The Walking Dead – 5×01 No Sanctuary (Season Premiere) – by R.

The Walking Dead è finalmente tornato, dopo un’attesa di mesi e mesi, sembrata ancor più lunga per l’emozionante e inquietante cliffhanger. Ed è un ritorno col botto, in tutti i sensi; la season premiere della quinta stagione infatti, oltre a mettere in scena un’esplosione che ci libera di quel terrificante santuario di Terminus in pochi minuti, sulla AMC ottiene ben 17.3 milioni di telespettatori, divenendo l’episodio più visto della serie.

L’aspettativa era altissima e non è stata delusa; seppure, per fortuna, nessuno dei nostri sopravvissuti ci abbia detto addio in modo tragico – molti commenti prima della messa in onda pronosticavano una morte importante – i momenti in cui si è temuto in tal senso sono stati parecchi. Terminus conferma nel giro di un paio di scene di essere un vero e proprio mattatoio per umani, apparendo come la versione 2.0 di quello al centro delle vicende di Non Aprite Quella Porta. Qui però non c’è Leatherface bramoso di un nuovo volto, ma uomini che ti colpiscono in testa con una mazza da baseball e ti sgozzano, il tutto davanti ad una vasca dove far colare il sangue: forse la scena più impressionante dell’intera serie, per quanto mi riguarda se la gioca con la decapitazione di Hershel. Fossi stata in Glenn avrei avuto un infarto; per tre volte è vicinissimo alla botta in testa e per tre volte se la cava all’ultimo secondo, come ha fatto a reggere?! Dalle parole di Gareth sembra che Terminus stia per prepararsi a qualcosa di importante, ma l’esplosione che salva Glenn – e che poi si scoprirà essere messa in atto da Carol – gli rovina qualsiasi piano regalandoci un’invasione di walkers alla fiamma che mette a ferro e fuoco il “no sanctuary” dando a Rick&Co. l’occasione per fuggire ed eliminando i suoi abitanti nel modo peggiore che potessero desiderare, sbranati dagli zombie. Il luogo che si è cercato di raggiungere per quasi metà della quarta stagione e che si è rivelato l’inferno sulla Terra – era meglio starsene fra gli alberi con gli walkers – fa la stessa fine della prigione dopo l’attacco del Governatore. Con i flashback di inizio e fine puntata e lo scambio di battute tra Mary e Carol scopriamo tutto o quasi su Terminus “It was a sanctuary. People came and took this place. And they raped and they killed and they laughed over weeks. But we got out and we fought and we got it back. And we heard the message. You’re the butcher…or you’re the cattle”; Gareth e (sua madre!) Mary hanno provato sulla loro pelle cosa significa dover temere maggiormente gli altri umani rispetto agli zombie e hanno deciso di passare dall’altra parte, quella del macellaio. Il faccia a faccia tra Carol e Mary avviene in quell’inquietante stanza piena di candele vista nel season finale: alla luce di quanto ora sappiamo si decifra il significato delle parole sui muri, mentre probabilmente i nomi sul pavimento sono delle persone che hanno perso durante il periodo in cui erano imprigionati. Teoricamente la spiegazione del loro passato dovrebbe aiutarci a comprendere perché sono diventati così, specialmente se lo confrontiamo con il percorso di Rick&Co.; anche loro hanno dovuto spingersi oltre per difendersi (lo sceriffo Grimes più di tutti poche ore prima) e l’esperienza con il Governatore gli ha insegnato non solo a non fidarsi, ma anche a non avere pietà per il nemico perché il suo ritorno sarà devastante: ecco perché quando sono ormai fuori, Rick vorrebbe tornare indietro ed eliminare definitivamente la gente di Terminus. Eppure non c’è paragone fra loro e il gruppo di Gareth; quest’ultimo attira le sue vittime, le inganna con la speranza della salvezza e poi le massacra, come negli horror più raccapriccianti – è vero che i cartelli erano stati messi quando le intenzioni erano tutt’altre, ma poi li hanno mantenuti. Rick, Carol e ora anche Tyreese si sono spinti oltre, ma solo per difendere se stessi e i loro compagni ed anche quando alla prigione non erano ben disposti verso gli estranei, non li hanno mai torturati a prescindere. Va bene non fidarsi, ma macellare chiunque ti passi sotto mano mi pare un tantino esagerato.

Non li avevamo visti nel finale di stagione, ma in questa premiere Tyreese e Carol tengono la scena. L’uomo sembra continuare a vivere quel periodo di difficoltà iniziato dopo la morte della sua innamorata, ma ora è peggio perché ha difficoltà ad uccidere, cosa non accettabile in un mondo popolato da walkers e tipi come la banda del “Claimed”. Per di più è troppo buono, su questo il ragazzo di Terminus – il cui discorso anticipa il perché quel santuario si sia trasformato in un mattatoio – ha ragione: come fai a startene lì tranquillo a parlare con uno che ti ha detto, neanche troppo velatamente, che ammazzerebbe te e Judith senza riflettere un secondo? Quando, minacciando di rompere il collo a baby Judith, lo costringe a buttarsi disarmato in balia degli zombie ho davvero temuto il peggio, ma Tyreese riemerge illeso, dimostrando che anche lui sa andare oltre quando è necessario. Solo quando è necessario però, ecco la differenza.

Carol è grande protagonista della puntata, dimostrandosi intelligentemente cauta sull’avvicinamento a Terminus e dando inizio alla sua distruzione non appena vede che i suoi ex compagni sono in pericolo. L’incontro con Daryl è molto emozionante, neppure lui riesce a trattenersi! Idem con Rick, il cui abbraccio cancella quella separazione brusca a cui l’aveva costretta, lo sceriffo adesso comprende perché Carol aveva agito in quel modo. Ma la scena in cui ho versato le prime lacrime per questa nuova stagione è senza dubbio quando Carol li porta da Judith: finalmente, il peso che lui e Carl dovevano sopportare credendola morta sbranata dagli walkers è durato fin troppo, un dramma nel dramma.

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Ed ora Rick&Co. andranno a Washington? Eugene si è deciso – su pressione di Sasha, grazie Sasha! – a confessare la natura della presunta cura: un “fight fire with fire” basato sull’idea di sconfiggere microrganismi patogeni con altri microrganismi patogeni; a me ricorda la morte degli alieni della Guerra dei mondi, che non erano sopravvissuti al contatto con i microrganismi a cui il genere umano si è adattato. Il monologo ha mostrato un Eugene diverso: non più il tipo un po’ imbranato e goffo che da solo non sopravviverebbe neanche ad uno zombie senza gambe, ma deciso e sicuro di sé e con la frase “I am keenly aware of all the details behind fail-safe devery systems to kill every living person on this planet” anche un filo pericoloso. A gettare un alone oscuro sul trio originariamente diretto a Washington ci pensa però Abraham quando alla compagna dice “We’ll talk to him, not just yet”, cosa ci sarà sotto?

Il gruppo è quasi al completo, manca solo Beth; attorno a lei continua il mistero; sarà stata a Terminus in una stanza che non abbiamo visto o è da tutt’altra parte? Molti alla prima apparizione di Mary avevano fatto notare che il suo golf era lo stesso di Beth, quindi in teoria chi l’ha rapita dovrebbe essere legato a Terminus; almeno dal trailer sappiamo che è viva. Speriamo che ci venga data presto qualche notizia! Intanto godiamoci la distruzione di Terminus, che ci ha tenuto in apprensione per mesi, tenendo tuttavia presente che l’annientamento del luogo non significa fine del pericolo; Rick ha colpito Gareth, ma la ferita non è certo mortale: il flashback finale ha provato che il ragazzo è riuscito a ribaltare una situazione disperata e sicuramente non tarderà a ribadire il suo motto “You’re either the butcher or the cattle”. Ma Rick&Co. non sono i bifolchi con cui ha avuto a che fare prima, dovrebbe averlo già capito!

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3 pensieri su “The Walking Dead – 5×01 No Sanctuary (Season Premiere) – by R.

  1. Ma Eugene.. A me più che uno scienziato pare un videogiocatore che ha trovato il barbatrucco del secolo per farsi difendere dal super soldato, e infatti il suo piano per salvare il mondo sembra la trama di un videogioco! Che ne pensi? Ti sembra credibile come scienziato??

  2. Mi lascia un po’ dubbiosa…il monologo gli ha dato un tono, ma sembrava più un modo per fare colpo che non la grande intuizione di uno scienziato. E in effetti tende troppo a ricordare che senza di lui non sarebbero mai in grado di trovare l’ipotetica cura.
    La sua spiegazione mi ha anche fatto pensare al finale della prima stagione: possibile che ad una possibilità del genere quelli del CDC non abbiano mai pensato?!

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