The Following – 2×14 Silence – by S.

emma

Bellissima puntata questa settimana, ricca di eventi e, soprattutto, di colpi di scena inaspettati (tutti concentrati negli ultimi dieci minuti). È anche molto divertente che Joe abbia scelto un messaggio abbastanza classico e serio per la sua Guerra Santa (dimostrare che Dio non esiste, perchè è pur sempre un intellettuale), ma invece di sedersi e discutere di scienza e religione con esperti del settore, costringe le persone ad accoltellarsi l’un l’altra e magari fa saltare in aria una chiesa. Why not?

Un ruolo centrale hanno avuto le due prime donne: da un lato, Claire è stufa di essere messa da parte e di perdersi sempre la parte divertente della caccia a Joe, costretta ad aspettare in casa senza fare nulla. Nessuno la prende sul serio quando si fissa con l’idea di tendere una trappola a Joe e, per quanto lei sia scema, ormai praticamente tutti sanno che è viva, perchè non tentare? Almeno si renderebbe utile. E invece no, quindi lei decide di fare di testa sua e come sempre gli agenti che ha intorno sono più scemi di lei, perchè anche questa volta riesce a seminarli e se ne scappa indisturbata. Come se niente fosse. Dall’altro lato abbiamo Emma, che all’inizio del’episodio veste i panni della moglie incazzata e gelosa, rimproverando Joe (che effettivamente cade come una pera cotta ogni volta che sente nominare Claire) nemmeno fosse il marito che non porta fuori la spazzatura. Joe cerca di abbindolarla con le sue solite paroline dolci e con la manfrina della vita che inizia dopo la morte (a cui credono solo quei pazzi dei suoi seguaci). Emma si beve le prime ma non la seconda: lei non ha alcun desiderio di morire, non ci pensa nemmeno lontanamente a sacrificarsi per la causa di Joe; forse è stanca di scappare, ma sa benissimo che la religione di Korban non è altro che un mucchio di sciocchezze, lei vale molto di più ed effettivamente non possiamo darle torto. Il problema di Emma è che, oltre che più intelligente di tutti gli altri followers, è anche parecchio incazzata per il ritorno in scena di Claire, ed è questo il suo errore più grande: cede alla gelosia, mette in secondo piano il progetto criminale di Joe per dare la precedenza alla sua vendetta personale; ma nemmeno lei è invincibile, e infatti muore per mano di Claire (e ci vuole coraggio a morire per mano di Claire). Ero così dispiaciuta per la fine di Emma che ho quasi esultato quando sono comparse le inquietanti facce di Mark e Luke alle spalle di Claire: questo sarà un incontro parecchio interessante, dato che loro sono psicopatici per dire poco nonchè assettati di vendetta, e Claire si descrive da sola: “I’m crazy and irrational”.

Ryan e Mike, invece, ci hanno lasciati con il fiato sospeso, con lo schermo che si fa scuro mentre risuona uno sparo: sarà morto Mike? Ryan avrà sparato a Joe? Il problema della morte di Mike sarebbe che non vedremmo più Max, dato che ultimamente la sua presenza è prevista solo per lo scambio di sguardi languidi tra i due. Il problema della morte di Joe, invece, sarebbe che ci ritroveremmo senza antagonista. Ma del resto non può continuare a scappare all’ultimo secondo per ricominciare tutto da capo l’anno dopo. Con questa seconda stagione gli autori si sono ampiamente riscattati dalle scelte grossolane della precedente, quindi è possibile che sappiano avere altre buone idee per il futuro. Prima, comunque, ci attende il finale di stagione, che con Claire in ostaggio, altri ostaggi nella chiesa, bombe, esplosivi e SWAT promette di soddisfare le aspettative.

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