The Leftovers – 2×02 A Matter of Geography – Recensione by R.

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“We’re all okay” così Jill dice al fratello Tom riguardo a lei, Kevin, Nora e la neonata Lily. E così sembra in effetti. Nel poco screentime della premiere tutti loro sono apparsi tranquilli e sereni come mai li avevamo visti per l’intera prima stagione. Ma basta qualche minuto per cambiare idea e rivalutare in toto le loro scene dell’episodio precedente. La seconda puntata di The Leftovers ci permette infatti di assistere a quanto accaduto alla nuova famiglia Garvey nel tempo intercorso tra il Season Finale e la premiere, offrendoci in tal modo una diversa prospettiva del suo arrivo a Jarden/Miracle. Se inizialmente la serenità in cui li avevamo lasciati sembra destinata a durare, con delle divertenti reciproche confessioni delle proprie follie, le scene che vedono Kevin e Nora separati mostrano le prime crepe, nonostante tutto intorno a loro proceda per il meglio. L’adozione della piccola Lily va in porto senza problemi, la dichiarazione di Garvey alla polizia sulla morte di Patti non ha conseguenze, Nora ottiene quasi 3 milioni di dollari per la sua vecchia casa e il vecchio Garvey è pronto a trasferirsi in Australia dopo essere stato dimesso dall’ospedale psichiatrico.

L’offerta per la sua casa per un prezzo ben più elevato di quello richiesto dà il via ad una nuova fissazione per Nora. Alcuni ricercatori ritengono che il Rapture potrebbe essere solo “A matter of geography”; secondo tale visione la donna ne sarebbe scampata perché era al lavello della cucina anziché al tavolo col resto della famiglia. Quando si dice il caso! È evidente come un’intera cittadina risparmiata rappresenti agli occhi di Nora – e di altre migliaia di persone – il posto più sicuro al mondo qualora il Rapture dovesse ripetersi, divenendo la scelta più logica quando Kevin propone il trasferimento. Ma tutta la ragionevolezza di questo susseguirsi di eventi viene meno di fronte alla reazione spropositata della Durst quando si scopre che la casa acquistata è andata a fuoco – si trattava quindi di quella di Isaac, fatta bruciare da John: i milioni ottenuti vengono infatti buttati nel giro di pochi secondi su una casa all’asta nemmeno vista, di fronte allo sguardo allibito di Kevin. Il bisogno di sicurezza acceca Nora, non la fa ragionare, nulla può fermarla dal tentativo di evitare che si ripeta l’esperienza passata. Comprensibile sì, ma non si può dire che stia bene.

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Kevin mostra più in fretta i primi segni di squilibrio: dissotterra il cadavere di Patti e soprattutto inizia a vederla di nuovo. Lindelof aveva annunciato che il personaggio di quest’ultima sarebbe tornato, non specificando però in che forma; dopo questa puntata potremmo ritenere come in passato che si tratti di un’allucinazione, tuttavia le parole del padre di Kevin fanno sorgere qualche dubbio. L’uomo sostiene di stare meglio dal momento in cui ha iniziato a dare retta alle voci che sentiva, è possibile dunque che quelle apparizioni non siano un segno di squilibrio, ma tutt’altro? Dopotutto in un mondo in cui è possibile che una parte della popolazione mondiale svanisca all’improvviso, potrebbe altrettanto esserlo sentire delle voci, come direbbe il padre di Kevin “wouldn’t you agree that the laws of fucking nature seemed a bit upside down as of late?”. Patti vuole che Kevin la ascolti, lui invece si rifiuta, si tappa le orecchie con la musica per evitarla, propone l’addio a Mapleton per sfuggirle. E dal momento in cui la famiglia Garvey supera i fortificati confini di Miracle, ogni cosa comincia ad andare male. Il cane viene messo in quarantena, la casa acquistata non c’è più, quella presa all’asta è ridotta malaccio, Kevin e Nora litigano e Patti è ancora lì a pretendere di essere ascoltata. Durante la prima notte nella nuova abitazione – dopo la visita ai Murphy – Kevin sembra avere una tregua, riesce ad addormentarsi senza bisogno della musica. Peccato che torni il sonnambulismo: Garvey si risveglia nel laghetto ormai prosciugato, pochi istanti prima dell’arrivo di John e Michael; alla comparsa dei due, si nasconde e a fianco a lui c’è Patti con il suo inquietante “Oh oh”. Forse dovrebbe davvero iniziare ad ascoltare la donna; oppure potrebbe far visita all’uomo della roulotte – visitato da Michael nella premiere – che gli ha offerto aiuto “with your situation”, in ogni caso mi pare chiaro che la tecnica della negazione non funzioni.

Di fronte a questi avvenimenti l’immagine emersa nella premiere della nuova famiglia felice appena trasferitasi nella città più ambita al mondo crolla un pezzetto dopo l’altro. Ogni interazione avvenuta nello scorso episodio con i Murphy assume una luce differente; il contrasto tra John e Kevin, l’ex detenuto e l’ex poliziotto, non è così forte quanto era apparso: la perplessità di Kevin dinanzi al suo nuovo vicino è infatti macchiata dalle sue personali preoccupazioni, le “allucinazioni” in primis.

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Si rafforza invece l’immagine di città celebrata, protetta e allo stesso tempo sfruttata di Jarden. La ribattezzata Miracle è divenuta la nuova terra promessa, tutti vogliono visitarla e solo pochi fortunati riescono ad ottenere il titolo di residenti. Regole severe per i visitatori – non possono toccare l’acqua del laghetto, hanno orari precisi di visita… – e i suoi confini sono protetti quanto quelli di uno Stato a sé, con controlli pari a quelli dell’ingresso negli USA. Quarantena per gli animali e braccialetti per i nuovi residenti, aste a prezzi gonfiati per le rare abitazioni disponibili e merchandising variegato, video di benvenuto e autocelebrativi: ogni dettaglio dipinge Jarden come il luogo in cui tutti vogliono stare o di cui vorrebbero almeno avere un pezzetto nella speranza che li protegga. Insomma, Nora non può sentirsi sola nella sua ossessione. Ma cosa accadrà se la notizia della scomparsa di Evie, le sue amiche e del laghetto inizierà a diffondersi?

Mostra segni di miglioramento Jill, forse abbiamo detto addio all’adolescente piena di rabbia della prima stagione. È brava con la sorellina, gentile con Nora, alleggerisce l’atmosfera con battute divertenti e sembra aver superato la fase di odio verso il padre, tanto da spronare il fratello ad una minima comunicazione con lui. L’unica con cui mantiene un atteggiamento duro è la madre, ma come darle torto? Tra l’altro, Laurie potrebbe mettere un po’ più d’impegno nel riallacciare i rapporti con la figlia, non le ha neppure fatto un cenno di saluto dall’auto! E cosa staranno combinando lei e Tom?

Con questo secondo episodio temporalmente restiamo al punto di prima, ma ora, oltre a sapere esattamente quanto accaduto dopo gli eventi del Season Finale, abbiamo una visione completa delle due famiglie al centro di questa nuova stagione: i Murphy e i Garvey nascondono entrambi le loro crepe, che, viste le premesse, sono destinate ad allargarsi sempre di più. Eh no, Jill, mi dispiace, ma “You’re not all okay”.

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