The Leftovers – 1×08 Cairo – by R.

Per la prima volta dall’inizio di The Leftovers provo quella sensazione che è alla base del seguire una serie tv: non vedo l’ora di guardare il prossimo episodio. In “Cairo” ci sono state svolte, spiegazioni ed anticipazioni che hanno reso la puntata intrigante e coinvolgente; il tutto nonostante la presenza di Jill, la cui spirale negativa raggiunge dei picchi che fanno rimpiangere il gioco della bottiglia e il rapimento del bambolotto.

A dominare l’episodio è Kevin, che passa da un possibile ennesimo confronto con la figlia ad un faccia a faccia con se stesso. Sonnambulismo, doppia personalità o pura follia non è ancora chiaro, ma il Capo della Polizia scopre che durante quei periodi di buco di memoria non si è limitato a bere, ciondolare e ammazzare cani, ma è stato tutto un altro uomo: un uomo che con il suo amico (mistery man) Dean ha rapito e torturato Patti, con l’intenzione di ucciderla. E forse quest’ultimo è l’atto meno sorprendente, considerando quante gliene ha fatte passare quella donna. Kevin e Dean frequentavano insieme un rifugio nel bosco (nella zona di Cairo), ammazzavano i cani finché Garvey ha deciso di impegnarsi nella riabilitazione di quello che ha portato a casa, trascorrevano insieme molto tempo costruendo un rapporto che lo stesso Dean ha definito di amicizia. Ma Kevin non ricorda nulla di ciò, se non qualche frammento. Ora però è posto dinanzi alla realtà di quanto ha fatto, di quanto lui stesso credeva essere frutto di una latente follia: Patti ferita (e parlante), che non accetta le sue scuse e lo minaccia di rovinargli carriera e vita, costringendolo a quell’azione che il Kevin che conosciamo non vuole assolutamente attuare, neppure se a realizzarla è Dean. Il Capo della Polizia è essenzialmente un brav’uomo che cerca di far funzionare ogni sfera che ricade nel suo raggio, dalla famiglia alla sicurezza della comunità; ed entrambe s’impegnano a mettergli i bastoni fra le ruote. Sorprende che a tre anni dal Rapture non abbia ancora avuto un crollo mandando tutti a quel paese; invece perfino quando gli era stata offerta una via d’uscita sul problema Guilty Remnants non l’aveva accolta. E salvando Patti dal tentato omicidio di Dean fa sostanzialmente la stessa scelta. Nonostante per qualche secondo abbia creduto che potesse andare fino in fondo, in realtà sapevo che non ce l’avrebbe fatta, perché lui è un brav’uomo; è vero ha ucciso dei cani e ha tradito la moglie, ma nel primo caso l’ha fatto solo quando ha pensato che non ci fosse alternativa (e comunque ora opta per un’altra via) e per Laurie se era pesante allora quanto lo è adesso, come biasimarlo? Con tutto quello a cui abbiamo assistito in queste settimane è difficile non simpatizzare per lui, soprattutto quando, dinanzi alla prima vera spiegazione del significato dei Guilty Remnants da parte di Patti, risponde ciò che anche noi (io perlomeno) abbiamo pensato “I don’t understand you”. La capa dei Guilty Remnants ci fornisce una risposta che aspettavamo sin dal pilot, cancellando anche le contraddizioni finora emerse “I think about it (Rapture) every fuckin’ wakin’ moment (…) what else is there to think about? (…) It doesn’t matter what happened, but the difference between you and me is that I accept that it did. And while you push it aside, while you ignore it, we strip ourselves of everything that distracts us from it. We strip away the colorful diversions that keep us from remembering. We strip away attachment, fear and love and hatred and anger. Until we are erased, until we are a blank slate. We are living reminders of what you try so desperately to forget”. Ora il concetto alla base del “culto” dei Guilty Remnants è chiaro: tutto deve essere dimenticato ad eccezione di quello che è accaduto, perché dopo un evento così grosso non si può procedere normalmente con le proprie vite. In pratica l’esatto opposto di quel che si dice a chi ha subìto un lutto. Quindi l’idea di fondo è chiara, ma dal capirla, condividerla siamo ben lontani, non possiamo ricordare gli scomparsi comunque, senza bisogno di diventare dei morti viventi? Addirittura i Guilty Remnants aspirano a diventare dei morti veri e propri, gli walkers di The Walking Dead hanno un istinto di sopravvivenza molto più sviluppato. Grande rivelazione: gli stessi Guilty Remnants hanno ucciso Gladys con il suo beneplacito affinché quella morte da martire la rendesse indimenticabile; e questo è il destino di tutti gli uomini in bianco, che così potranno costringere ogni altra persona a ricordare loro e il loro messaggio. Sfruttano il disprezzo che suscitano (appositamente) negli altri per passare da vittime, da martiri e forzare il resto del mondo a comprenderli. Li trovo sempre più inquietanti e irritanti. Ogni volta che Patti e Kevin si sono incontrati, lei lo ha sfidato con sguardi e sorrisini di scherno; ora lo provoca con le parole perché la renda indimenticabile, uccidendola. Ma il Kevin presente a se stesso non può farlo e allora lei si suicida con un pezzo di vetro, rivolgendogli l’ultima provocazione “You understand”. Salutiamo così uno dei personaggi più odiosi e disturbanti della tv.

Patti conferma al Capo della Polizia che anche Laurie sarà pronta per il destino da Guilty Remnant “so soon”, ma non è questa la conversazione sulla donna che suscita maggior interesse, bensì quella relativa al perché si sia unita ai fumatori in bianco. Dalle parole dei due pare che la sua scelta sia avvenuta poco dopo il Rapture ed aver scoperto il tradimento del marito; sappiamo che Kevin era con la sua amante quando c’è stato il Rapture, quindi è possibile che Laurie li abbia “beccati” durante il caos del post scomparsa. Il marito crede che sia per il tradimento che se ne è andata, Patti sostiene che il motivo è che lei gli ha dato ciò che lui non poteva: uno scopo. Possibile che ricostruire il rapporto col marito non fosse uno scopo sufficiente? A maggior ragione dopo un evento come il Rapture? Famiglie come quella di Nora ne sono uscite distrutte, lei è rimasta completamente sola; mentre Laurie ha avuto la fortuna che nessun membro della sua famiglia ne rimanesse coinvolto e manda tutto all’aria per il messaggio di Patti; sarebbe più giustificabile se lo avesse fatto per le corna di Kevin! Alla luce delle rivelazioni di Patti sul destino da martiri assume anche tutt’altra luce il crollo avuto da Laurie dopo la morte di Gladys, non uno shock per quanto subìto dalla donna, ma una preoccupazione per il suo futuro. Forse lei stessa era fra i lanciatori di pietre! Al momento Laurie appare il braccio destro di Patti, anzi la sua erede ormai. E ha già il suo da fare con Meg, che non sembra accogliere completamente il “culto” che ha volontariamente abbracciato: si scatena violentemente contro il prete perché parla di sua madre, non dovrebbe averla dovuta dimenticare? Si sostituisce a Laurie nella rabbia verso Nora quale nuova compagna di Kevin, non dovrebbe esserle indifferente? Parla, parla, parla; si lamenta di come le altre persone li aggrediscano, gli sputino addosso e li bagnino col tubo dell’acqua (non che li uccidano, a riprova che anche lei era consapevole che Gladys era stata “vittima” dei suoi stessi compagni). Cosa ci fa ancora con loro se non accetta nulla?

Ma adesso, con una scena che ricorda quella di Meg alla fine del pilot, sembrerebbe sul punto di unirsi ai Guilty Remnants anche Jill, cosa che da un lato mi rallegra perché almeno non la sentirò più parlare, dall’altro mi irrita perché è l’ennesimo schiaffo a quel poveretto di Kevin. Quell’uomo ha cercato in ogni modo di andarle incontro, in questo episodio ha anche seguito il consiglio di Nora sul non prendersela con la figlia per la scenata a cena (davvero imbarazzante) perché lo scontro era ciò a cui mirava. Già, Jill sfrutta ogni occasione per farlo arrabbiare, per provocarlo, per attirare (negativamente) la sua attenzione, come una bimba di cinque anni! E nessuna provocazione è mai sufficiente, deve sempre spingersi più in là; stavolta addirittura introducendosi in casa di Nora per cercare la pistola (cosa vorrebbe provare poi con questa storia?!) e lasciando tutto in disordine affinché si sappia cosa ha fatto. Jill arriva ad allontanare l’unica che le è sempre stata vicina, l’ha compresa e ha cercato di consigliarla nonostante quel caratteraccio, Aimee. E lo fa rivolgendole una domanda che mi tormenta dal pilot “Did you fuck my dad?”; chi non ha mai sospettato che tra Kevin ed Aimee fosse successo qualcosa? E’ dalla prima scena tra i due che ho questo sospetto: il modo in cui lei lo guarda e gli parla, come lui è in difficoltà quando sono nella stessa stanza; se non fosse per i tre anni trascorsi dal Rapture sarebbe la mia prima candidata come possibile amante. Eppure la risposta affermativa che dà non è minimamente credibile, è la classica provocazione che ribatte ad un’altra. Attendo ancora una puntata che mi spieghi perché Aimee non ha nessuno, se ha perso tutti nel Rapture o altro. Adesso comunque casa Garvey sarà terribilmente vuota perché non solo le due ragazze se ne sono andate, ma Jill ha anche liberato il cane; devo dire che quando l’ho vista con quel coltello mi sono voltata perché credevo veramente che stesse per ucciderlo, la ritengo più in grado di ciò di suo padre.

Breve riflessione anche su Dean: lo abbiamo visto chiaramente parlare con delle voci come il padre di Kevin e Patti afferma che è come un fantasma non essendoci informazioni sul suo passato. Questo lascia intuire che forse è davvero quel qualcuno inviato dalle voci a Kevin come sostenuto da suo padre, dato che fa pensare che quei “riconoscimenti” da parte degli altri cittadini siano frutto di falsi ricordi, esattamente come quelli creati per l’esistenza di Dawn in Buffy.

Dopo tutti questi avvenimenti si preannunciano avvincenti episodi finali, con i Guilty Remnants che in occasione del Memorial Day sono pronti ad una sconvolgente messa in scena con i Loved Ones degli scomparsi di Mapleton. Evidentemente sperano che stavolta siano gli altri ad ucciderli senza doversi lapidare tra loro!

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