The Walking Dead – 5×13 Forget – Review by R.

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The juxtaposition of the episode titles 12 “Remember” e 13 "Forget" hinted what might have happened in the last episode and that unfortunately happened. The mantra of last week on remembering what they have had to face, the danger beyond the walls and do not trust those who offers you a serene and peaceful community is in fact slowly and unconsciously forgotten because basically "Here isn’t that bad".

La prova di questo cambiamento si percepisce chiaramente nel contrasto fra gli incontri di inizio e fine puntata di Rick, Carol e Daryl. Il primo vive di quella vena da cospirazione emersa nel discorso fra i tre al termine dello scorso episodio, tra il piano di rubare e nascondere delle armi per ogni possibile evenienza e l’espressione esterrefatta per l’incredibile fortuna che gli abitanti di Alexandria hanno avuto e continuano ad avere. Il secondo subisce gli effetti dell’opera di persuasione perfettamente svolta da sorrisi, parole e gesti dei nuovi “vicini di casa”. La festa di benvenuto a casa di Deanna per i nostri sopravvissuti è il quadro perfetto della comunità felice e accogliente, presa dagli stupidi problemi quotidiani, divertente e rassicurante nel suo complesso. Dalla grande quantità di birre che appaga Abraham (accompagnato da una Rosita quasi irriconoscibile) alla battute che rallegrano Maggie (già compiaciuta dall’alta considerazione datale da Deanne), alla nuovo moto di Daryl, tutti iniziano a sentirsi a loro agio. A cominciare dal nostro tanto restio Sceriffo.

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Rick non si fa incantare dall’apparente sicurezza senza sforzi di Alexandria e dall’aspirazione della Monroe a creare un governo, ma subisce pesantemente il fascino della biondina della porta accanto, con tanto di casto bacio sulla guancia – Rick Grimes, dopo tutto quello che hai affrontato mi cadi su un simile cliché? Il marito di Jessie, Pete, è esattamente il medico a cui aveva fatto riferimento Aaron e in questo incontro ufficiale con Grimes abbandona l’atteggiamento poco amichevole delle loro prime quattro chiacchiere notturne; almeno fino a quando in modo rude insiste per andare lui stesso a prendere da bere lasciando la moglie da sola con Rick. Mi sarei aspettata esattamente il contrario, a meno che il lasciarli soli non sia un’apposita scelta per permettere a Jessie di fare allo Sceriffo quel discorso sul bene che Alexandria ha fatto a tutti loro nonostante il brutto che c’è al di fuori, “Still, this place has a pretty amazing view”; ossia il discorso che porta poi Rick a pronunciare la frase “Here isn’t that bad”. Sfruttando invece la tecnica dell’amore per gli animali, il comune senso di esclusione da parte della comunità – che quindi così tanto carina e accogliente non è – e l’adulazione, Aaron riesce a conquistare Daryl, convincendolo, con il colpo di grazia della nuova moto, ad unirsi a lui come nuovo reclutatore per la comunità.

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Devo ammettere che questo “lavaggio del cervello” viene fatto alla perfezione, ogni parola, ogni gesto appaiono assolutamente naturali, perfino lo stupore di Deanna di fronte alle richieste di mettere dei seri controlli alle mura. Io sarò eccessivamente diffidente, ma questa comunità delle meraviglie mi convince sempre meno e anziché adagiarmi sugli allori come sta facendo la maggioranza dei sopravvissuti, oltre a vedere in ogni atto un altro significato, avrei la stessa reazione di Sasha. Sebbene nel suo caso si tratti evidentemente di un disturbo post traumatico da stress, la sua ricerca di walkers (incredibilmente rari nella zona), il fastidio verso i discorsi insulsi da party di quartiere e lo sbotto che ha contro la donna la cui unica preoccupazione è non prepararle un piatto che non le piace sono l’unico atteggiamento ragionevole di fronte all’assurdità in cui vive la gente di Alexandria. Il “That’s bullshit” di Deanna in risposta al “This is not real” di Sasha lo avrebbe dovuto urlare quest’ultima a tutti quei finti simpaticoni della festa, a partire dall’altro figlio della Monroe, Spencer, che tra l’altro cerca di fare colpo con la stessa battuta usata da Eric con Daryl sulla donna che chiede disperatamente una macchina per la pasta; coincidenza?

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A far compagnia a Sasha ci pensa Carol, l’unica del trio dei cospiratori a rimanere ferma nella diffidenza iniziale, grazie anche a quel gioco di ruolo che l’ha riportata ad essere la donna qualunque, invisibile, che era prima dell’epidemia. Carol porta a termine il piano per il recupero delle armi, ma tutto viene messo a rischio dal figlio di Jessie che – a causa dell’eccessiva confidenza di Rick – la segue per chiederle di preparagli i biscotti! Per fortuna la donna risolve tutto regalandoci anche questa settimana la scena più bella della puntata: nel presentare al bambino il destino horror che dovrebbe affrontare qualora facesse la spia, con quel tono calmo e sereno a metà tra una serial killer e la minacciosa Bree Van de Kamp di Desperate Housewives di fronte ai figli di Lynette, Melissa McBride è semplicemente meravigliosa. Almeno sappiamo che nonostante la sorprendente retromarcia di Rick e Daryl, su Carol possiamo sempre contare.

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E ne avremo sicuramente bisogno. Innanzitutto gli walkers non sono magicamente scomparsi come ci testimonia la straziante scena dell’assalto al cavallo Buttons (déjà vu rispetto al pilot), che avrebbe fatto meglio a non smettere di correre. Quello ucciso da Carol preoccupa invece per ben altro: ha una W incisa sulla fronte che solo un umano può avergli fatto – ricordiamo i particolari gusti di Aiden. Secondariamente vogliamo davvero credere che quelli di Alexandria siano solo molto molto fortunati? Direi proprio di no. In apparenza sono tutti troppo gentili, sorridenti e aperti verso i nuovi arrivati, una predisposizione macchiata solo ogni tanto da piccoli gesti (Pete) e sbotti improvvisi (Aiden); la calma decisa di Deanne per me è inquietante, nonché inspiegabile: se non hanno mai avuto bisogno di forti protezioni, perché desiderano tanto che Rick&Co. si uniscano a loro? Uno scambio di battute fra Rick e Michonne potrebbe aver intuito che c’è sotto qualcosa (“I don’t know if this is some kind of play, handing authority to strangers”, “Or maybe Deanna’s trying to get rid of us and them”), ma entrambi senza rendersene conto si lasciano poi andare al “gioco”. Lo Sceriffo osserva quasi compiaciuto la A stampatagli sulla mano dal figlio di Jessie – consacrata da quell’allarmante “Now you’re officially one of us" – e Michonne mette da parte la sua spada, non più fedele compagna di ogni giorno, ma semplice oggetto d’arredamento.

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Il timore maggiore che credevamo sarebbe sempre stato scongiurato si è materializzato: Rick&Co. hanno abbassato la guardia, l’illusione di un ritorno alla vita serena li ha annebbiati, facendogli perdere di vista quello stato di allerta che li ha fatti arrivare fin qui – è vero che hanno perso tanto, ma come ha detto il marito di Deanna, Reg, “14 lives in this world (...) it’s a damned incredible achievement”. Pur riponendo speranza in Carol e Sasha, possiamo iniziare seriamente a preoccuparci per quel che accadrà negli ultimi tre episodi di questa quinta stagione. E per chi fosse invece preoccupato per gli “scomparsi” Father Gabriel e Eugene, state tranquilli, il promo della prossima settimana conferma che ci sono ancora.

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