The Walking Dead – 5×02 Strangers – by R.

Un episodio relativamente tranquillo, almeno fino ai dieci minuti finali che hanno visto un susseguirsi di eventi ad alta tensione. Non che prima sia stato una passeggiata di salute; proprio quel clima di calma apparente e di ritrovata (momentanea) serenità ha fatto temere che si realizzasse quanto Rick continuava a ripetere a Carl “You’re not safe. It only takes one second. One second and it’s over”, mantenendoci costantemente in allerta e confermandoci che la strada del sospetto è sempre quella giusta.

Il titolo “Strangers” fa riferimento a tutti, ognuno ha dovuto affrontare e fare l’inimmaginabile per sopravvivere, perché abbiamo imparato che la minaccia più grande è quella rappresentata dalle persone, non dai morti. Carol ha ucciso una donna malata e una bambina, Tara era con il Governatore e, come dimostra il terzo grado a cui Grimes sottopone gli estranei, tutti hanno dovuto uccidere qualcuno. Il bisogno di essere accettati per quanto si è fatto è un tema portante dell’episodio, Tara è forse quella che lo esprime meglio, confessando a Maggie di essere stata dalla parte del Governatore in quel fatale giorno alla prigione; e la figlia di Hershel la abbraccia, non mostrando un briciolo di risentimento, probabilmente ha perso e sopportato troppo ed essere lì ancora con molte delle persone che ama è sufficiente. La posizione di Carol è diversa, lei era già parte del gruppo ed era stata allontanata da Rick per quello che aveva fatto, ma nonostante le avessero voltato le spalle lei è tornata per loro e li ha salvati. Questo ribalta la situazione, non è la donna a dover essere accettata, ma gli ex compagni: glielo chiede esplicitamente lo sceriffo e lo afferma Tyreese, quello che più di chiunque dovrebbe avercela con lei, ma che invece la capisce dopo aver vissuto insieme l’esperienza di Lizzie e Mika. Eppure Carol non sembra interessata alla riunione con le persone che un tempo erano la sua famiglia, è silenziosa, perfino con Daryl e sembra che il suo unico desiderio sia di andarsene, di essere ancora per conto suo – anche perché ora ha la consapevolezza che può farcela benissimo. E ad un certo punto sembra pronta a realizzare questo proposito, ma viene interrotta dalla comparsa di Daryl e soprattutto dal passaggio dell’auto che ha rapito Beth. Il fatto che Carol sia il personaggio che ha affrontato l’evoluzione più profonda è indiscutibile – chi avrebbe mai scommesso un euro sulla sopravvivenza di quella povera donna piangente maltrattata dal marito? – ma adesso arrivare addirittura a voler proseguire da sola… perché? Meglio sola che soffrire per la perdita di chi le sta intorno? Una tale spiegazione sarebbe l’esatto contrario del percorso interiore fatto da personaggi come Daryl e Michonne, possibile che la donna che non voleva abbandonare neppure il marito bifolco ora aspiri alla solitudine? Però poche ore prima ha rischiato la vita per salvare il suo ex gruppo e adesso non desiste un istante nel seguire il balestriere che si è lanciato dietro i rapitori di Beth; forse con questa nuova avventura possiamo scongiurare una Carol versione guerriera solitaria!

Ma la difficoltà nell’avere fiducia negli altri si manifesta al massimo con Father Gabriel, un prete accerchiato da qualche walkers e soccorso dai nostri sopravvissuti. Su di lui pesa un punto interrogativo gigantesco. Si dice che l’abito non faccia il monaco e in questo caso il proverbio potrebbe essere perfettamente adeguato; Gabriel è evidentemente incapace di difendersi, non ha mai ucciso né uno walker né una persona, apparentemente perché “the Lord abhors violence”, allora come ha fatto a sopravvivere sino ad ora? E se è così terrorizzato, perché si era allontanato dalla sua Chiesa quando Rick&Co. l’hanno trovato? Rick non si fida di lui ed ogni traccia gli dà ragione: Carl scopre dei segni sulla Chiesa che dimostrano come qualcuno abbia cercato di entrare con la forza e la scritta “You’ll burn for this”; forse Gabriel si è barricato in Chiesa con scorte di cibo e non ha permesso a nessun altro di entrare? Oppure ha “venduto” chiunque passasse da lì ai tipi di Terminus e/o ai rapitori di Beth? Non bisogna dimenticare che l’auto di questi ultimi ha una croce in bella vista sul lunotto e dopotutto il travestimento da uomini di Dio è una copertura sempre efficace. Father Gabriel stesso ammette di essere un peccatore, ma confessa i suoi peccati solo al Signore, non certo a degli estranei; una giustificazione molto comoda, ma che ha il solo effetto di aumentare i sospetti nei suoi confronti. A ciò si aggiunge il suo attacco di panico di fronte ad una walker; come si poteva intuire, una foto ci conferma che Gabriel conosceva bene quella donna, il che fa pensare che qualcosa le deve aver fatto per reagire in modo tanto esagerato al suo attacco.

Ed ora veniamo a Bob, che dal post prigione ha abbandonato la bottiglia in nome dell’ottimismo più sfrenato e dell’amore per Sasha. Questa sua felicità può essere interpretata come un segno che il dottore avrà vita breve (molti lo davano per spacciato già nella premiere) e l’attenzione dedicatagli stavolta sembra proprio indirizzare verso quel tragico finale; lo scontro nella melma con lo zombie conferma ogni indizio. Eppure si salva grazie alla sua Sasha, ma da lì in poi Bob non è più lo stesso, per quanto si sforzi di sorridere con la sua amata, si percepisce la sua tristezza, come se fosse consapevole che quell’incubo di cui profetizzava la fine, per lui terminerà presto, semplicemente non nel modo sperato. La spiegazione più logica è che sott’acqua sia stato morso e lo stia nascondendo; il suo allontanamento dal gruppo sembra un modo per morire da solo senza mettere a rischio i suoi compagni. Sinceramente, nonostante i vari commenti letti, ho sperato fino all’ultimo che Bob non ci salutasse e queste scene indebolivano man mano la mia speranza; dopo quello che è accaduto veramente, mi ritrovo a pensare che morto per il morso di uno walker sarebbe stato meglio. Bob invece è diventato il pasto di Gareth&Co.: il butcher si gusta – letteralmente – la gamba sinistra del dottore (che così ridotto mi ricorda inevitabilmente il compianto Hershel). E’ una scena davvero disgustosa. Il modo in cui Gareth mangia, quello che dice – riprendendo la conversazione avuta a Terminus, con Bob legato insieme agli altri davanti alla vasca – amplificano l’effetto delle immagini: non è la prima volta che si vedono dei cannibali in tv, eppure non ricordo una tale impressione. La spiegazione di Gareth è che “at the end of the day, no matter how much we hate this ugly business…a man’s got to eat”; come ho detto per Gabriel, è troppo comodo parlare così; la storiella triste alle spalle non giustifica quello che sono diventati, possono sopravvivere diversamente, non sono i protagonisti di Alive (tratto da una storia vera) che avevano dovuto mangiare i corpi dei loro compagni (comunque già morti!) per sopravvivere sulle Ande. Sono solo dei macellai, nel senso più macabro attribuito a questo termine. Ed ora che hanno perso Terminus, sono prima di tutto cacciatori; scopriamo così che erano loro a controllare Daryl e Carol ad inizio puntata e devono essere davvero bravi come cacciatori se neanche Daryl ha scovato le loro tracce.

A due episodi dall’inizio non c’è il tempo di tirare un sospiro di sollievo, la caccia di Gareth&Co. è già iniziata e dalle premesse potrebbe rivelarsi più spietata di tutto ciò che i nostri sopravvissuti hanno affrontato fino ad ora. Rick&Co. sono osservati e impreparati all’arrivo della banda di Terminus. Su Gabriel non possono fare affidamento e persistono i dubbi sul gruppo di Abraham, che continua a nascondere qualcosa – dalle parole rivolte a Rosita si intuisce che teme la loro reazione di fronte alla verità; il suo discorso per convincerli a partire per Washington è coinvolgente e convincente, dà loro un nuovo scopo, ma sarà davvero una chance o dietro c’è ben altro? Le immagini del promo suggeriscono che la prossima puntata si svolgerà ancora nei pressi della Chiesa, quindi probabilmente per la storyline di Beth dovremo aspettare. Di certo nel frattempo Gareth non ci farà annoiare!

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