The Walking Dead – 4×13 Alone – by R.

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Già nel corso degli ultimi episodi era stato sottolineato più volte come nonostante la sofferenza che si può provare quando si perde una persona a cui si tiene (Hershel è stato solo l’ultimo), fondamentale è non restare da soli; lo è nella vita normale, lo è a maggior ragione con un’apocalisse di zombie. L’alternativa è la mera sopravvivenza, sopravvivere per sopravvivere. Lo abbiamo visto con Michonne (4×09 After) e in parte – finora – con i due gruppi formati da Bob, Maggie, Sasha, Daryl e Beth. E’ a questi ultimi che viene dedicato il tredicesimo episodio, che s’intitola appunto Alone, nel quale l’importanza di stare in un gruppo è ulteriormente sviscerata, nonché espressa chiaramente dalle parole di Bob. Proprio il dottore aveva accennato all’argomento in una vecchia conversazione con Daryl (4×04 Indifference), raccontando che prima che lui e Glenn lo trovassero, era rimasto solo dopo aver perso per la seconda volta il gruppo a cui si era unito. Ed è questo il momento che ci viene mostrato nei primi minuti della puntata: un Bob quasi irriconoscibile che vaga per le strade, cercando di sopravvivere ai vari walkers, ma che – come Michonne nella midseason premiere – tende ad assomigliare molto agli stessi zombie. Ora il dottore è invece incredibilmente sereno; nonostante siano persi nella foresta, non abbiano provviste e gli siano rimasti solo 6 proiettili, riesce a sorridere e ad avere fiducia nella scelta di Maggie di avviarsi verso Terminus, nella speranza che Glenn sia là. Nel trio l’unica palla al piede sembra essere Sasha, che vuole solo cercare un posto dove nascondersi; la paura di scoprire che Tyreese sia morto le impedisce di avere un minimo di speranza, è pronta a restare da sola pur di non dover affrontare l’insicurezza della strada. Le parole di Bob sul periodo trascorso da solo, la paura di tornare ad esserlo dopo aver raggiunto la prigione e il bacio che le dà, non le fanno cambiare idea. Sasha si illude veramente di potersela cavare da sola, nascondendosi in un edificio alto (ricordiamole che gli zombie sono sì lenti, ma le scale le sanno ancora fare). Fino agli eventi della prigione ero convinta che dei due fratelli fosse lei quella più forte: dava forza a Tyreese, aveva superato con coraggio l’epidemia, lo stesso Bob la definisce come la persona più forte – e dolce – che abbia mai incontrato; eppure ora sembra un’altra, la paura l’ha trasformata, pensa solo a nascondersi, a sopravvivere. Ed è anche in fase di negazione: non vuole ammettere di aver paura. Per fortuna le parole di Maggie, dettate dall’amore per Glenn – “I thought that I couldn’t ask you to risk your life. But I can” – riescono là dove quelle di Bob hanno trovato un muro. Lottare, pur rischiando di cadere è meglio della mera sopravvivenza; e insieme possono farcela, possono andare avanti nonostante gli ostacoli.

E’ nelle vicinanze di un cimitero che trovano invece rifugio Daryl e Beth, il cui rapporto diventa sempre più intimo (lui arriva addirittura a non considerare più fastidioso il suo canto). Una casa che in un altro tempo sarebbe risultata alquanto inquietante, una vera e propria agenzia di pompe funebri, dove i morti sono stati definitivamente uccisi prima che si completasse la trasformazione; una forma di pietà, tesa a ricordare che erano pur sempre persone, che permette a Beth di far riaffiorare il suo lato dolce, dopo le lezioni sull’uso della balestra di Daryl. Il motto di questo episodio per lei è “There are still good people”, che continua a ripetere al compagno prendendo ad esempio proprio il comportamento compassionevole del misterioso abitante della casa. E fra le brave persone mette lo stesso Daryl, quando anziché prendere tutte le provviste presenti in casa, decide di prenderne solo il necessario per non lasciarne privo il proprietario – esattamente il contrario di quel che avrebbe fatto ai tempi del vagabondaggio col fratello. Come nella scorsa puntata, anche stavolta le parole di Beth hanno effetto, portando Daryl a pensare che quello potrebbe essere il loro nuovo rifugio, nella speranza di trovare un accordo con il vecchio abitante: quindi anche lui crede che ci possano essere ancora brave persone. Peccato che il momento di serenità venga rovinato da un’orda di walkers, che costringe i due a separarsi, giusto il tempo di allontanarsi, no? E invece Beth scompare, si vede solamente un’auto che se ne va e su cui probabilmente è stata costretta a salire, ma da chi? Un fulmine a ciel sereno: proprio quando la convivenza tra i due aveva raggiunto un buon equilibrio, all’improvviso tutto viene rovinato, quasi certamente dalla prova contraria del motto di Beth; ci saranno ancora brave persone, ma ovviamente si incontrano sempre quelle sbagliate. E Daryl lo scopre ulteriormente quando, rimasto solo, viene circondato dagli stessi balordi che avevano costretto Rick ad allontanarsi dall’ultimo rifugio (4×11 Claimed). Perlomeno il loro “capo”, Joe (Jeff Kober) – lo stesso che aveva ucciso il suo compagno per un letto – sembra apprezzare le doti da balestriere di Daryl, quindi possiamo stare tranquilli sulla sua sorte, per il momento; ho anche fiducia in lui da pensare che non subisca l’influenza negativa di quegli elementi. Come già avevo detto quando abbiamo conosciuto questa banda, viene dimostrato ancora una volta come gli esseri umani possano essere più pericolosi degli zombie. Mai dimenticarsi lo slogan “Fight the Dead. Fear the Living”, il Governatore era solo uno tra i tanti.

A parte Daryl e Beth che sono ormai andati incontro ad una storia a sé, gli altri sopravvissuti sono tutti diretti verso il fantomatico “sanctuary”, Terminus: dai secondi finali vediamo infatti anche Glenn trovare uno dei vari cartelli che lo annunciano e se Maggie ha ragione, si avvierà sicuramente verso quella destinazione nella speranza di ritrovarla. Negli ultimi 3 episodi (praticamente siamo già agli sgoccioli, purtroppo) è quindi da presumere che assisteremo all’avvicinamento dei vari protagonisti al nuovo possibile rifugio, svelando quindi in che cosa consiste, nonché se ci saranno dei ricongiungimenti. Se in questo caso il percorso sembra essere segnato, maggiori preoccupazioni suscita invece quello di Daryl e Beth.

Un episodio che si assesta sulla linea di quelli recenti, poca azione in favore di una maggiore indagine dei personaggi. Questa impostazione ricorda quella della seconda stagione ed oggi come allora è molto criticata da una parte dei telespettatori, ma personalmente la ritengo importante per la comprensione delle dinamiche future tra i protagonisti. Sicuramente la narrazione è andata avanti poco rispetto alla ripresa della serie, ma era abbastanza prevedibile vista la necessità di seguire i vari percorsi, soprattutto in considerazione dell’inevitabile trauma conseguente alla prigione. C’è inoltre da dire che le poche scene d’azione viste sono state particolarmente meritevoli: era alta la tensione nella scena di Bob, Maggie e Sasha immersi nella nebbia, senza vedere nulla, ma solo sentendo i versi degli zombie intorno a loro; e che dire di Daryl spalle al muro in una stanzetta piena di walkers?

Prepariamoci a gustare le ultime puntate, mantenendo sempre uno stato di allerta, perché come dimostrato da ultimo con Beth e Daryl, è proprio quando si pensa di aver trovato un po’ di tranquillità che tutto crolla.

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4 pensieri su “The Walking Dead – 4×13 Alone – by R.

  1. Per me questa parte della quarta stagione è la migliore di tutta la serie! Dispetdendo i personaggi hanno rotto finalmente la dinamica del gruppo con leader e gregari, dandosi modo di approfondire i singoli personaggi ma anche di esplorare contemporaneamente diversi scenari e modi di sopravvivenza : zona residenziale, boschi, cottage, golf club…
    Poi mi piace pensare che abbiano formato i gruppi pescando a caso e poi cercando di rispondere alla domanda “cosa succederebbe se rimanessero soltanto… Daryl e Beth?”
    bravi bravi sceneggiatori!!

    1. Analisi perfetta! E’ l’esatto contrario di quanto era accaduto alla fine della seconda stagione dopo la perdita della fattoria di Hershel.
      E la coppia Daryl-Beth è la più curiosa di tutte!

      1. Un altro spunto interessante di questa puntata è come crescono i bambini in questo contesto : se dexter è diventato serial killer per aver visto la madre squartata, ci sta che lizzie abbia qualche problema… Ma soprattutto, come crescerá judith??

  2. Per fortuna è un problema ancora lontano, certo se continua così il mondo popolato da walkers e gente spietata è l’unico che Judith conoscerà, rischia di non riuscire a vivere senza un’alta dose di adrenalina giornaliera!

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