The Following – 2×05 Reflection – by S.

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I have a plan“, ci informa Joe verso metà episodio. “Mi pare anche il minimo” gli avrei risposto io, ma stranamente Emma non ha condiviso questa linea di pensiero. Questa è più o meno l’unica frase degna di nota, in un episodio pieno di inseguimenti vani e sparatorie a caso, proprio come piace a noi (?).

Joe ha un piano proprio come mi auguravo la scorsa settimana; considerando che siamo quasi a metà della stagione, voglio ben sperare che cominci a metterlo in atto molto velocemente; altrimenti finisce come l’ultima stagione di Dexter, con la trama che prende forma praticamente nei tre episodi finali (in modo, tra l’altro, parecchio deludente). E, a questo proposito, evidenti sono stati alcuni richiami dexteriani nel corso dell’episodio: primo fra tutti, la scena usata per simboleggiare il ritorno del vero Carroll è consistita in lui che, con grande cura, si fa la barba e, ovviamente, si taglia, con inquadratura sul sangue che scorre verso lo scarico del lavandino. Altro riferimento può essere individuato nella “camera da lavoro” che Lily ha allestito per Joe, soprattutto quando Joe decide di usarla e lega al tavolo la vittima di turno, sedata, per procedere quindi ad ucciderla scegliendo con cura da un grande arsenale lo strumento migliore con cui pugnalarla.

Non credo ci sia bisogno di spiegare più di tanto perchè nessuna di queste citazioni sia degna dell’uomo a cui fanno riferimento: prima di tutto, in Joe Carroll non c’è nemmeno la metà dello spessore, del dramma umano e anche del fascino che abbiamo, invece, trovato in Dexter (e che erano ciò che lo rendeva così interessante). Oltre questo, la scena in cui Joe uccide la sua vittima è senza dubbio uno dei momenti televisivi più brutti che si siano mai visti; è stata un’azione gratuita ed inutile: non ha ucciso la ragazza per punirla di qualcosa (come faceva nella prima stagione con i followers disobbedienti), non l’ha uccisa per simboleggiare un messaggio qualsiasi per Ryan, non l’ha uccisa per salvarsi, non l’ha uccisa per segnare il suo ritorno agli antichi fasti (aveva già ripreso gli omicidi con il reverendo a casa di Judy, ad indicare la fine dell’esilio forzato e l’inizio del secondo atto). Niente, è stato solo un omicidio buttato lì a caso. Il bassissimo livello di questa azione è, del resto, confermato dall’evento a cui conduce: come succederebbe ad un killer qualsiasi, alla faccia di tutta la parvenza da letterato e intellettuale, Carroll si eccita per la morte della ragazza e si precipita a fare sesso con Lily (che non aspettava altro e, onestamente, non si è ancora capito cos’altro voglia ottenere).

Se lo scopo era quello di sconvolgere lo spettatore con il binomio omicidio-sesso, chiaramente quello scopo non è stato raggiunto: basta aver guardato anche una sola stagione di Criminal Minds per essere più che preparati ed ormai immuni all’argomento. Se lo scopo era, invece, un altro, mi piacerebbe che me lo spiegassero; di modi per far finire a letto insieme quei due psicopatici ce n’erano a migliaia, questo era veramente quello più banale, volgare e noioso.

A questo punto, confido molto in Emma (che per ora si limita a fare la bambina offesa): spero che, in gergo tecnico, faccia una gran casino non appena scoprirà di Joe e Lily; e il fatto che sia vagamente disturbata può rivelarsi molto utile in questo frangente. Ed Emma potrebbe trovare un alleato nel Gemello Più Cattivo, chiaramente geloso della madre (ci manca solo l’incesto), mentre il Gemello Meno Cattivo ha un debole per lei, quindi potrebbe essere manipolato.

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Cadono le braccia, invece, sul fronte Max: le buone impressioni sono durate per quattro episodi, ma adesso si rivela la degna nipote di suo zio Ryan: invece di aiutarlo a concludere qualcosa con queste indagini, lo aiuta a perdere tempo senza ottenere nulla, facendosi fregare dai followers ogni volta che fanno un passo avanti. Non c’è davvero speranza per la famiglia Hardy. Va riconosciuto, però, che i due sono riusciti ad uccidere Giselle: era ora! Quella ragazzina, presentata come una giovane Highlander, era tanto odiosa quanto inutile per la trama, l’ennesimo personaggio inventato a caso con una storyline senza capo né coda.

Anche gli agenti dell’FBI, dopo una partenza abbastanza positiva, sono parecchio regrediti, al punto che praticamente non li si vede e non si nota la differenza rispetto a quando compaiono in ogni scena. L’apice è stato Weston che, osservando la foto del barbuto uomo misterioso scappato con la figlia di Judy, comincia a sospettare che Carroll sia ancora vivo. Fai con calma, Weston! Questa scena avrebbe avuto senso se non fosse che lo spettatore sa ormai con certezza dal secondo episodio (per non dire dal primo, e per non dire da prima che la stagione iniziasse) che il cattivissimo è vivo e vegeto; quindi quell’espressione di mistero e stupore sulla faccia del povero Weston lo fa solo apparire stupido.

Per concludere, un’osservazione su Ryan: a parte il fatto che è illegale ed immorale ingaggiare Kevin Bacon per fargli dire due battute sconclusionate, questa settimana ha passato tutto l’episodio a correre, inseguire, sparare e sanguinare, ritrovandosi come sempre con un pugno di mosche; se Joe cominciasse a dare vita al suo piano magari a breve lo vedremo anche fare qualcos’altro, magari vedremo un po’ di interazione fra i due. Ma si sa, con The Following mai dare le cose ovvie per scontate.

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