The Walking Dead – 5×06 Consumed – by R.

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Carol è la protagonista assoluta di questo sesto episodio; abbiamo già avuto modo più volte di sottolineare la sua incredibile evoluzione, ma stavolta è lei stessa ad ammettere che la donna conosciuta nella prima stagione non esiste più, è bruciata; così come è bruciata quella vera se stessa che aveva avuto modo di diventare alla prigione.

Il fuoco, o meglio il fumo che ne segue è ciò che accompagna la storia di Carol che ripercorriamo nei flashback sparsi lungo la puntata; da un lato quello che la richiama verso i suoi vecchi amici dopo l’addio di Rick: il fumo che s’innalza dalla prigione dopo l’attacco del Governatore e quello (probabilmente della casa bruciata da Daryl e Beth) mentre seppelisce Lizzie e Micah; dall’altro quello appiccato da lei stessa per uccidere Karen alla prigione e per distruggere Terminus. Ed ora Daryl brucia i corpi di due walker, probabilmente madre e figlia, in cui è inevitabile non rivedere le Carol e Sophia di un tempo, quelle che erano state in quello stesso rifugio per donne e figli abusati molto tempo prima, per ritornare dopo poco più di un giorno da Ed, che ovviamente aveva ripreso subito le sue cattive abitudini. Quando non è più possibile seguire l’auto con la croce bianca sul lunotto (dopo una scena ad alta tensione tra “li beccheranno o no?” e lo walker che batte all’improvviso al loro finestrino), Carol conduce infatti Daryl verso quel rifugio dove era stata anni prima, una location che ribadisce il cambiamento impressionante del personaggio di Melissa McBride. E’ quasi impossibile rivedere in lei quella donna che si prendeva cura del marito violento dopo che era stato picchiato da Shane (una delle pochissime volte in cui l’ho apprezzato) nonostante quest’ultimo fosse intervenuto in sua difesa.

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Ma se la Carol post-Ed era una donna forte, che lottava per sé e i suoi compagni, quella del post-prigione è disillusa, convinta che non ci possa più essere un nuovo inizio. E’ un po’ come se i ruoli di lei e Daryl si siano in parte ribaltati: dopo la morte di Sophia era lui quello sfiduciato, mentre lei era riuscita a dargli forza; ora invece è il balestriere ad avere un minimo di speranza o perlomeno “I’m tryin’”, mentre la donna è costretta ad ammettere “I don’t think we get to save people anymore”. Oddio, è difficile darle torto, pensiamo agli ultimi elementi incontrati (il Governatore, Gareth&Co.), il suo è simile al ragionamento che Abraham ha fatto a Glenn la scorsa settimana o Rick a Carl alla Chiesa; ed è un ragionamento che ci aspetteremmo anche da Daryl, se non fosse per le chiacchierate con Beth che lo hanno portato più sulla linea “There are still good people around”. Ma l’incontro-scontro con Noah, contro ogni previsione, dà ragione a Carol, con il ragazzo che li lascia senz’armi. Daryl le impedisce di sparargli per fermarlo “He’s a damn kid”; non so se crederle quando dice che mirava alla gamba, certo è che non mi fa piacere vedere lei e Daryl costretti ad affrontare un branco di walkers disarmati e a gettarsi con un minivan da un ponte! Per fortuna le ferite non sono gravi. Lo sfogo di Carol “I don’t want you to die. I don’t want Beth to die. I don’t want anybody at the church to die, but I can’t stand around and watch it happen either. I can’t, that’s why I left” è quella spiegazione che Daryl aspettava dalla loro reunion e che scuote il rapporto tra i due, culminando in un’altra inversione dei ruoli quando, ritrovato Noah, è l’uomo a volerlo abbandonare al suo destino con uno walker; lo salva però all’ultimo secondo, confermando a Carol quanto lei stessa aveva detto pochi istanti prima “It’s like you were a kid. Now you’re a man”. Proprio perché dà prova di questa osservazione e non solo perché è la molla per aiutare Beth, sono contenta che lo abbia salvato, nonostante la stupidata di portargli via la balestra!

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Peccato non abbiano tempo di organizzarsi, con Carol che viene investita da un’auto dei folli del Grady Memorial Hospital. Ora abbiamo il quadro completo di quanto ha condotto all’arrivo di Carol in ospedale (purtroppo non faceva parte di un piano) e del ritorno di Daryl alla Chiesa (con Noah per organizzare insieme a Rick&Co. il salvataggio di Carol e Beth). L’avevo fatta troppo semplice!

Sebbene la puntata esalti il personaggio di Carol, non mancano momenti importanti per Daryl, in particolare quando accidentalmente cade dalla sua borsa un libro trovato al rifugio intitolato Treating Survivors of Child Abuse – dopotutto sta provando a ripartire da zero. Sappiamo che veniva picchiato dal padre, lo abbiamo appreso nel corso dello scontro con suo fratello, quando nella terza stagione aveva deciso di non tornare alla prigione con Rick per stare con lui. Il tentativo di Merle di derubare delle persone appena salvate da un attacco di walkers aveva fatto capire a Daryl che ormai lui non era più come suo fratello; Merle lo aveva aggredito e aveva svelato le cicatrici che coprono la schiena del minore dei Dixon, che era diventato la vittima preferita del padre dopo che il primo se ne era andato. Finora l’unica con cui Daryl si è aperto un pochino è stata Beth, vedremo se quel libro e – si spera – il salvataggio della ragazza rappresenteranno davvero per lui un nuovo inizio.

Il ritorno ad Atlanta, oltre a portarci indietro alla Carol del passato, ci ha fatto rivedere quegli scenari che avevano introdotto Rick e noi spettatori in questo nuovo mondo. L’ingresso in una Atlanta devastata e desolata (ad eccezione degli walkers) ha ricordato quello dello sceriffo Grimes a cavallo nel pilot; senza dimenticare l’incontro con Glenn che gli era valso la salvezza dopo l’attacco della prima orda di walkers che lui e noi abbiamo visto; momenti da brividi!

Il promo del prossimo episodio tranquilizza sul fatto che riprenderemo dal ritorno di Daryl alla Chiesa e dall’arrivo di Carol al Grady Memorial – si vede anche un’immagine di Glenn, s’incroceranno lungo il cammino o verremo nuovamente tediati da quel gruppo ormai senza meta? Rick prepara un piano, ma non sarà affatto semplice: i folli dell’ospedale sono tanti, armati e quello è il loro territorio. A due episodi dal midseason finale una nuova battaglia è alle porte, riusciremo a superarla senza perdite?

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