The Following – 2×12 Betrayal – by S.

joelily

È arrivato! Caro Joe, il tuo vecchio amico Ryan è qui, proprio qui, vuoi aprire la busta per incontrarlo?! Ci sono volute dodici puntate ma alla fine Ryan ce l’ha fatta e si è intrufolato nel rifugio di Joe, in cui è l’unico vestito come una persona normale invece che come un omino Michelin versione natalizia, quindi sicuramente passerà inosservato molto a lungo.

Ovviamente Ryan si è assicurato che nessunissimo agente riuscisse a seguirlo, e sebbene abbia un senso tutta la questione della vendetta personale bisogna comunque notare che adesso il nostre eroe si trova da solo contro decine di persone, cosa che forse non va tanto in suo vantaggio. Ma confido nel provvidenziale arrivo (almeno) di Mike e Max, soprattutto perchè vorrei rivedere Max in azione e non è ammissibile che dopo essere stata indispensabile nei primi episodi la facciano completamente sparire nei tre finali.

Oltre al cliffhanger finale, con Ryan che spia Joe ed i suoi followers facendo capolino da dietro un albero, anche il resto dell’episodio ha catturato il telespettatore, con l’azione in corso principalmente su due fronti: da un lato, la guerra santa di Joe è entrata nel vivo e, a parte qualche discorso troppo prolisso sull’odio e l’avidità che nascono dalle religioni (effettivamente, come dargli torto?), non ci sono stati tempi morti; bisogna dire che i serial killer che ispirano le loro gesta a versetti mal interpretati della Bibbia non sono certo una novità (Poe, nella prima stagione, invece lo era), ma il risultato è complessivamente buono e l’intrattenimento funziona, quindi perchè lamentarsi? L’aggressione alla confraternita è riuscita sotto ogni aspetto, ho apprezzato particolarmente la trovata delle maschere incollate alle facce dei ragazzi, che hanno creato un efficace diversivo. E Tilda è una serial killer meravigliosa, le si legge proprio la gioia negli occhi mentre sgozza la ragazza per il puro piacere di farla morire davanti agli occhi del fidanzato (nota: dal giugno 2013 qualsiasi taglio di gola con arma da taglio inscenato ed inquadrato in quel modo è automaticamente considerato un omaggio/riferimento/citazione del Red Wedding di Game of Thrones, convenite con me?).

Dall’altro lato ritroviamo, finalmente, la disfunzionale famiglia Gray: Lily, che sta progettando la sua vendetta contro Joe, mostra molto chiaramente la sua psicosi, così chiaramente che sembra parecchio più instabile rispetto all’inizio di stagione, quasi schizofrenica. Il Team Gemelli è tornato ai fasti dei primi episodi, e una menzione d’onore va Sam Underwood per la splendida interpretazione, è davvero inquietante guardarlo negli occhi; ha anche saputo creare la perfetta atmosfera di terrore e angoscia, culminata nella cena finale con la madre e il cadavere della povera Mandy, prevedibilmente torturata fino alla morte. Su Mandy non è necessario sprecare troppe parole, basta citare Joe: “you’re a silly little girl“. Più che “silly”, direi completamente idiota, e anche quel suo senso di lealtà verso Joe è assolutamente inspiegabile: continua a ripetere che non può dire dove si trova, non lo può tradire perchè per lei è come un padre, ma forse si dimentica che è appena scappata da lui, ci sarà pure un motivo; deve anche avere una scarsa considerazione di se stessa, se ritiene giusto farsi uccidere per proteggere uno che l’ha praticamente plagiata fino a farle accoltellare la sua stessa madre: è scappata, ma evidentemente l’effetto di Joe è permanente. Poco credibile il dispiacere di Joe per la morte della ragazzina, ma almeno serve per fargli perdere quella sua solita calma, in questo caso con un accesso di rabbia verso Emma: lei farebbe bene a svegliarsi un po’, perchè se ne sta lì a bearsi di essere il braccio destro di Joe ma combina poco e niente, ed effettivamente avrebbe dovuto essere un po’ più attenta con Mandy, invece di minacciarla e poi farsela scappare sotto il naso.

Infine abbiamo Claire, che è molto incazzata e molto desiderosa di uccidere Joe, glielo si legge in faccia: “non me ne frega niente se senza di lui finisce la serie, voglio liberarmi di quest’uomo!”. La scena del ricongiungimento con Ryan è stata molto dolce e toccante, ma l’opera è stata tutta di Kevin Bacon, come sempre ad un livello superiore rispetto a tutto il resto del cast. A Claire vanno comunque due meriti: il primo è riconoscere che il suo nuovo taglio di capelli è orribile (l’avevo detto!), il secondo è che, se la protezione testimoni è l’unica cosa che L’FBI era finora riuscita a fare decentemente, lei riesce a mandare tutto all’aria in dieci minuti netti: oltre a tornare da Ryan, che già che ci siamo le fa conoscere Max, pensa bene di presentarsi anche all’odiosa Carrie Cooke, perchè mantenere il segreto non va più di moda; ora lei e Carrie metteranno da parte le loro divergenze personali (aka “scusa se sono andata a letto con il tuo fidanzato, pensavo fossi morta” “e invece sono viva, levati di torno”) per unire le forze e trovare Joe (possiamo annunciare fin da ora il lieto fine in cui Carrie capisce che proprio non s’ha da fare e si mette da parte? Vederla insistere per stare con Ryan sarebbe ridicolo). È anche molto divertente notare come ci siano decine di agenti federali dentro e fuori la casa di Ryan mentre i protagonisti fanno comunque quello che gli pare e piace.

Manca poco alla fine e il cerchio si sta stringendo intorno a Joe: è già arrivato Ryan e Lily ha sicuramente la possibilità (e l’intenzione) di rintracciarlo dopo quella telefonata, e con l’aiuto di Mike e Max arriveranno anche Claire e Carrie; che amabile gruppo di persone, sarà come una scampagnata tra amici. Con molto sangue e molte morti, però per favore non uccidete Max (e vabeh, Ryan).

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