The Walking Dead – 4×12 Still – by R.

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Un episodio interamente dedicato a Daryl Dixon, finalmente! Quindi apprezzabile a prescindere, ad accontentare tutti quelli – me compresa – che lamentavano il poco spazio dedicatogli. Dal midseason finale lo avevamo visto per 10 minuti scarsi e poco rilevanti; con questa nuova puntata il suo personaggio viene invece indagato come non mai. Fino ad ora la sua storia passata era stata trattata abbastanza superficialmente; forse l’episodio che lo aveva esposto maggiormente era stato quello (3×10 Home) dell’allontamento col fratello Merle (Michael Rooker), dove l’incontro-scontro tra i due aveva messo in luce – se ancora ce ne fosse stato bisogno – come fossero diversi l’uno dall’altro, nonostante un vissuto comune. Lì avevamo scoperto come Daryl fosse stato vittima delle violenze del padre alcolizzato, dopo che Merle se ne era andato di casa. Ma anche che nella prima stagione era pronto a saccheggiare con lui il campo dei suoi compagni. Ed effettivamente nei primissimi episodi non era proprio simpatico, ma già allora si era capito come i suoi momenti negativi fossero fortemente influenzati dal fratello maggiore. Nel 3×10 però Daryl era riuscito a distaccarsi da Merle, dando piena realizzazione a quell’evoluzione che era già iniziata nella prima stagione. C’erano stati sicuramente anche altri momenti che ci avevano mostrato i lati più vulnerabili di Daryl – il rapporto con Carol, l’affetto verso Judith e Sofia, nonché la critica verso l’alcolismo di Bob – ma quello, a mio parere, era stato il più significativo. Sino ad oggi. In questo episodio esploriamo realmente come Daryl e Beth affrontino il post-prigione: i due non hanno ancora avuto modo di riprendersi da quanto accaduto, sono in piena fase di elaborazione. Ma mentre la ragazza reagisce con una sorta di ribellione alle vecchie imposizioni del padre – per fortuna si rende conto anche lei che mettersi alla ricerca di alcol è un atteggiamento stupido, anche se migliore di quando tentava il suicidio – Dixon fa un passo indietro: torna a comportarsi esattamente come nella puntata 3×10 quando si allontana con Merle, vagabondando per la foresta e cibandosi dei vari animali che trova – evidentemente il serpente non deve essere male se tutti quelli che sono dispersi lo usano come pasto – in pratica torna alle abitudini della vita col fratello. Insomma come successo a Michonne, anche per lui la presunta perdita dei compagni ha l’effetto di farlo chiudere in sè, di credere che si possa contare solo su se stessi e non si abbia bisogno di nessun altro; è vero che c’è Beth, ma il suo nuovo spirito di iniziativa la rende un tantino fastidiosa e seppure sia migliorata e dica di potercela fare da sola, le sue abilità contro gli walkers non danno molta sicurezza, dunque non risulta la migliore delle compagne di viaggio. La più giovane delle sorelle Greene ha però il merito che ho riconosciuto a Carl nel rapporto con Michonne: anche se in modo diverso riesce infatti a farlo aprire e raccontare quello che in 4 stagioni non abbiamo mai saputo. A riprova che spesso per migliorare il rapporto serve anche una bella discussione, la lite che si scatena durante il gioco alcolico permette infatti a Daryl di svelarci quale fosse la sua vita prima della comparsa degli walkers. Già nel primo episodio di questa stagione uno dei neoacquisti della prigione, Zach (Kyle Gallner), aveva tentato più volte di indovinare quale fosse il lavoro di Daryl, ma quest’ultimo non aveva mai lasciato trapelare neanche un indizio. In realtà il minore dei fratelli Dixon non faceva altro che ciondolare qua e là insieme a Merle e ai suoi amici dediti ad alcol e droga. Un passato di cui Daryl comprensibilmente non vuole parlare e da cui è convinto di non essersi allontanato, che le brutture a cui era abituato siano ancora lì; e quando Beth insiste nel fargli capire che in realta è cambiato, la sua risposta è “Maybe you got to keep on reminding me sometimes”. Tutti avevano capito che Daryl era cambiato – figuriamoci se Rick se lo sarebbe tenuto vicino altrimenti – perfino Merle. Mancava proprio solo lo stesso Daryl. E perché accadesse è stato necessario l’intervento del personaggio forse più in antitesi rispetto a lui, la dolce Beth, che anche nei momenti più bui crede di poter ridare speranza con una canzone e che riesce ad avere fiducia in un futuro con bambini, pic-nic estivi e compleanni, nonostante gli zombie. Sempre la giovane Greene ha l’idea di bruciare la baracca in cui si sono rifugiati – che è identica a quella del padre alcolizzato di Daryl – e di rivolgerle il dito medio a significare il dare le spalle una volta per tutte a quel passato: “Places like this you have to put it away. Or it kills you”. Anche Beth è diversa, sicuramente più forte di quando l’abbiamo conosciuta e ce lo ha dimostrato in più occasioni, dalla season premiere di quest’anno – quando proprio a Daryl confessa “I don’t cry anymore” in riferimento alle morti dei compagni – all’atteggiamento deciso avuto durante il momento più critico dell’epidemia alla prigione (4×05 Internment). Lei stessa però pensa di non essere cambiata a sufficienza, di essere ancora troppo ingenua per come il mondo è ora; può anche aver ragione per quanto riguarda le sue abilità di combattimento, ma forse quella sua ingenuità può essere fonte di una speranza per il futuro che è necessaria per andare avanti e che è stata fondamentale per permettere a Daryl di dire definitivamente addio al passato.

Un episodio poco avvincente dal punto di vista dell’azione – anche se la scena iniziale in cui si sentivano unicamente i versi di un’orda di walkers l’ho trovata perfino più inquietante di quando li vediamo chiaramente – ma che è importante per conoscere più profondamente un personaggio che, insieme a Rick, è quello più rilevante della serie. Dopotutto la stessa Beth è arrivata a definirlo come colui che sarà “The last man standing”. E ora che anche loro sono pronti ad andare avanti, non resta che vedere che strada prenderanno.

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