The Following – 2×11 Freedom – by S.

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Sono sufficienti poche parole per introdurre questa puntata: Lily Gray e Guerra Santa. La psicopatica è, infatti, ricomparsa in grande stile in tutto lo splendore di Connie Nielsen, mentre Joe Carroll (alquanto irritato dalla suddetta ricomparsa) ha deciso che se deve proprio citare la Bibbia, tanto vale fare le cose in grande.

In realtà, Joe parla molto e conclude poco: se ne sta lì nel suo rifugio a mettere in atto strani riti religiosi per convincere gli accoliti che ammazzare gente a caso sia effettivamente una forma di redenzione e serva a donare la libertà alle vittime. Poteva essere interessante guardare qualche minuto di questa solfa, forse una puntata intera, ma non posso sopportare altri discorsi senza capo né coda: perché non fa qualcosa di veramente eclatante? Finora si è limitato a mandare in onda un suo video messaggio, in stile rwm di Maria De Filippi, e spedire i suoi follower a compiere omicidi in città, non mi sembra che sia in atto alcun piano per la conquista del mondo. Altro che Guerra Santa, come la chiama lui; al massimo sta facendo il chierichetto un po’ disturbato.

A fare le cose come si deve, invece, ci pensa Lily. Finalmente la rivediamo, dopo tre puntate di assenza ingiustificata, mentre dirige da dietro le quinte l’elaborato piano per far scappare il suo Luke dall’ospedale. Adesso che la sacra famiglia è riunita (sì, ovviamente Ryan se li è fatti scappare, ma va detto che è stato un bell’inseguimento) cos’avranno in mente di fare? Si preannuncia un durissimo scontro tra le due fazioni, e devo dire che sono molto indecisa su chi tifare: il Team Gemelli ha mostrato un certo fascino sin dal primo episodio, mentre Joe diventa spesso ripetitivo. D’altro canto, lo stretto legame che lega Ryan a Joe non si è ancora rotto, e nulla lascia presagire che si stia avvicinando quel momento. Credo, piuttosto, che i due protagonisti siano destinati a condividere altre storie e trascorrere almeno un’altra stagione televisiva insieme, cosa che richiede la sconfitta di Lily.

Si mette molto male, invece, per Mandy, che dimostra di essere particolarmente scema: dopo aver mostrato un po’ di iniziativa personale decidendo di abbandonare la setta di Joe (ma com’è possibile che se ne sia andata senza che nessuno facesse una piega? non era un posto super segreto e super sicuro?), a chi pensa bene di telefonare per chiedere aiuto? A Mark. Ora, voglio dire, se scappi da un serial killer perché proprio non ce la fai a seguire quella strada, perché te ne vai a cercare un altro? I figli di Lily sono troppo schizzati persino per Emma! Non si vede nulla di buono all’orizzonte per Mandy, e non ha abbastanza personalità per cambiare le carte in tavola e portare la situazione in suo vantaggio. Possiamo cominciare subito ad elaborare il lutto (?) per la sua morte, così ci portiamo avanti.

Scarsa curiosità anche per il triangolo Claire-Ryan-Carrie: la giornalista non è nemmeno lontanamente paragonabile al grande amore di Ryan, non credo che ci aspetti alcuna suspense in questo settore; più che altro, Claire dice di sapere come aiutare nella cattura di Joe, quindi potrebbe essere bello vederla passare all’attacco, lavorando in squadra con Ryan, invece di essere solo la vittima e quella che viene salvata dal suo cavaliere; il femminismo dovrebbe averlo sentito nominare: datti da fare, Claire!

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