The Walking Dead – 4×15 Us – by R.

The Walking Dead - 4x15 - Us - TERMINUS

Non so voi, ma io Terminus lo trovo inquietante, a partire dalla donna che ha accolto i primi arrivati. Voglio dire “Sanctuary for all, community for all” e c’è solo lei, Mary (Denise Crosby)? Un silenzio tombale, che fa quasi rimpiangere i versi degli walkers che circondavano la prigione; a parte Mary, non si vede e non si sente nessuno, gli unici segni di vita sono le piante ben curate – neppure l’orto di Rick era tanto rigoglioso – e mi domando che concime utilizzi.

Mi aspettavo una sorta di nuova Woodbury, una piccola cittadina con persone che cercano di riprendere una vita normale e invece siamo di fronte ad un agglomerato di magazzini desolati, per altro per niente protetti. In un mondo post apocalittico dove tutti cercano di difendersi dall’attacco degli zombie, la comunità che si proclama garante della salvezza non ha neanche i cancelli chiusi, Glenn & Co. entrano tranquillamente, senza un minimo controllo. Quella donna si volta con tutta calma, nient’affatto preoccupata che dietro di lei ci possano essere zombie o persone morse. E neppure i nostri sopravvissuti battono ciglio; sarà l’intontimento momentaneo del sollievo di aver raggiunto Terminus, ma non sembrano porsi il problema delle barriere a protezione della comunità o almeno di qualcuno di guardia: in pochi secondi dimenticano tutto quanto hanno fatto negli ultimi anni per avvistare gli zombie. La donna che li accoglie è a metà tra la francese pazza di Lost e la strega di Hansel e Gretel, che ti sorride e ti offre immediatamente il pasto dei tuoi sogni, peccato che poi voglia mangiarti. Rimanendo in tema Lost, la sensazione che questo Sanctuary mi dà è la stessa provata con il finale della terza stagione di J.J. Abrams quando scopriamo “Not Penny’s boat”: sono tutti sollevati perché hanno ormai raggiunto la salvezza, ma forse finiscono in un guaio ben peggiore. Perfino il nome del rifugio – al pari del cartello che lo annuncia che, come avevo detto, mi ricorda quello d’ingresso all’Inferno Dantesco – può essere interpretato in negativo: Terminus mi fa tanto pensare a “game over”, “fine della corsa” e chi più ne ha più ne metta. Dalla lettura di alcuni tweet mi consola sapere che non sono l’unica a pensarla così; e devo dire che ci sono parecchi commenti riguardanti l’immagine di Mary connessa a indizi di passati episodi che mi mettono ancora più ansia per il finale di stagione. Un ulteriore momento che mi ha fatto riflettere sulla comunità di Mary è la decisione del team di Abraham di andare a Terminus giusto per vedere com’è prima della partenza per Washington: un dettaglio che mi fa temere che le visite temporanee non siano previste, potrebbe essere tanto facile entrare quanto difficile uscire.

Glenn & Co. sono i primi ad arrivare, dopo una scena ad alto tasso di zucchero misto a sangue zombie, che ha visto il ricongiungimento dei due innamorati. Almeno se anche Terminus dovesse rivelarsi una fregatura, Glenn e Maggie sono di nuovo insieme.

E’ diretto verso Terminus anche quello che appare ormai ufficialmente come il nuovo gruppo di Daryl, il quale, nonostante l’iniziale voglia di andare per la sua strada, si adegua perfettamente alle regole di questi sbandati. La regola madre del “Claimed” mi ricorda il gioco delle sedie musicali che si faceva all’asilo: chi non occupa una sedia allo stop della musica è eliminato, qui fanno una cosa simile, ottenendo ciò che interessa urlando per primo “claimed”. Secondo il loro capo bastano poche regole e un po’ di cooperazione perché uomini come loro possano governare il mondo. Joe è convinto che Daryl sia uno di loro e sta distruggendo pian piano tutto quanto Beth ha fatto per lui: il fargli capire che non è più l’uomo di un tempo viene spazzato via dalla frase di Joe “Ain’t nothing sadder than an outdoor cat, that thinks he’s an indoor cat”. Continuo a nutrire fiducia in Daryl, dopotutto il suo cambiamento era già iniziato alla prima scomparsa del fratello, non è stato solo frutto degli ultimi giorni passati con la ragazza. E Beth è ancora nei suoi pensieri, tanto che è pronto ad uccidere quell’essere insopportabile alla prima parola su di lei. Certo le sue ultime scene fanno pensare il contrario, quel “Claimed” da lui pronunciato sembra la definitiva accettazione di essere parte del gruppo di Joe, ma lo scontro potrebbe essere dietro l’angolo. Questi tipi sanno seguire la tracce tanto quanto Daryl e si sono applicati in tal senso per pedinare Rick: quello che sembrava morto per il diritto d’uso del letto era in realtà solo svenuto e ha raccontato dell’uomo nascosto, per di più colpevole di aver strangolato un loro compagno; quindi vogliono arrivare a Terminus unicamente per vendicarsi dello sceriffo, convinti che uomini come loro non verranno comunque mai accolti – nutro più di qualche dubbio al riguardo, a Mary mi sa che va bene chiunque. Non credo che in un contrasto Rick-Joe Daryl possa schierarsi dalla parte del secondo; anzi no, sono certa che Daryl non lo farebbe. In fondo stiamo parlando di Daryl Dixon!

Poco spazio al trio di Rick, che ormai è a pochi passi da Terminus; credo che questa sia la prima volta che non lo vediamo per così tanto tempo. E’ un peccato, è sempre stato lui a guidarci in questa nuova realtà.

A pochi giorni dal finale di stagione ecco quella lotta interna con da un lato il desiderio che la settimana voli per vedere cosa succede e dall’altro la consapevolezza che poi ci saranno lunghi mesi di astinenza. Una tortura. Peggiorata dal grande mistero che aleggia attorno a Terminus e a Beth, sparita da due episodi e sul cui destino sono molto allarmata. Anche qui la lettura di Twitter non aiuta, l’esatto contrario: certe osservazioni – sempre collegate a Mary – creano paura sia per la minore delle Greene sia per quel che potrebbe accadere agli altri una volta arrivati al Sanctuary.

A differenza della mia solita personale imposizione per cui voglio mantenere la suspense, questa volta non ho resistito e ho visto promo e sneak peek; in entrambi si vede principalmente Rick, terrorizzato. E se è terrorizzato lui c’è veramente di che preoccuparsi.

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