The Leftovers – 2×07 A Most Powerful Adversary – Recensione by R.

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La conclusione a cui sono giunta al termine di questo episodio è che a The Leftovers non ci si può fidare di nessuno. Forse l’unico su cui continuerei a fare un minimo di affidamento è Kevin, ma Jill potrebbe legittimamente obiettare.

Kevin Garvey si sveglia da solo, ammanettato al letto; come Patti lo informa con quel piacere neppure velato da “Io te lo avevo detto”, Nora se ne è andata con Lily e Mary. Posso capire che se il tuo compagno ti confessa di vedere e parlare con una donna morta, ne rimani alquanto scombussolata, specialmente se sei in una fase di disperata ricerca della normalità. Però proprio a causa di quest’ultima, anche Nora ha avuto i suoi comportamenti dubbi, dallo sperperare milioni per una casa mai vista al furto di questionari. Kevin avrebbe dovuto dirglielo subito, ma temeva la sua reazione e non si sbagliava: ha accettato il trasferimento a Jarden e l’idea delle manette, si è impegnato nonostante l’interferenza Patti a far funzionare le cose e quando lui le chiede aiuto lei se ne va. Ci può stare come reazione, ma poteva almeno dargli la possibilità di chiarire, prima o dopo, invece di fuggire di notte lasciando un inutile bigliettino e rifiutando le telefonate.

Almeno non è vero che lo ha appositamente lasciato ammanettato, quello è da attribuire a Patti che gli impedisce di trovare la chiave, costringendolo a girare per Jarden con un appariscente braccialetto. Per liberarsi di quest’ultimo Kevin si rivolge a John, non l’avesse mai fatto! In quella che credo sia l’unica stazione dei pompieri in cui è impossibile trovare delle tronchesi, l’ex poliziotto si trova a dover rilasciare l’impronta della sua mano per il confronto con quella ritrovata sull’auto di Evie. Salvo miracoli, sappiamo cosa rivelerà lo scanner. Ma al momento è l’ultimo dei nostri problemi.

TheLeftovers_2x07_Patti

Nora se ne è andata, Jill lo incolpa del suo allontanamento, Patti si prende gioco di lui e da un momento all’altro la città potrebbe accusarlo della scomparsa delle ragazze. Manca giusto l’arrivo di Laurie con tutte le sue novità ad incasinare ancora di più il povero Kevin. L’uomo non sa nulla di quanto è avvenuto nell’ultimo periodo tra i membri della vecchia famiglia Garvey: Laurie ha lasciato i Guilty Remnants, Tom era tornato e stava con la madre, ma ora se ne è andato nuovamente, lui e Jill sono rimasti in contatto. Anche se Kevin fosse in un momento di assoluta serenità, questa sfilza di aggiornamenti la minerebbe non poco, i colpi alla rete sono la reazione minima che ci si può aspettare. Laurie però invece di dargli il tempo di digerire tutto prende e se ne va, pure lei. È l’ex poliziotto ad andare in seguito dalla donna, non solo in qualità di ex moglie, ma anche di psicoterapeuta. Secondo Laurie, l’uomo soffre di un disturbo psicotico, vedere Patti è il suo modo di spegnere quei sentimenti di paura, abbandono e colpa che tormentano tutti dal giorno del Rapture; Laurie si era unita a quella setta, lui ne vede la leader morta. Kevin sa che ha bisogno di aiuto, disturbo psicotico o meno, e Laurie potrebbe essere la soluzione – o quale terapeuta o perché quando c’è lei, non c’è Patti – così decide di portarla a casa con sé (sfruttando il fatto che la donna ha mantenuto il suo cognome). Tuttavia, appena prima che Jill possa chiedergli spiegazioni sul ritorno di Laurie, Kevin scappa a tutta velocità da Virgil.

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Fino a questa puntata e contrariamente alla prima stagione credevo che Kevin avrebbe dovuto ascoltare Patti, al pari del padre che sta meglio da quando dà retta alle voci. Di fronte alle difficoltà che la donna continua a creargli e alle prese in giro, con questo episodio ho cambiato idea in favore di Virgil. Si scopre che l’uomo è effettivamente il nonno di Michael, probabilmente il padre di Erika, e che John aveva tentato di ucciderlo per quanto gli aveva fatto molto tempo prima – dalle sue parole sembrerebbe che in passato fosse stato un pedofilo e John una delle sue vittime. Nonostante ciò e nonostante le teorie demoniache-esorcistiche non appartengano a questo show, quando spiega a Kevin che l’unico modo per liberarsi di Patti è lottare contro di lei in “the other place” e quindi morire per qualche minuto, pur non interpretandolo alla lettera, tendo ad attribuirgli un fondo di verità. Virgil inoltre svela il mistero della notte della scomparsa delle ragazze: Kevin era stato già allora da lui e gli aveva talmente creduto da andare a suicidarsi al lago; in questa prospettiva il terremoto e il prosciugamento del laghetto secondo Virgil sono la prova che la presenza che lo tormenta lo ha “salvato”, dimostrandosi “a most powerful adversary”. Sembra la trama di Insidious, ok, però Virgil sapeva di Patti prima che Kevin gliene parlasse, così come conosceva la storia di Nora; in più Patti cerca di farlo apparire totalmente inaffidabile agli occhi di Garvey, mentre Michael sta dalla parte del nonno, non ci si può non fidare del buono e dolce Michael, no? Kevin non vuole morire, lo dice chiaramente. Il suo stesso voler tentare la strada proposta dall’uomo è la dimostrazione che vuole fare di tutto pur di poter vivere serenamente con la sua famiglia; Patti gli aveva mentito, quella notte lui non voleva suicidarsi, voleva liberarsi di lei e quello sembrava l’unico modo. Quando chiama Nora chiedendole se gli crederà quando lui le dirà che Patti se ne è andata, può riferirsi tanto al risultato dell’aiuto di Laurie quanto a quello di Virgil, ma la presenza dell’ex moglie introduce anche l’eventualità che voglia assicurarsi che Jill abbia vicino un genitore qualora qualcosa vada storto.

Virgil versa del veleno a Kevin e gli assicura che lo salverà entro cinque minuti tramite iniezione di epinefrina; Garvey fa come suo padre, ascolta la voce: Patti gli dice di uccidersi – rimangiandoselo in un attimo – e lui beve. Non so neanch’io cosa mi aspettasi dopo questo gesto, di certo non Kevin in un posto oscuro di un’altra dimensione a lottare contro chissà che demone, perché siamo a The Leftovers non a Insidious o Salem. Sono rimasta lì come Virgil, a fissare Garvey, in attesa di non so cosa, finché un dubbio terribile si è insinuato per concretizzarsi il secondo dopo: Virgil svuota la puntura di epinefrina e si spara un colpo in bocca. Resto sconvolta e ammutolita concordemente al silenzio della scena seguente. La precedente discussione udita appena tra Michael e il nonno acquista un senso. Il ragazzo conosceva il reale piano di Virgil e poco dopo entra nella roulotte per trascinare via il corpo di Kevin. Kevin Garvey non può essere morto; le sue condizioni dicono tutto il contrario, ma non voglio neppure prendere in considerazione questa possibilità.

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Michael deve avere qualcosa in mente, d’altronde stiamo parlando dello stesso ragazzo che vuole aspettare a fare sesso con Jill per essere sicuro di amarla, non potrebbe mai appoggiare la morte di suo padre. Jill al momento non comprende né il padre né il fidanzato, al primo dà la colpa dell’allontanamento dell’unica figura materna con cui ha un rapporto sincero e sereno, al secondo rimprovera l’attesa per il sesso; effettivamente ricordando i suoi vecchi amici, Michael deve sembrarle fuori di melone quanto Kevin. Chissà cosa penserebbe di suo fratello; da Laurie scopriamo che la storia dell’abbraccio magico ereditato da Holy Wayne era una grande menzogna, usata perché col solo “crederci” le persone potessero sentirsi meglio. Tom se ne è andato perché non sopportava più di mentire e il promo del prossimo episodio ci informa che è in compagnia di Meg. Non so se sono più preoccupata per quel che ci riservano questi due o per il destino di Kevin!

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