ad improvvisi cali di tensione, nonché ad una perdita di tempo prezioso, dopo il buon episodio della scorsa settimana. E gli omini dietro le quinte di The Following dovrebbero ricordarsi che il tempo dei telespettatori è prezioso: perché abbandonare una serie a metà è immorale, ma a volte è istinto di sopravvivenza; non vorrei dover fare questo a Kevin Bacon!

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