The Walking Dead – 5×08 Coda (Mid-Season Finale) – by R.

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Norman Reedus lo ha definito un “devastating” mid-season finale e non posso che concordare, mi ha lasciata più distrutta di quello della quarta stagione. In The Walking Dead la pausa invernale è sempre stata uno dei momenti più difficili (persino dei season finale), ma quest’anno la tragedia che ha chiuso la puntata li ha superati tutti.

Partiamo però dall’avventura vissuta da Father Gabriel, che scopriamo essersi diretto verso il luogo dove Gareth&Co. avevano trasformato la gamba di Bob – ormai putrefatta – nella loro cena; “I had to see. I had to know” dice a Michonne, cosa di preciso non aveva capito? Credeva che Bob si fosse autoamputato per divertimento e poi si fosse inventato la storia dei cannibali? Lo aveva già detto anche lui che al giorno d’oggi gli umani sono più pericolosi dei morti, perché gli risultava così difficile credere a quel poveretto di Bob? La sua azione da San Tommaso comporta l’invasione della Chiesa da parte degli walkers, ci mancava solo che succedesse qualcosa a Michonne, Carl o Judith per colpa sua! Dopo aver vissuto per qualche secondo la stessa esperienza che ha fatto vivere ai suoi parrocchiani, Father Gabriel viene salvato da Michonne e Carl, ma la Chiesa, che fino ad ora aveva miracolosamente resistito, cade preda degli walkers. Inizia un nuovo periodo per Father Gabriel? Intanto fanno il loro ritorno – con la coda fra le gambe – i GREATM, giusto in tempo perché Michonne informi Maggie che Beth è viva e gli altri sono andati a salvarla: la gioia dipinta sul volto della Greene ci ricorda che effettivamente la biondina è sua sorella. Non resta che partire e prendere parte alla missione.

Hershel era il saggio del gruppo, colui che con un semplice sguardo aveva spronato Rick a trovare un accordo con il Governatore. Sappiamo come è finita e tra la conclusione della quarta e questa prima parte della quinta stagione abbiamo visto che effetti ciò ha avuto sullo sceriffo Grimes: Rick ha capito che di fronte al nemico non si può avere pietà o ti si ritorcerà contro. L’ultima prova il (letterale) colpo alle spalle dell’agente Lamson, il cui inseguimento apre l’episodio. Rick lo raggiunge a bordo di un’auto, gli intima più volte di fermarsi, ma niente, quello sfrontato prosegue nella sua folle fuga e anche quando lo sceriffo lo investe si azzarda ad offenderlo e a chiedergli di portarlo in ospedale: è a questo punto che dalla bocca di Rick sentiamo uscire le stesse parole che Gareth rivolse all’altro Bob “Can’t go back, Bob”. E’ strano sentirle dire da lui, quasi a sottolineare una sempre maggiore somiglianza tra Rick e Gareth. In linea generale il pensiero del leader di Terminus non era così illogico (quel “You’re not safe. It only takes one second. One second and it’s over” di Rick diretto a Carl non è tanto diverso dal “Nothing lasts too long anymore” di Gareth), peccato fosse interpretato nel senso estremo di attirare vittime inconsapevoli e mangiarle. Tuttavia anche se Grimes è spietato, agisce ancora con una certa capacità di distinzione; ed infatti, nonostante la fregatura Lamson, persiste nel seguire il consiglio di Daryl sulla via della negoziazione con Dawn. E già sentiamo che la tragedia sta per arrivare.

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Al Grady siamo costretti a subire i soliti tediosi e ripetitivi monologhi di Dawn, che non dà a Beth un attimo di respiro seguendola all’ascensore e poi nella stanza di Carol. Nella prima occasione la donna ci tiene a precisare l’aumento del debito dovuto dalla Greene: Dawn l’ha salvata per ben 2 volte, dagli walkers prima e dall’etichettamento come “cop killer” dopo. Ovviamente né Beth né noi ci beviamo questa stupidata, l’unico motivo per cui ha sorvolato sulle morti dei suoi agenti (tra cui il pervertito dei lecca lecca) è che le hanno fatto comodo perché erano fra coloro che volevano spodestarla dalla sua carica. La conferma di ciò non tarda ad arrivare quando l’agente O’Donnell, che ha sentito la loro conversazione, è pronto a raccontare la verità, vendendo ai suoi colleghi non solo la pelle di Beth, ma soprattutto il ruolo di Dawn. Lo scontro fra i due poliziotti è ad alta tensione, con le porte aperte dell’ascensore che si stagliano minacciose sullo sfondo; sino alla fine ho seriamente temuto che Beth ci finisse dentro, invece è lei che, salvando la donna, spinge di sotto O’Donnell. Il cambiamento di Dawn nei confronti di Beth fa intravedere dei momenti in cui la poliziotta perde un po’ l’immagine della villain della situazione, sembra perfino rammaricata per quel che ha permesso che accadesse (gli stupri, le violenze sugli anziani); ma tutto crolla quando si ostina nel voler mantenere in vita così com’è quell’ospedale, non vuole che la Greene se ne vada ed è certa che Noah tornerà, “They always come back. They don’t ever get far because they can’t. But really…they don’t want to” – diciamo che le pattuglie che manda a riacciuffare i fuggiaschi contribuiscono in tal senso.

La scena dello scambio di ostaggi è terribilmente tesa, sappiamo che qualcosa andrà storto, ogni passo dei personaggi coinvolti è da cardiopalma. Carol – risvegliatasi da poco – per Licari e Beth per Sheperd. Quando Rick accompagna Beth verso gli altri sembra che si possa tirare un sospiro di sollievo, ma Dawn non può smentirsi “Now I just need Noah”. Piegarsi a quanto voluto da Rick sarebbe per lei uno smacco, uno sfregio al suo potere che la renderebbe debole dinanzi ai suoi agenti. Quell’illusa è ancora convinta di averne il rispetto, come diceva a Beth “In this job you don’t need their love…but you have to have their respect. Otherwise, the day is gonna come when you need backup and you don’t have it. And what comes next? Everybody goes down”; ma in realtà non lo ha mai avuto perché è sempre scesa a compromessi, quali accettare gli stupri in cambio del loro appoggio. Dawn vuole continuare a vivere nella sua illusione di fare qualcosa di importante finchè tutto questo sarà finito, ma ciò a cui mira è mantenere il comando, lo stesso che ha strappato al suo ex comandante uccidendolo perché secondo lei “He lost his way”. Ovviamente Beth non può accettare questa ennesima ingiustizia, significherebbe scendere a compromessi come fa Dawn e così la affronta, di nuovo, faccia a faccia “I get it now”; la Greene vede in quel gesto la conferma di quanto aveva sospettato poco prima “You keep telling yourself you have to do whatever it takes just until this is all over. But it isn’t over. This is it. This is who you are and what this place is until the end”: Dawn vuole solo mantenere il potere. Beth la colpisce con una forbice e in un attimo Dawn le spara alla testa. La reazione istintiva di Daryl, uno sparo dritto in faccia alla donna, è il segno immediato della disperazione che colpisce tutti, perché come Hershel era la saggezza, Beth era la speranza del gruppo, più ancora della piccola Judith. Lo show runner Scott M. Gimple (in un’intervista a EW) ha definito la storia di Beth Greene una tragedia, la storia di una ragazza che scopre di essere sempre stata forte, a differenza di quel che lei stessa e gli altri pensavano – ne è la riprova la frase che rivolge a Dawn “I don’t cry aymore”, la medesima detta a Daryl all’inizio della quarta stagione – che non si arrende all’ingiustizia, ma viene uccisa da quella persona compromessa a cui non avrebbe mai voluto assomigliare e a cui aveva appena salvato la vita. Un dramma che va ad amplificarsi nella scena conclusiva con Daryl devastato, che la porta in braccio fuori dall’ospedale proprio quando Maggie arriva, convinta di poterla riabbracciare. Forse l’immagine più drammatica di tutta la serie. Il rapporto speciale di Beth e Daryl iniziava un anno fa e né noi né Daryl avremo modo di scoprire a cosa avrebbe portato: la ragazza più di chiunque altro aveva scalfito la corazza del balestriere ed ora che quel “You’re gonna miss me so bad when I’m gone, Daryl Dixon” suona come una triste profezia, come reagirà l’uomo? E Maggie che ha perso tutta la sua famiglia d’origine?

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La scelta della via pacifica non ha pagato: colui (Lamson) che avrebbe potuto essere quel terzo ostaggio in cambio di Noah li ha fregati e il prezzo pagato a causa di quella folle di Dawn è stato troppo alto. Rick non tarderà a realizzare che la strada dello scontro armato avrebbe potuto salvare Beth. Eppure di fronte alla tregua richiesta dagli ormai ex colleghi di Dawn – che comunque avrebbero potuto spararle alle spalle risparmiandoci il dramma – Rick invita quelli del Grady ad unirsi a loro: all’apparenza nessuno si muove, neanche Noah; forse Dawn aveva ragione, in fondo loro non vogliono andarsene perché hanno paura di non riuscire a cavarsela. Certo che Noah rimanga lì è una beffa amara, non poteva lasciar andare Beth tempo prima a questo punto?!

La morte di Beth era effettivamente quella più quotata, ma sinceramente non me l’aspettavo, è stato veramente un brutto colpo. Il ritorno di The Walking Dead è fissato per l’8 febbraio 2015, un tempo eterno, ma che almeno ci permetterà, si spera, di rielaborare il lutto, esperienza che probabilmente dovremo però rivivere con tutti i personaggi nelle puntate che verranno. A lasciare un ulteriore punto interrogativo la scena post titoli di coda con protagonista Morgan, che, seguendo i segni sugli alberi, raggiunge i luoghi in cui sono stati Rick&Co. e trova la mappa per Washington con il messaggio lasciato da Abraham a Rick; la domanda principale è: i movimenti di Morgan sono in contemporanea con quelli dei nostri protagonisti?

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