The Leftovers – 2×05 No Room at the Inn – Recensione by R.

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Non poteva mancare un episodio interamente dedicato a Matt Jamison. Già nella prima stagione il religioso si era distinto per essere, insieme a Patti, il personaggio più controverso, che alterna alla sua fede incrollabile momenti discutibili, anche con rabbia e violenza. Ciò che abbiamo visto nella terza puntata dell’anno scorso si ripete in parte in questa: è la fede contro ogni apparenza ad aiutarlo, mentre le occasioni in cui si lascia andare alle bassezze di chi lo circonda gli si ritorcono contro.

Se per il wrestler Bray Wyatt il motto è “Follow the buzzards”, per Matt è stato “Follow the pigeons”, i piccioni lo avevano infatti condotto alla vittoria alla roulette, salvo poi farsi banalmente derubare nel parcheggio ed aggredire con furia il ladro. Stavolta i volatili non c’entrano, a guidare Jamison è il miracolo a cui è fermamente convinto di aver assistito la prima notte a Miracle: il risveglio temporaneo di Mary dal suo stato catatonico. Quelle immagini iniziali che dovrebbero rappresentare solo la triste quotidianità dell’uomo, hanno in realtà un significato più profondo e in un certo senso più doloroso: ricreare gesto dopo gesto la giornata in cui Mary si è svegliata nella speranza che il miracolo possa ripetersi. Ovviamente non accade, neppure la ripresa tramite pc stile Paranormal Activity 4 mostra movimenti rilevanti, né di Mary né di qualsivoglia altra presenza. Matt mette quindi da parte la fede per qualche ora, lascia Jarden e sottopone Mary ad una risonanza magnetica ad Austin. Non sappiamo quali siano i risultati dell’esame perché ad allarmare lo staff ospedaliero è la gravidanza della donna. Quello che a Jamison appare come il secondo miracolo con cui li ha benedetti Jarden – lui e Mary non riuscivano ad avere figli – agli occhi altrui è solo l’indesiderata conseguenza di uno stupro su una donna inerme: così lo vedono il legale dell’ospedale e John Murphy – neppure Kevin riesce a nascondere la sua perplessità – e così lo vedranno tutti non appena la pancia inizierà ad essere evidente.

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Matt non sembra cogliere questo particolare e procede dritto per la sua strada, che ora comporta riportare Mary il più in fretta possibile a Miracle: trattandosi di una gravidanza a rischio, solo il luogo che ha permesso quel miracoloso concepimento può garantirne l’esito positivo. Perché allora ti fermi ad aiutare il primo sconosciuto rimasto in panne? Siamo a poche miglia da Miracle, abbiamo già avuto modo di dare una rapida occhiata allo stato incivile in cui si sono ridotti coloro che tentano di accedervi, proprio non ti passa per la mente che quell’auto ferma sia solo una trappola? E infatti, sotto gli occhi del figlio, lo sconosciuto lo colpisce, gli massacra il polso per togliergli il braccialetto, prende anche quello di Mary e li lascia sul ciglio della strada con un’auto non più funzionante. È a questo punto che assistiamo ad una scena che potrebbe rispondere agli interrogativi suscitati dalla storyline di Jamison. La moglie abbandona per pochi istanti lo stato catatonico e chiede all’uomo di riportarla subito a Jarden per salvare il loro bambino; dovrebbe essere la prova che dà ragione a Matt, eppure le circostanze non depongono a suo favore: in quel momento è ancora confuso per il colpo ricevuto e l’immagine appare più come opera della sua mente, insinuando così il dubbio che lo stesso possa essere accaduto durante la prima notte a Miracle.

Siamo solo all’inizio delle peripezie di Matt, il ritorno a Jarden si fa più difficile passo dopo passo. Dopo i primi intoppi burocratici, la soluzione sembra arrivare da colui che meno ti aspetti, quel John Murphy che tanto freddamente aveva accolto il prete nella premiere. La fede nei miracoli di Matt si scontra con il drastico scetticismo di John; abbiamo capito che Murphy non crede nelle magiche proprietà della sua cittadina, ora scopriamo che in parte ciò è dovuto alla mancata guarigione di Erika dalla perdita dell’udito. Intuendo la versione di Matt sulla gravidanza della moglie, John gli impone di confermare quanto tutti immediatamente penseranno di fronte al pancione di una donna in stato catatonico: si è approfittato della moglie in un momento di solitudine e confusione. Jamison cede, accetta di passare per l’uomo abietto che non è, ma nel farlo non si trattiene dal domandare con tono di accusa a John cosa lo abbia ridotto in quel modo. Ciaone ai braccialetti! John sarà senza pietà, ma Matt non capisce proprio quando dovrebbe tacere!

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Intrappolato nell’accampamento al confine di Jarden, Jamison decide di abbassarsi all’illegalità di un ingresso clandestino a pagamento. Tra il disordine che regna in quel posto e l’assurdità di ciò che gli chiedono di fare è tutto una grande confusione. Una donna – dopo un terzo grado sulla sua fede – gli promette il denaro necessario se colpirà un uomo con tutta la forza che ha urlando il nome “Brian” (?). Dopo un primo tentennamento e incitazioni dalla folla, Matt ci ricorda la violenza di cui è capace e ottiene i soldi per pagare il passaggio; l’entità dell’aiuto si rivela più assurda del resto e il risultato è nullo. Quando tutto sembra perduto però appare Nora, pronta a farlo rientrare in città, di nascosto ovviamente; era abbastanza prevedibile che la Durst non avrebbe abbandonato fratello e cognata, di fatto Matt avrebbe potuto tranquillamente attendere il suo arrivo. Per il prete tuttavia non è ancora finita: l’uomo che lo ha aggredito è morto in un incidente appena entrato a Jarden, Matt può riprendersi il braccialetto; ma di fronte al bambino pronto a restituirgli l’altro, Jamison capisce dove ha sbagliato nell’odissea odierna: ha scelto la via dello stupratore, del violento e del clandestino, quella più semplice e vile. “Does thou still retain thine integrity? Curse God and die”, la frase della moglie di Giobbe – il suo libro preferito della Bibbia – assume così un senso rispetto alla sua avventura. Matt decide di affidare Mary a Nora e il bambino a John, tornerà a Jarden, ma nel modo giusto, basta scorciatoie. All’accampamento inizia il suo pentimento: prende il posto dell’uomo nudo ai ceppi che poche ore prima aveva lasciato al suo destino.

Il quesito sullo stato di Mary resta in piedi, anzi è raddoppiato: si aggiunge infatti quello relativo al bambino visto che a quanto pare la donna non riusciva a restare incinta. E se siamo fan di LOST i collegamenti tra i due show si moltiplicano – la difficoltà a portare a termine una gravidanza sull’Isola era stato uno dei grandi misteri. Un episodio faticoso, ma trattandosi di Matt Jamison non poteva essere altrimenti. Dopo un percorso altalenante ha optato per la strada più difficile dell’integrità contro le tentazioni esterne; non era tutto più semplice quando lo guidavano i piccioni?

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