The Leftovers – 1×03 Two Boats and a Helicopter – by R.

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Una delle critiche che ho mosso finora a The Leftovers è il suo procedere lento, anche quando ci sono effettivamente degli avvenimenti. Sorprendentemente questo episodio è più avvincente, arrivando alla fine senza che neppure me ne accorga. E non dico sorprendentemente perché ormai mi ero messa l’anima in pace sul ritmo dello show, ma perché si tratta di una puntata mono-personaggio, incentrata unicamente sul prete Matt Jamison. Una scelta un po’ azzardata se pensiamo che siamo solamente al terzo episodio e non abbiamo ancora avuto modo di farci un’idea complessiva di Mapleton e dei suoi abitanti. Tuttavia il risultato ottenuto è positivo, con una storyline interessante, misteriosa e suggestiva.

Matt è il prete che nei primi episodi abbiamo visto distribuire volantini volti a smascherare il passato degli scomparsi: per lui è importante dimostrare che non tutti coloro che sono spariti avevano delle vite libere dal peccato “If we can no longer separate the innocent from the guilty, everything that happened to us, all of our suffering, is meaningless”. Essendo un uomo di Chiesa ritrovare in ogni evento il disegno, seppur misterioso di Dio, è inevitabile; specie per uno come lui che sembra avere una fede incrollabile, un fatto di quella portata non può non avere un significato più grande. Ma il suo separare gli innocenti dai colpevoli sembra implicare la negazione del suo stesso obiettivo: se sono stati “selezionati” sia gli uni che gli altri, come è possibile trovare un significato che rimandi alla volontà di Dio? Non è al contrario la prova di un rapture totalmente casuale? D’altra parte il suo agire si ricollega a quanto era stato affermato da Kevin con riferimento all’Heroes Day: gli scomparsi non possono essere considerati eroi per il semplice fatto di essere scomparsi, perché tra loro c’era ogni tipo di persona, dal bambino che ancora non aveva iniziato a vivere al delinquente. Parificarli tutti perché “vittime” di un evento inspiegabile è lo stesso atteggiamento ipocrita di quando muore una persona e indipendentemente da come fosse in realtà si dice che era un brav’uomo, come se la morte lo avesse purificato da ogni peccato. Evidentemente Padre Matt non la pensa così – un po’ strano considerando che dovrebbe essere proprio il prete il primo a perdonare ogni errore – ma non è in grande compagnia: da un lato la sua Chiesa è frequentata da pochissima gente, come se tutti gli altri di fronte all’inspiegabilità del Rapture avessero perso ogni minimo di fede; dall’altro i parenti delle persone sparite pubblicamente accusate non gradiscono la sua missione di verità e lo aggrediscono a intervalli regolari. Perfino sua sorella non concorda con lui e comprensibilmente visto che si tratta di Nora Durst; a quanto pare la donna non era mai stata credente e la tragedia che l’ha colpita ha semplicemente irrigidito la sua posizione. Ecco perché trovo alquanto audace da parte di Matt chiederle di dargli i soldi ricevuti come indennità per la perdita subita per potersi ricomprare la Chiesa. E di fronte al suo prevedibile rifiuto tira fuori un comportamento sottilmente perfido, raccontandole che il marito di cui tanto sente la mancanza la tradiva con la maestra dei figli – precisando che non la pubblicherà. In concreto è la stessa cosa che fa con i parenti degli altri scomparsi, gli sbatte in faccia la cruda verità sui loro cari, ma vederlo rivolto a sua sorella mette tutto sotto un’altra, più oscura luce. E’ vero, racconta solo la verità, ma è necessario? Quelle persone sono scomparse, probabilmente non faranno mai ritorno e quindi non pagheranno le conseguenze delle loro azioni, perché far soffrire ulteriormente le loro famiglie che non hanno colpa alcuna? Il suo atteggiamento sembra quello di un giudice, un censore spietato, accecato dalla sua missione di verità.

Il prete inizia così ad assumere un ruolo diverso da quello dell’uomo comprensivo e caritatevole quale dovrebbe essere; ed in parte ne troviamo conferma nel suo passato, un bambino che non sapeva se giudicare la propria malattia un male o un bene, perché comunque gli aveva permesso di riguadagnare quelle attenzioni familiari che la sorella minore gli aveva portato via. Ed anche più avanti nella puntata, quando uccide senza remore e con molta furia quello sbandato che vuole rubargli i soldi vinti. L’aver perso la Chiesa – specie in favore dei Guilty Remnant – nonostante gli sforzi fatti, chissà cosa potrà far scattare in lui.

Ma la parte più suggestiva dell’episodio è il suo farsi guidare dai piccioni. Se per Kevin sono i cani ad avere un qualche misterioso significato, per Matt sono i piccioni, che lo conducono verso una vittoria certa al gioco della roulette. Credere fortemente che quei tre volatili gli abbiano indicato di puntare per tre volte sul rosso è sinonimo di una fede che neanche Locke di Lost. Insomma tutti noi vediamo piccioni ogni giorno e mai ci sogneremmo di affidargli 10 euro, figuriamoci ventimila dollari. Invece Matt ci crede fino in fondo e ha ragione: tre giri di roulette e tutti i suoi problemi finanziari sono un ricordo. Mi sorprende la leggerezza/stupidità del post vincita, è chiaro che quella coppia miri ai suoi soldi, potrebbe almeno evitare di ammirare le banconote nel parcheggio del casinò senza neppure aver chiuso l’auto, che ingenuità!

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Dal sogno/allucinazione che ha dopo essere stato colpito da uno degli aggressori dei Guilty Remnant scopriamo invece di più sulla sua vita. E’ uno di quei sogni totalmente incasinati, dove fa fatica lo stesso protagonista a capirci qualcosa, figuriamoci noi; tuttavia collegando quelle immagini a quanto visto nel resto dell’episodio è possibile giungere a delle conclusioni. Si ha la conferma che il bambino geloso di cui parlava era lui e che i suoi genitori sono morti nell’incendio di casa. Veniamo a sapere che sua moglie Mary si trova in stato vegetativo dal giorno del Rapture: a causa degli incidenti provocati dalle auto dei guidatori scomparsi, la moglie era rimasta gravemente ferita e non riuscendo a contattare il 911 l’aveva portata lui stesso in ospedale – basta guardare qualche puntata di Grey’s Anatomy per sapere che in ogni caso il corpo della vittima non deve essere spostato per evitare ulteriori danni. Restano invece avvolte nel mistero le scene in cui gli vanno a fuoco le mani (c’entrerà qualcosa con la morte dei genitori?) e quando fa sesso con Laurie. In realtà l’intero rapporto con la famiglia Garvey resta oscuro: i ventimila dollari giocati sembra che fossero stati nascosti dal padre di Kevin e l’incontro notturno con Laurie non lascia intendere il tipo di relazione tra i due a causa del mutismo della donna. Interrogativi che si accumulano a quelli emersi nelle scorse settimane.

Fede e scienza è stato uno degli slogan principali di Lost; dall’idea di fondo dello show e dai significati mistico-sacri che s’intuiscono ho pensato che fosse destinato a diventarlo pure per The Leftovers. Al momento però non mi è chiaro dove questa fede debba essere riposta (Dio, gli animali, Holy Wayne, le voci sentite dal padre di Kevin o altro?) e Matt non è Locke: John era un uomo sensibile che aveva fiducia in quell’Isola che gli aveva restituito la capacità di camminare; Matt è un prete che si sta rivelando piuttosto ambiguo, pronto a giudicare gli altri, ma che uccide senza pietà e con una triste vita privata. Sembra che usi la fede in Dio per giustificare il suo comportamento, la sua missione; resta però il fatto che questa fede lo conduce a risolvere i problemi di soldi, ma non gli impedisce di perdere la Chiesa. Inquadrarlo è davvero complesso. Di sicuro dopo questo episodio non guarderò più i piccioni allo stesso modo.

 

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2 pensieri su “The Leftovers – 1×03 Two Boats and a Helicopter – by R.

  1. Secondo me il prete vuole proprio dimostrare che la sparizione non è stata un intervento divino: già nella prima puntata alla parata gridava “not a rapture”… Forse in inglese rapture ha un’accezione tipo assunzione?
    Invece mi piace il modo in cui la realtà continua a smentirlo ogni volta che cerca di vedere prove di intervento divino (tipo la bambina per cui ha pregato che si è svegliata… Ma prima che lui pregasse!)

    1. Anch’io dal pilot credevo non pensasse che fosse un evento divino, ora però dice a Nora che è un test! Rapture in inglese fa riferimento anche all’estasi divina, ma non vedo personaggi in estasi neanche nelle immagini della sigla!
      Per adesso gli unici che regalano soddisfazioni al prete sono i piccioni!

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