The Walking Dead – 5×03 Four Walls and a Roof – by R.

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Una puntata ricca di tensione, tra cannibalismo, scontri, sangue e morti, che imprime una vena sempre più horror ad un serie in continua crescita. Ma per quanto Rick&Co. si spingano oltre, come biasimarli? Alla fine è solo questione di chi sopravvive, o noi o loro, quel “It could have been us” pronunciato dopo la mattanza lo dice chiaramente.

L’episodio riprende là dov’era terminato, con un monologo di Gareth che, seppure inquietante perché sappiamo che alla fine serve solo a giustificare quel disgustoso cannibalismo, ha qualche perla di “saggezza” qua e là. “My mom used to say that every day above ground was a win” e “Nothing lasts too long anymore” esprimono questa nuova realtà che abbiamo imparato a conoscere insieme allo sceriffo Grimes sin dal pilot. Pensiamo alla fattoria di Hershel o alla prigione: sembravano rappresentare la speranza per il futuro nonostante ciò che li circondava, ma sono bastati pochi minuti perché fossero spazzati via; ed i modi in cui gli hanno dovuto dire addio sono stati significativi, prima gli walkers (ok, ci sta), poi altri umani, che hanno distrutto ogni minima fiducia possibile. Ma come ho già sottolineato, il gruppo di Gareth è passato ad un estremo ingiustificabile (e non si paragoni ad una povera orsa!) mentre Rick&Co. sanno ancora distinguere, prova ne è la sopravvivenza di Father Gabriel nonostante il sospetto nei suoi riguardi – che comunque trova subito conferma: aveva effettivamente chiuso fuori i suoi parrocchiani alla mercé degli walkers e da allora vive il suo personale inferno tra senso di colpa e terrore della dannazione eterna. Gareth si lascia scappare anche due teorie quantomeno dubbie, la prima sul maggior sapore delle donne attribuito allo strato di grasso in più dovuto alla gravidanza (un dettaglio che sinceramente non ci tenevo a sapere). La seconda invece sulla cottura della carne che eliminerebbe il rischio contagio – effettivamente ci avevo pensato anch’io, dopotutto in passato non si facevano bollire gli indumenti dei malati? – ma qui l’aspetto più importante è la rivelazione di Bob, che tra lacrime e risate urla “You idiots. I’ve been bitten, you stupid pricks! I’m tainted meat!”; anche qui i sospetti della scorsa puntata vengono confermati e il dispiacere per l’ormai certa perdita del dottore, lascia per il momento lo spazio al godimento per quei folli cannibali, che non sanno più come rimettere quello che fino a poco prima ingurgitavano con tanto gusto.

Tuttavia questo shock non gli fa perdere tempo nella vendetta contro Rick&Co. ed è lì che dimostrano la loro natura ben diversa da quella degli avversari: non gli basta eliminarli, vogliono terrorizzarli, in un gioco del gatto col topo iniziato già nella puntata precedente osservandoli nascosti fra gli alberi. “Restituirgli” Bob perché gli racconti quel che hanno fatto, fargli sapere che stanno arrivando per loro, nasconde un gioco psicologico che va ben al di là del semplice “You don’t know what it is to be hungry”. Ma Rick non è l’ultimo degli stupidi, caro Gareth! Lo sceriffo Grimes fa suo il tema del promo “Hunt or be hunted”, organizzando una trappola perfetta e immediatamente intuibile quando si nota chi viene lasciato nella Chiesa, in pratica fra loro l’unico a cui affiderei la mia vita è Carl (forse anche Tyreese)! Tutto ha un senso però perché loro sono solo delle esche, specialmente la piccola Judith, il cui sguardo al sentire le parole di Gareth è più sveglio di quello di Eugene e finora è pure più utile del presunto scienziato: il suo pianto fa scattare la trappola che trasforma quegli sbruffoni cannibali in prede tremanti e quasi imploranti pietà. Gareth ha perfino il coraggio di dire che se li lasciano andare i loro percorsi non si incroceranno mai più, non poteva seguire questo suggerimento due episodi fa quando Rick non è tornato ad eliminarli definitivamente? Troppo comodo adesso che sei in ginocchio davanti a un uomo armato! La risposta dello sceriffo non lascia scampo e cela anche una preoccupazione per altre potenziali vittime della banda di Terminus “But you’ll cross someone’s path. You’d do this to anyone, right?”. Il massacro che ne segue è degno di un horror; i corpi di Gareth e i suoi sono a terra dilaniati, non credevo davvero che avremmo detto addio a Gareth così presto! Peccato che non potremo avere prova della teoria sulla carne cotta!

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Passo indietro, lo scontro fra Rick e Abraham: non c’è scusa che tenga, Rick ha ragione. A che serve scappare davanti a un branco che gli sta letteralmente dando la caccia – e che tra l’altro conosce benissimo la loro destinazione? E la storia che Abraham vuole per forza che Tara, Glenn e Maggie vadano con loro? Tra l’altro nelle ultime puntate il loro livello – escludendo Tara che non ha mai spiccato per acume – è calato in modo impressionante, a Terminus Glenn neanche voleva combattere! Mentre l’unico dato rilevante di Maggie è la battuta dopo il massacro in risposta al commento di Father Gabriel “This is the Lord’s House” “No. It’s just four walls and a roof”; la ragazza riporta alla cruda realtà il prete, ma nel resto del tempo sembra voler vivere nel suo mondo di amore e di perdono (con Tara nello scorso episodio), dimenticandosi completamente di sua sorella! Dai sussurri iniziali della premiere sappiamo che Daryl le ha detto che Beth è stata rapita, possibile che non gliene freghi nulla? Per Glenn avrebbe attraversato gli Stati Uniti, a sua sorella non dedica neanche un pensiero! Non posso dire di essere una grande fan di Maggie, in realtà la trovo carina solo in coppia con Glenn, ma in questo inizio di stagione è priva di qualsiasi spessore, si fa pure comandare da Abraham (e Glenn, che dà per scontato che lei lo segua a priori)! Tornando al sergente, si salva giusto perché ammette con Rick “Sorry I was an asshole”, ma non è comunque sufficiente considerando che continua a nascondere la verità.

La morte di Bob è molto triste, per quanto il dottore non potesse essere considerato uno degli zoccoli duri dello show, era riuscito a conquistarsi un ruolo – almeno per me – specie nel post prigione con quel suo invincibile ottimismo. L’ultimo discorso con Rick ribadisce nuovamente la diversità tra Gareth e Rick “You took me in. ‘Cause you took people in (…) Nightmares end. They shouldn’t end who you are”: Gareth ha scelto di essere un altro, un cannibale, Rick è sempre un brav’uomo che si spinge oltre solo quando costretto. Ovviamente l’addio più toccante è quello con Sasha, che viene reso ancor più amaro quando il tentativo di lei di fare per un’ultima volta il loro gioco “So what is it? The good that comes out of this bad?” resta senza risposta perché Bob smette di respirare; sembra quasi una definitiva perdita di speranza. Bob muore sotto una rappresentazione de “L’ultima cena”, ironico considerando che è stato l’ultima cena del gruppo di Gareth.

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Il gruppo si divide: Rick con Carl, Michonne, Judith, Sasha e Tyreese (e Gabriel?) resta alla Chiesa in attesa del ritorno di Daryl e Carol, mentre Abraham e gli altri partono alla volta di Washington. Ma la separazione sembra destinata a durare per poco vista la scena finale – che mi ha ricordato la ricomparsa di Claire in Lost dopo che era sfuggita agli Altri nella prima stagione – : Daryl emerge fra gli alberi e alla domanda di Michonne “Where’s Carol?” fa segno a qualcuno dietro di lui di venire avanti. A logica dovrebbe trattarsi di Carol e Beth e lui si è fatto avanti per accertarsi che la situazione fosse tranquilla; il promo della prossima puntata mette in chiaro che finalmente verrà svelato il mistero “Who took Beth?”, che potrebbe tradursi in una verità più terrificante di Terminus. Questo finale non fa che aumentare l’attesa per la nuova puntata, The Walking Dead dura sempre troppo poco!

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