The Leftovers – 1×01 Pilot – by R.

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Per i vedovi di Lost è finalmente arrivata una nuova creatura di Damon Lindelof, che tra flashback, significati mistici e continui interrogativi (molti dei quali destinati a restare senza risposta) potrebbe andare a colmare il vuoto lasciato dall’addio all’isola quattro anni fa. The Leftovers è una serie HBO, basata sull’omonimo romanzo di Tom Perrotta, che insieme a Lindelof, è anche ideatore dello show.

La trama prende il via dall’improvvisa scomparsa del 2% della popolazione mondiale (tra cui anche Papa Ratzinger) il 14 ottobre, un evento inspiegabile (“Rapture-like”) che resta tale anche a tre anni di distanza. Sebbene ad una prima occhiata la serie potrebbe apparire come un mistery con risvolti drammatici, in realtà è esattamente il contrario, ossia un drama con tratti mistery. Il racconto si origina infatti dal Rapture-like, ma lo sviluppo si concentra su come coloro che sono rimasti affrontano la perdita dei loro cari e più in generale le conseguenze di quanto accaduto. Il fulcro quindi non è il mistero, il perché e il come quella scomparsa sia avvenuta: al centro c’è l’essere umano nel suo modo di affrontare il dolore. Lo show così si presenta cupo, silenzioso e a momenti anche angosciante (prendete ad esempio gli appostamenti dei membri dei Guilty Remnant), dandoci l’affresco di una comunità desolata, che, in assenza di risposte, non riesce ad andare avanti.

Il pilot inizia proprio dal 14 ottobre a Mapleton, mostrandoci come l’evento avvenga all’improvviso in un giorno stupido come tanti. Simbolo di questa quotidianità interrotta è una madre, alle prese con un neonato urlante, la lavanderia, problemi domestici e continue telefonate; in un secondo – un leggero spostamento dell’angolo di ripresa – il bimbo scompare dall’auto. Quello che potrebbe apparire come un “normale” rapimento si trasforma subito in qualcosa di più grosso di fronte ad un bambino che cerca il padre, auto senza guidatori che vanno a sbattere e chiamate incessanti al 911. Questo è tutto ciò che vediamo del Rapture-like, dopodichè la scena si sposta a 3 anni di distanza introducendo il principale protagonista, Kevin Garvey (Justin Theroux, per onor di cronaca attuale fidanzato di Jennifer Aniston), che assiste impotente all’assassinio di un cane ad opera di Dean (Micheal Gaston). Una scena cruda nella sua freddezza, che sembra indicare un profondo cambiamento nelle persone e nella comunità, che però non trova conferma nel prosieguo della puntata. Pur essendo passati tre anni – siamo alla vigilia del terzo anniversario – è come se tutti fossero fermi ai giorni immediatamente successivi; la gente sembra ancora terrorizzata, colpita dall’inspiegabilità di quel fenomeno; nei programmi televisivi persistono i dibattiti sulle ragioni dietro l’evento, sulla portata o meno dello stesso. La città di Mapleton si prepara al primo Memorial, un “Heroes Day”, sulla falsariga di quelli previsti per commemorare le vittime dell’11/09, perché per il solo fatto di essere scomparse misteriosamente quelle persone sono da considerarsi eroi, indipendentemente da come erano le loro vite – come sottolinea il Sindaco “No one’s gonna come to a parade on We Don’t Know What the Fuck Happened Day”. E’ come se l’assenza di una spiegazione avesse congelato il tempo, impedendo a tutti di riprendere normalmente le loro vite come invece accadrebbe nel caso della elaborazione di un lutto: qui la fase della depressione continua all’infinito, impedendogli di accettare che il Rapture-like potrebbe anche essere un fenomeno unico e le sue sparizioni assolutamente casuali. Gli unici che sembrano riuscire a fare un passo in più sono coloro che si recano da Holy Wayne (Paterson Joseph), un uomo convinto di poterli guarire con un abbraccio.

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I personaggi tra cui districarsi sono parecchi, oltre a Kevin c’è la sua famiglia alquanto turbolenta, a partire dalla moglie Laurie (Amy Brenneman) che scopriamo in conclusione del pilot essersi unita al gruppo dei silenziosi fumatori, ai figli Tom (Chris Zylka) e Jill (Margaret Qualley) che colgono l’occasione della critica fase post evento per darsi alla tipica ribellione adolescenziale. Liv Tyler interpreta Meg Abbott, una donna che sembra attraversare un periodo di grande difficoltà, presa di mira dagli appostamenti dei Guilty Remnant e che a poco tempo dal matrimonio decide di trasferirsi proprio presso di loro. Il prete Matt Jamison (Christopher Ecclestone) si sta impegnando a dimostrare che quanto avvenuto non è opera del volere divino, altrimenti perché un religioso come lui sarebbe stato lasciato indietro in favore di qualche disgraziato? Accolgo con piacere la presenza di Charlie e Max Carver, ossia gli ex Porter e Preston Scavo di Desperate Housewives che anche qui sembra ci regaleranno siparietti divertenti nei panni dei gemelli Scott e Adam Frost. Pare purtroppo che un ruolo da protagonisti lo avranno anche gli animali, i cani in particolare; dico purtroppo perché il loro destino non dovrebbe essere dissimile da quello del cane apparso in questo pilot, quindi le scene che si prospettano saranno inguardabili – perché trovano sempre così necessario mostrare la violenza sugli animali?!

Un primo episodio a tratti un po’ lento, aspetto amplificato anche dalla durata dello stesso (più di un’ora, quando anche Game of Thrones riesce a condensare in 50 minuti), che mi lascia un po’ perplessa per questa soffocante atmosfera depressiva e quelle scene ambigue che non permettono di distinguere fra sogno e realtà – la battuta di Kevin “Am I awake?” mi ha fatto mettere in discussione parte della puntata, se la figlia non avesse trovato il cane morto nel bagagliaio mi sarebbe venuto il dubbio che fosse stato tutto frutto di immaginazione. Il grande interrogativo sul come e perché del Rapture-like rischia di restare senza risposta sia per gli abitanti di Mapletown che per noi, tuttavia coloro che come me hanno adorato Lost non vedranno in questo dettaglio un ostacolo alla visione. Certo è che se decidete di seguire questa nuova serie dovete mettere in conto che siamo di fronte ad un vero e proprio drama dove il mistero con quella maniacale attenzione ad ogni particolare per svelarlo – che tanto appassionava noi Lostie – passa in secondo piano: qui l’indagine riguarda il modo in cui ognuno affronta il dolore della perdita, conducendoci in un profondo viaggio in questa desolazione umana.

 

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2 pensieri su “The Leftovers – 1×01 Pilot – by R.

  1. “Nessuno verrebbe alla giornata del chissà che cazzo è successo”, sono morto a questa battuta!
    Io lo sto apprezzando (non mi spaventa mai la lunghezza di un episodio, se Il Trono durasse due ore a puntata sarei solo felice), anche se dobbiamo attendere ancora un paio di puntate per un giudizio più completo.

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