The Leftovers – 2×10 I Live Here Now (Season Finale) – Recensione by R.

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Se il finale della prima stagione aveva ripagato la fiducia di noi spettatori, quello della seconda ne chiude alla perfezione una che non ha sbagliato un colpo. Rabbia, gioia e commozione (tanta commozione) non sono mancati, anzi. D’altronde l’emozione e il modo in cui le persone reagiscono a quanto accade sono da sempre il punto focale di The Leftovers.

Ricordate che nella premiere John non si dava pace per una cicala che continuava a frinire nella sua casa? Proprio quell’insetto era il regalo di compleanno lasciatogli da Evie prima del suo allontanamento; o almeno così lui crede. Erika smorza subito il suo entusiasmo confessandogli che quella è un’altra cicala cercata appositamente dalla figlia “Because you wouldn’t let it go”. Forse questa è la battuta che descrive meglio John Murphy: lui non lascia mai andare nulla, non importa cosa gli dici, cosa fai, come ti giustifichi, lui non molla la presa. Non lo ha fatto con Isaac nella premiere, con la storia dell’impronta poi e non lo fa ora con Kevin. Murphy scopre che l’impronta di quest’ultimo corrisponde a quella dell’auto e va dritto da Garvey. Le parole di Michael, le spiegazioni di Kevin (con tanto di prova che ha davvero parlato con Virgil) non servono. Quando Garvey – che da quando si è liberato di Patti ricorda quanto fatto durante il sonnambulismo – gli dice che la figlia e le amiche hanno orchestrato tutto, John non ci crede o più semplicemente non vuole crederci, perché una tale eventualità minerebbe la certezza dell’amore della ragazza “Evie loved her mother. She loved her brother. And she loved me”. E di fronte al “Maybe she doesn’t” di Kevin, ha una reazione che, per quanto prevedibile, mi fa comunque saltare sul divano. John spara a Kevin, un colpo in pieno petto che non lascia adito a dubbi. Questo succede pochi secondi prima che Murphy venga informato della ricomparsa della figlia. Garvey gli ha dato la spiegazione più sensata, non conosciamo mai a fondo le persone né tantomeno quel che gli passa per la testa e le immagini di Evie non fanno che dargli ragione.

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Ora sappiamo che Evie e le sue amiche non sono scomparse, se ne sono andate volontariamente per unirsi ai Guilty Remnants e con una messinscena colpire la cittadina di cui sono state apparentemente orgogliose abitanti fino a pochi giorni prima. Quella notte gli è bastato allontanarsi di poco dalla via dei Murphy per smettere di essere le adolescenti gioiose, un pochino sfacciate e con la musica ad alto volume e diventare definitivamente delle Guilty Remnants; come intuito dal primo incontro con Meg, Evie conferma di essere l’artefice di questo cambiamento zittendo subito lacrime e dubbi dell’amica con un “Don’t” per iscritto. Il modo deciso, duro, a tratti spietato con cui Evie porta avanti il piano è impressionante, non c’è più traccia della ragazza che dava un bacio a mamma e papà prima di uscire di casa. Lo vediamo chiaramente quando Erika affronta la figlia sul ponte, una scena in cui non serve sentire le parole della donna per percepire la girandola di emozioni che attraversa; cerca di scuoterla in qualunque modo, dall’amorevole all’arrabbiato, si dice perfino pronta ad esplodere lì con lei, eppure non ottiene nulla. Evie rimane ferma, evita più che può lo sguardo della madre e la sua impassibilità è scalfita solo da una lacrima e un leggero tremolio delle labbra. Vogliamo dare torto a Kevin?

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Le tre ragazze sono sul ponte che introduce a Jarden, dove tutti, abitanti e accampati, possono vederle. Un timer dovrebbe decretare l’esplosione della roulotte dietro di loro, impedendo conseguentemente l’entrata nella cittadina, ma quando il countdown finisce non accade nulla. O almeno non quello che ci aspettavamo. I seguaci di Meg indossano le tenute bianche da Guilty Remnants e capeggiati dalle tre ragazze si dirigono verso Jarden, seguiti a ruota dagli accampati che colgono al volo l’occasione. Un fiume di gente che nessuno osa fermare. Fra loro anche Matt, che mette da parte le regole pur di riportare Mary al sicuro a Jarden; è a loro che spetta una delle scene più emozionanti della puntata. In un quotidiano momento di caos peggiorato dall’ennesima scossa di terremoto, Nora assiste in prima persona ad un miracolo: Mary si sveglia dal suo stato vegetativo e ricorda tutto, compresa la recente notte col marito. Mi cospargo il capo di cenere, Matt aveva ragione, non aveva avuto un’allucinazione.

Nello stesso giorno in cui Nora respira concretamente l’aria miracolosa di Jarden, ciò che aveva minacciato il bisogno di sicurezza tanto agognato si rivela una farsa: il tono acido con cui dice “It’s the three girls. The ones who departed” parla da solo. Ma ora deve affrontare una nuova minaccia: la pazza che ha continuato a ripeterle che Lily non è sua, gliela strappa via nel momento di maggior caos e scappa tra la folla in marcia. Non so se sono stata peggio qui o con Kevin. Nora non si arrende di fronte ad una ricerca che sembra davvero impossibile; si sente il pianto della piccola, ma con tutte quelle persone è introvabile. Finché finalmente Nora la vede, sdraiata sul ponte, ed è anche peggio perché rischia ogni istante di essere calpestata; rischio che passa poi alla donna quando la raggiunge e le fa da scudo. Una scena che sembra il preludio alla conclusione opposta a quella del finale della prima stagione, si risolve invece in un perfetto completamento di quest’ultima: Tom salva Nora e Lily dopo che quasi un anno fa è stato colui che le ha indirettamente fatte incontrare. Non è chiaro quale sia il ruolo del ragazzo rispetto a Meg, ma anche qualora l’abbia in qualche modo appoggiata nel suo piano, con questo gesto si redime di ogni eventuale errore.

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Kevin si risveglia di nuovo nella vasca da bagno dell’hotel, dando speranza per un altro ritorno alla vita. Non posso certo lamentarmi di Justin Theroux nudo – Jennifer Aniston, capisco che te lo sei sposato! – ma quest’uomo non ne ha già sopportate abbastanza? Di fronte all’armadio stavolta sceglie la divisa da poliziotto di Mapleton, sceglie se stesso, perché ora Kevin vuole più che mai tornare a casa dalla sua famiglia. E la prova a cui si deve sottoporre lo testa proprio su questo: l’uomo che l’altra volta aveva incontrato sul ponte di Jarden gli dice che per tornare indietro deve cantare al karaoke. Una sfida apparentemente troppo semplice e ridicola, ma che concretamente si rivela tutt’altro; il testo della canzone (“Homeward Bound” di Simon & Garfunkel) ripercorre il viaggio di Garvey, tocca le corde più vulnerabili dell’uomo, che sente ogni parola. È una scena toccante, al termine della quale Kevin ottiene il ritorno, che meritava già prima, ma dopo questa prova emotivamente impegnativa ancora di più.

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Ad attenderlo il suo cane, che però lo lascia poi solo in una Jarden devastata. I Guilty Remnants hanno preso il controllo del centro di prima accoglienza – con Meg e Evie che cantano beffardamente la canzone di Miracle – mentre gli ex accampati stanno distruggendo il centro della cittadina fisicamente, civilmente e moralmente. John trova Kevin e per la prima volta comincia a mollare la presa: pulisce la ferita dell’uomo e si arrende di fronte all’impossibilità di capire cosa sta accadendo. E noi spettatori abbiamo imparato a fare un po’ la stessa cosa: in The Leftovers ci sono eventi inspiegabili, ma non ci domandiamo più perché e come accadono, lo accettiamo e assistiamo a come vengono poi vissuti dai protagonisti. John e Kevin si ritrovano nelle medesime posizioni della premiere, il primo sul portico di casa, il secondo sul prato, tuttavia ciò che li aspetta dietro le rispettive porte è diverso. Murphy non sa se troverà qualcuno laddove prima lo attendeva una famiglia apparentemente unita. Invece nell’abitazione che prima era vuota e fatiscente, Kevin trova tutta la sua famiglia: Jill, Laurie, Matt, Mary, Tom, Nora e Lily sono lì ad aspettarlo. Garvey ce l’ha fatta, è tornato dalla sua famiglia. E qui non emozionarsi per lui è davvero impossibile.

Dopo una bellissima seconda stagione, acclamata da critica e pubblico, The Leftovers si chiude non lasciando questioni in sospeso, quanto iniziato con la premiere ha avuto la sua conclusione. Qualche piccolo interrogativo qua e là c’è – che fine farà Jarden? C’è qualcuno in casa Murphy? Mary avrà il bambino? – ed ovviamente resta la curiosità su cosa accadrà ai nostri protagonisti, ma come eventuale finale definitivo sarebbe soddisfacente. In un’intervista a Variety, Damon Lindelof ha affermato “We executed exactly the plan that we wanted to execute. There is a feeling of completeness and circularity, but also as storytellers and writers, we want there to be more Leftovers”. Insomma se The Leftovers ci sarà ancora dipenderà dalla decisione sul suo rinnovo, che ancora non è arrivata. Alcuni fans abbigliati da Guilty Remnants lo hanno richiesto a suon di bloc-notes e sigarette fuori dagli uffici del network. Non ci resta che aspettare e sperare che la HBO si decida a regalarci per Natale la terza stagione di The Leftovers!

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