The Following – 3×02 Boxed In – Recensione by S.

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Cominciamo con una premessa, frutto di esperienza personale: se soffrite di claustrofobia, un episodio che si intitola “Boxed In” potrebbe suscitare ansia e preoccupazione. Ecco, fidatevi di quella sensazione e NON guardatelo!Purtroppo tutti sanno che non guardare un episodio è un peccato capitale, nonché un reato previsto dal codice penale e sanzionato con mille anni di reclusione (se non lo sapevate dovreste chiaramente essere più informati sull’attualità). E quindi ci ritroviamo qui, che appena mi addormento sognerò articolazioni dislocate e persone chiuse dentro scatole da cui scorre un rivolo di sangue. A parte questo, è stata una puntata nel complesso migliore della precedente ma che purtroppo ripercorre alcuni schemi tipici di The Following, che invece di presentarsi continuamente stagione dopo stagione farebbero meglio a darsi alla macchia per un po’. Il primo è la cattiva abitudine dell’FBI di arrivare sempre troppo tardi: è possibile che non siano mai in tempo per nulla? La prima stagione fu l’apoteosi del “per un pelo”, la seconda migliorò un po’ ma adesso ci stiamo cascando di nuovo. Prima la macchina di Mark, che ovviamente si mettono a cercare nel momento in cui lui la fa sparire, subito dopo Mark che sfugge all’irruzione dell’FBI (grazie alle fognature!) e infine l’evento clou della morte di Jeff: ogni volta è questione di attimi, e ogni volta i nostri eroi non ce la fanno. Mi rendo conto che in un poliziesco la trama di fondo sia quella dell’inseguimento al cattivo, ma ragazzi, un po’ di fantasia.

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Il secondo elemento sempre presente e di cui nessuno sente la necessità sono le scene dei serial killer di turno alle prese con le loro vittime innocenti, scene pensate per farci spalancare gli occhi dall’incredulità ma che non hanno più questo effetto da parecchio tempo. In particolare, il rapimento e il quasi omicidio della moglie di Jeff da parte di Tizio e Tizia (Kyle e Daisy, lo so, ma ormai mi sono affezionata ai nomignoli!) è cosa già vista e rivista: è esattamente quello che facevano Mark e Luke la scorsa stagione all’inizio di ogni episodio, nonchè quello che proprio Tizio e Tizia hanno fatto nella season premiere; direi che abbiamo capito l’andazzo ed è tempo di passare oltre. Anche l’aspetto della relazione sentimentale tra i due, uniti dall’eccitazione per l’omicidio più che dall’amore tra loro, non suscita particolare attenzione: basta aver guardato qualche puntata qua e là di Criminal Minds per considerarla una cosa praticamente ordinaria.

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Ma ci sono anche delle cose positive (non sembrava, ma ci sono!)! Per esempio, Joe Carroll che continua a fare il misterioso: lentamente sta emergendo il collegamento tra lui e Mark & co., ma invece di svelarcelo subito la prendono alla lontana e passano prima dal professore pazzo, per aumentare la suspence e creare un piano criminale più complesso, una trama che sia più coinvolgente e, spero, non più il semplice “uccido per lui perchè lo venero” (anche perchè, considerati i personaggi, non avrebbe alcun senso). La mia parte preferita rimane, però, la tensione che deriva dalle insinuazioni di Mark sulla morte di Lily: la povera Max è ormai in preda all’angoscia; e giustamente, l’FBI l’ha appena assunta, che figura ci fa? Mike, invece, non si pone il minimo problema, e anche se comprendo l’evoluzione (o involuzione) psicologica che vogliono dare al personaggio, mi sembra una reazione quasi forzata: lui è arrabbiato a priori, sempre e comunque, odia tutti e non gli potrebbe fregare di meno delle conseguenze delle sue azioni. Figlio mio, prendi una camomilla! Che ansia! Ryan è sempre quello più tormentato di tutti, la morte di Jeff ha riportato prepotentemente a galla tutto quel malessere che tutti speravamo appartenere al passato; almeno adesso non è più solo e c’è Gwen a prendersi cura di lei, ma la dottoressa continua ad avere poca personalità: spero le diano qualcosa di più interessante da fare che abbracciare Ryan nella doccia. Tornando alle rivelazioni di Mark, incredibilmente e fortunatamente all’FBI non sono tutti dei completi idioti (anche perchè non è che ci voglia chissà che ingegno per capire cosa stia succedendo), e Gina ha già drizzato le antenne: non ci vorrà molto perchè affronti Ryan e gli altri chiedendo spiegazioni. Questa storyline è interessante anche perchè potrebbe portare ad una frattura tra personaggi che finora hanno sempre fatto parte dello stesso compatto schieramento dedicato alla cattura di Carroll e accoliti vari. Assisteremo a nuove dinamiche o sarà un’altra chance sprecata? Ho sempre fiducia in The Folliwing (e in Kevin Bacon), non deludetemi!

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In conclusione, anche se l’episodio mi ha soddisfatta più del precedente, direi che c’è ancora molto potenziale da sfruttare, siamo comunque ancora lontani dai momenti più alti della scorsa stagione. Punto tutto sul ritorno in scena di Joe Carroll: almeno in quel momento, la trama dovrebbe decollare. Nota a margine: gli autori devono aver immaginato che a nessuno fregasse nulla del nuovo fidanzato di Max (Mike&Max forever!), e infatti continuano a ricordarci della sua esistenza inquadrandolo sullo sfondo mentre fissa la sua bella; ora, è solo tempo sprecato, non sarebbe meglio toglierlo di torno subito e concentrarci su Mike?

[Potete trovare questa recensione anche dalla nostra affiliata The Following Italia, che come sempre ringrazio per la collaborazione!]

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