The Leftovers – 2×06 Lens – Recensione by R.

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Riprendendo la prospettiva di questa stagione – “A story of two families” – questo episodio si sofferma sulle donne delle due famiglie, Nora ed Erika. Due donne, due pietre contro le finestre, una di casa Murphy, l’altra di casa Garvey.

È Nora la prima ad iniziare, colpendo di notte l’abitazione dei vicini. Il motivo non è chiaro, se non si presta bene attenzione si potrebbe avere il dubbio anche su quale sia la casa danneggiata e sul colpevole. Lo si può intuire però, non solo per ciò a cui ci ha abituato Nora quando il suo bisogno di sicurezza viene messo in crisi, ma anche e soprattutto per la donna conosciuta nella passata stagione. Nora si era voluta trasferire ad ogni costo a Jarden perché secondo gli scienziati che avevano acquistato la sua casa le scomparse erano dovute al luogo in cui le persone si trovavano al momento del Rapture. Ora un altro scienziato sostiene che possano invece essere determinate da soggetti a loro vicine: questi funzionerebbero come la lente con cui il bambino brucia le formiche – io questo esempio non lo avevo mai sentito; in tal senso Nora sarebbe la lente che brucia (fa scomparire) le persone accanto a lei: lei dunque avrebbe causato la sparizione dei suoi figli e ora quella di Evie e le sue amiche. Effettivamente il fatto che queste ultime siano scomparse la sera stessa in cui Nora si è trasferita nella nuova casa suona come una coincidenza parecchio strana, ma allora perché Kevin, Jill e Lily sono ancora lì? Questa tesi diventa più convincente quando anche George Brevity del Department of Sudden Departure, lo stesso per cui lavora Nora, conferma che essa sta ricevendo un grande consenso e che sta per essere inserita nei questionari da sottoporre ai familiari degli scomparsi. Peccato che poi la donna che vuole utilizzare i dati sulla Durst sostenga che all’origine del suo essere una lente ci potrebbe essere un demone; d’accordo che non mancano mai i riferimenti religiosi, ma la tematica demoniaca/esorcistica non sembra proprio ricollegabile allo show, così come non lo era per LOST. Per Brevity tra l’altro i demoni non c’entrano, all’origine ci sarebbe un’emanazione di raggi UV.

Valore delle teorie a parte, l’idea di essere una lente provoca in Nora un comprensibile effetto devastante, gli sceneggiatori non hanno proprio pietà di lei! Ci creda o meno, l’insinuazione, o meglio, il ritorno del senso di colpa è inevitabile. Non abbiamo la reazione disperata di quando non ha più trovato Kevin nel letto, ma quella rabbiosa, di odio verso quei vicini “colpevoli” – attraverso la scomparsa di Evie – di farle rivivere tutto un’altra volta. Grazie a Lily e i Garvey, Nora ha avuto infatti una nuova chance e adesso il passato ritorna.

TheLeftovers_2x06_Durst

Nel nono episodio della prima stagione avevamo potuto vedere come stessero procedendo le vite dei protagonisti nelle ore antecedenti il Rapture e l’immagine di Nora Durst quale madre e moglie in una famiglia da Mulino Bianco era crollata: la donna era ad un punto di esasperazione in cui desiderava perlomeno “staccare” per un po’ dalla sua famiglia; il Rapture l’aveva tristemente accontentata. Ora scopriamo che Erika stava vivendo una situazione simile il giorno della scomparsa della figlia: la Murphy progettava infatti di lasciare il marito e mentre era tranquilla che Michael, forte della sua fede, sarebbe riuscito a capire ed andare avanti, era preoccupata per la sua Evie; aveva così espresso il desiderio che stesse bene senza di lei, la stessa notte la figlia è svanita nel nulla. Nessuna delle due donne ricorda quali siano state le ultime parole scambiate con i rispettivi figli. Entrambe volevano qualcosa per se stesse, volevano allontanarsi dalle loro famiglie e un evento inspiegabile le ha in qualche modo accontentate; il desiderio inconfessato di Nora o quello espresso attraverso un uccellino di Erika possono avere avuto un ruolo in tutto ciò? Nora pensa di no o comunque cerca disperatamente di convincersi che non sia così, ruba il questionario a Brevity per dimostrare alla vicina che Evie non è vittima di un nuovo Rapture; Erika invece si sente colpevole. Il confronto tra le due è ad alta tensione, anche quando sembra che tutto sia tranquillo, si ha comunque la sensazione che da un momento all’altro una delle donne possa lasciarsi andare ad un gesto eclatante. La ripresa stacca dall’una all’altra, mi ricordava un duello western con l’attesa dello sparo del vincitore. Ma nessuna vince. Nora ed Erika sono due madri che hanno perso i loro figli, lottano con il loro personale senso di colpa e cercano di andare avanti ognuna a suo modo. Erika accetta la sua supposta colpa, Nora la rifiuta, ma per quanto possano non essere d’accordo sono molto simili. E infatti alla fine è Erika a ripetere il gesto di Nora, lanciando una pietra contro la sua finestra.

TheLeftovers_2x06_Erika

Attraverso Erika troviamo inoltre risposte ad alcuni degli interrogativi sorti nelle puntate precedenti. Innanzitutto scopriamo finalmente chi ha lasciato la torta sul portico di casa Murphy, o meglio, chi l’ha fatta: Virgil, l’uomo del camper con le luci di Natale. È un familiare di Erika, forse il padre, ed è anche la vittima del tentato omicidio per cui è stato condannato John; con quella torta però non voleva avvelenarlo, ma confortarli nel dolore, specialmente Erika. Quest’ultima però sembra rimanere dalla parte del marito, strano considerando che stava per lasciarlo. Forse proprio questa intenzione è la più inaspettata: la donna era sempre apparsa come la moglie comprensiva, che stava vicino al marito nonostante tutto; come aveva sottolineato Patti, ha curato John da un colpo di pistola senza esitazione e senza fare domande, se non è dedizione coniugale questa! Si percepiva che non fosse d’accordo su ogni azione dell’uomo, ma non certo che lo avrebbe lasciato. Nella premiere i Murphy sembravano la perfetta famigliola felice, un’immagine che si è sgretolata in fretta; esattamente come quella della famiglia Durst.

Erika ci spiega inoltre l’origine del “rito” di seppellire vivi uccellini nel bosco – che dalla notte della scomparsa di Evie hanno smesso di sopravvivere – e l’attuale stile di vita a Jarden: l’uomo che ammazza la capra, la donna con l’abito da sposa sono solo due esempi di come la gente di Miracle stia ripetendo ogni gesto del 14 ottobre per “assicurarsi” che il Rapture non si verifichi mai sul loro territorio. D’accordo la scaramanzia, ma sono un tantino inquietanti. E comunque, grazie Erika per aver salvato quella povera capra; se la smettessi con gli uccellini andrebbe ancora meglio.

L’episodio si conclude con l’ennesimo tormento ai danni della povera Nora: Kevin le confessa infatti di vedere e sentire da tempo Patti. Considerando come era iniziato il discorso dell’uomo (“I’m seeing someone”) almeno per una cosa Nora può tirare un sospiro di sollievo: Kevin non la sta tradendo. Come mai Garvey si sarà deciso a parlargliene? E la Durst gli dirà della telefonata di Laurie? Devo dire che di madre e figlio mi ero quasi dimenticata, quasi perché cancellare dalla mente la scena di Tom e Meg è impossibile. Ora però che non si sa dove sia Tom, la loro storyline m’incuriosisce molto. Cosa sarà successo dopo che ha svelato il suo magico abbraccio?

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