The Walking Dead – 5×11 The Distance – Recensione by R.

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“The distance” è una puntata strana e piena di dubbi, che inizia ad introdurci in quel The Walking Dead 2.0 tanto annunciato e che se crediamo alle parole di Aaron ci porterà in una comunità paradisiaca, dove tutti vivono felici nella loro bella casetta, con cibo e cure mediche, protetti da morti e non morti grazie ad alte lastre d’acciaio. E’ davvero questo che ci aspetta? Niente più walkers e schizzati pronti ad ammazzare Rick&Co. in favore della riscoperta di una vita tranquilla in comunità? Va bene dire che sarà un The Walking Dead tutto nuovo, ma se fosse così tanto varrebbe guardare Pleasantville!

Ma chi crede ad Aaron? Occhi dolci, sorriso smagliante, ben vestito, ex dipendente di una ONG, battuta pronta, amichevole anche dopo aver preso un pugno in faccia, sempre con la risposta giusta… insomma l’uomo perfetto, quello che incontri esattamente quando ne hai più bisogno e che lentamente, come minimo, si rivela uno stalker. Ed in effetti seguire e spiare Rick&Co. depone a favore di quest’ultima possibilità. Ma le spiegazioni che lui fornisce sono sempre quelle giuste: li ha pedinati e spiati per essere sicuro che fossero delle brave persone e quindi evitare di portare nella sua comunità dei disgraziati pronti a portargli via tutto – ossia non commettere lo stesso errore fatto da quelli di Terminus prima di diventare dei cannibali; per le stesse ragioni di sicurezza si è fatto accompagnare da un altro uomo, che giustamente si tiene nascosto. Tutto quel che dice trova conferma nei fatti: le due auto, i rifornimenti di cibo, il preferire una strada piuttosto che un’altra – la prima l’hanno ripulita, la seconda è strapiena di walkers – cose che portano anche sopravvissuti inizialmente scettici come Glenn, Abraham e Rosita ad essere più ben disposti.

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Eppure ogni tanto cade in risposte che o appartengono ad un idiota o sono l’indizio della fregatura nell’ombra; Judith piange per la fame, Aaron offre a Rick la sua salsa di mele e quando lo Sceriffo vuole che sia lui ad assaggiarla per primo se ne esce con “I hate applesauce. My mom used to make me eat foods I didn’t like to make me more manly”… fa sul serio? Se Rick ti dice che devi mangiarne un cucchiaio, lo mangi e basta; soprattutto se si tratta del leader del gruppo che devi conquistare, lo stesso che ti ha già dato un pugno e ti ha minacciato di morte. E sì comunque, anche io sospetterei che saresti disposto ad avvelenare baby Judith! Inoltre Michonne si accorge – avrebbe dovuto farlo subito – che nelle foto portate dall’uomo non si vedono persone “I took a picture of the whole group, but I didn’t get the exposure right”… guarda un po’ il caso!

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Se a queste piccole cose aggiungiamo che non appena Aaron è entrato nel granaio, Judith si è messa a piangere, direi che ci sono buoni motivi per essere sospettosi. Invece l’iniziale diffidenza lascia lentamente il posto alla possibilità, al voler credere che sia davvero un portatore di “good news”. E’ Michonne la prima a cedere di fronte alla sua abile retorica, tanto da contrapporsi a Rick nella decisione sul seguire o meno Aaron. Dalla ripresa della stagione è lei a mantenere più fermamente la speranza verso il futuro ed ora riesce anche a tirare dalla sua parte la maggioranza del gruppo (Carl compreso), facendo vacillare la leadership dello Sceriffo Grimes, che di fatto è costretto a cedere se non vuole sembrare il nuovo Governatore. Oltre all’aiuto che Aaron dà nella lotta agli walkers e alla conferma di quanto aveva raccontato, arriva la reunion con il ragazzo, Eric, che lo aveva accompagnato nello scouting e che si scopre essere il suo compagno. L’atmosfera sentimentale che si crea sembra spronare definitivamente tutti verso la positività, perfino l’ex depressa Maggie; il mio lutto per Beth è durato più del suo, tra la battuta iniziale “If he had wanted to hurt us, he could’ve” e il sorrisino di fronte all’amore dei due nuovi arrivati, pare si sia già lasciata alle spalle tutta la disperazione dell’episodio scorso in nome di una nuova iniezione di fiducia nel futuro. Solo lo sguardo serio di Sasha, il silenzio di Daryl e la frase di Carol (“Even though you were wrong, you were still right”) danno un minimo di appoggio alla più che giustificata diffidenza dello Sceriffo.

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Rick non è solo colui che ha tutto da perdere se dovesse andare male, ma è anche quello che ha dovuto superare il più lungo elenco di eventi negativi: a quelli capitati anche agli altri dobbiamo aggiungere il tradimento di moglie e migliore amico (senza dimenticare i vari momenti insopportabili di Carl) e il peso della responsabilità di essere il leader del gruppo, che lo ha posto a combattere in prima linea in ogni circostanza. Rick Grimes sta ancora lottando, smettere significherebbe non solo perdere l’unico scopo che lo ha fatto andare avanti sino ad ora, ma soprattutto mettere a rischio i suoi figli e i suoi amici. Con tutto quello che ha dovuto affrontare, come può credere ciecamente che la vita vera sia ad un passo? Tutte le volte in cui si è concesso di sperare, se ne è dovuto pentire pesantemente (la fattoria di Hershel, Lori, la prigione, Terminus, Beth), perché ora dovrebbe essere diverso?

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Michonne è colei che lo comprende meglio perché ci è passata; la perdita improvvisa della prigione e di quel gruppo che l’aveva fatta sentire parte di una famiglia dopo tanto tempo, le ha fatto capire che era il momento di tornare a vivere davvero e non semplicemente sopravvivere da sola: così è andata a cercare Rick e Carl e quella quasi immediata reunion le ha dato ragione (4×09 After). Per lei ora Rick dovrebbe fare lo stesso “The fight’s over. You’ve got to let it go. I know it’s hard. After it’s kept you warm and fed and… alive. But the fight… it turns on you”. Probabilmente ha ragione, anche Rick lo ammette implicitamente richiamando le ultime parole che gli disse Bob “That’s what Bob was trying to tell me back at the church. What to risk. When it’s safe. When to let someone in”. Forse è arrivato il momento di darsi una possibilità e le risate dei bambini che provengono da dietro il cancello della comunità di Aaron gli danno la spinta decisiva: non è il silenzio di Woodbury e Terminus che li aspetta, ma la vita. Così Rick si decide ad entrare. Senza mai abbassare la guardia però; a poca distanza dalla comunità, Grimes nasconde una pistola (come aveva fatto con il sacco di armi prima di avvicinarsi a Terminus), non si sa mai – anche Michonne non è totalmente sprovveduta o non avrebbe fatto le tre domande di rito ad Aaron dopo aver notato l’assenza di gente nelle foto, peccato che la comparsa degli walkers abbia impedito alla tensione del momento di svilupparsi.

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Io sto con Rick, sarò sospettosa, ma dopo tutto quello che abbiamo visto prima che mi fidi della comunità dei sogni ce ne vuole. Aaron mi ricorda quei maestri/santoni dei convegni che sarebbero in grado di convincerti di qualunque cosa e non mi lascio imbambolare dal grande amore per Eric come Maggie e Tara. La perfezione nasconde sempre qualcosa. Tra l’altro i due innamorati non mi sembrano molto più abili di Father Gabriel nella difesa personale, perché la comunità avrebbe dovuto mandare proprio loro a caccia di nuovi membri? Solo per la parlantina incantatrice di Aaron? Non è neanche detto che Rick&Co. vengano ammessi, devono fare un’audizione prima. Questo termine continua a suonare ridicolo come la prima volta in cui Aaron lo ha pronunciato.

L’episodio si chiude con l’attesa dell’apertura dei cancelli, dobbiamo aspettare la prossima settimana per scoprire cosa c’è al di là, dalle meravigliose case delle foto, con tanto di pannelli solari (!), a – soprattutto – la comunità pacifica e accogliente, che coltiva alberi di mele, mangia spaghetti, danza ogni venerdì sera e vanta al suo interno un abile chirurgo. E mentre io continuo a domandarmi come abbiano fatto a costruire indisturbati gigantesche lastre d’acciaio per difendere il loro territorio, sullo sfondo compare Washington. Dopo tutta la strada fatta sono finalmente ad un passo dalla meta e si lasciano convincere a deviare per Alexandria; almeno un salto alla capitale tanto per dare un’occhiata no?

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