The Walking Dead – 5×16 Conquer (Season Finale) – Recensione by R.

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90 minuti di Season Finale talmente coinvolgenti da essere volati, nonostante ci siano stati dei momenti in cui – come ho riferito alla mia co-autrice S. in un commento a caldo – ho perso anni di vita. E visto il record di ascolti ottenuto negli USA, ben 15.8 milioni di telespettatori, non sono stata la sola a rimanere incollata al televisore, talmente coinvolta da non perdermi neppure le scene post credits.

Dopo l’episodio “Spend” anche questo finale conferma che l’originaria minaccia degli walkers è tornata in primo piano, sebbene i minuti iniziali ci tengano a ricordarci che gli umani restano comunque i più preoccupanti. Rivediamo immediatamente Morgan, di cui si erano ormai perse le tracce dal Mid-Season Finale, calmo e sereno nonostante gli si pari di fronte un folle che, oltre a volergli rubare la sua tazza di noodles, intende ucciderlo. E forse questi ultimi sono i dati meno allarmanti, il ragazzo difatti è uno dei responsabili delle W incise sulle fronti – lui ne ha una dipinta – e spiega che quell’iniziale sta per Wolf “You know, the first settlers here, they put bounties on wolves’ heads. Brought the natives into it. Made them hunt them. Didn’t take them too long to kill them all. They’re back now (…) Some of the tribes around here, they thought that the first people were wolves transformed into men”. Non è proprio la spiegazione che ci saremmo aspettati, perfino quella di Terminus era più ragionevole, ma d’altronde stiamo parlando di uno che molto probabilmente è convinto di essere un lupo dedito alla caccia spietata; se non fosse per i corpi fatti a pezzi e quella sorta di discoteca attira walkers, le questioni sarebbero due: o si è immedesimato troppo in Bran di Game of Thrones o ha interpretato alla lettera le leggende di Jacob nella Twilight Saga. L’arrivo del suo compare non turba Morgan, che sempre con la calma degna di un combattente di arti marziali li mette fuori gioco, armato solo di un bastone. Forse una delle aperture di puntata più elettrizzanti, che mi ha inevitabilmente portata a dire “Promette bene”.

TheWalkingDead_5x16_Wolf

L’atteggiamento di Morgan è ciò che colpisce di più, intuibile nelle piccole scene di cui è stato protagonista nel corso di questa stagione e ora confermato: l’uomo mentalmente destabilizzato per la perdita del figlio, ucciso dalla moglie-walker, incontrato da Rick in “Clear” (3×12) non c’è più, come se avesse affrontato un profondo processo di recupero della pace interiore. Ora Morgan è talmente sereno che neppure si preoccupa di uccidere personalmente i due uomini lupo, preferendo chiuderli in un’auto attirando gli walkers con il suono del clacson. Già lì capiamo che è una scelta infelice e quando Aaron e Daryl intrappolati trovano il messaggio “Trap. Bad people coming. Don’t stay” sono loro i primi a cui pensiamo. Per fortuna arriva invece Morgan in loro soccorso, ma prima dobbiamo affrontare lunghi minuti di puro terrore. La grande idea di Aaron di arrendersi nella ricerca dell’uomo dal poncho rosso in favore di una facile raccolta di provviste puzza sin dall’istante in cui lo stabilimento viene avvistato: il cibo è lì che attende come su un piatto d’argento, è vero che ci sono degli walkers da eliminare, ma pochi e quindi facilmente gestibili. La trappola è senza via di scampo, basta l’apertura di uno dei container, ovviamente strapieno di walkers nonché di pezzi di corpi, perché si aprano tutti, costringendo Daryl ed Aaron a chiudersi in un’auto, che però è solo l’ultima trappola. Lo sfondamento dei vetri da parte delle decine di walkers è la migliore delle alternative, visto che l’altra prevede l’arrivo di “bad people”. Pur ricordando una frase fortunatamente largamente diffusa in rete “If Daryl dies, we riot” e l’attaccamento di Norman Reedus al suo personaggio, la scena nell’auto con lui pronto a sacrificarsi prima dell’ultima sigaretta mi ha fatta tremare; questi scherzi non si fanno! Non che la prospettiva della lotta congiunta con Aaron sia più luminosa – anche se devo riconoscere che credevo il ragazzo molto più impacciato, alza il livello medio delle capacità della gente di Alexandria – ma almeno non è così definitiva. Mentre la disposizione al sacrificio di Daryl lo rende ancor più amabile, la sua ferma volontà di cercare brave persone per il bene della comunità conferma che, sebbene si senta oppresso dalle mura di Alexandria, ha fatto definitivi passi in avanti, arrivando a credere sinceramente che “There are still good people”. L’aiuto dal nulla di Morgan può solo rassicurarlo al riguardo. La mappa per Washington spiana invece la strada alla reunion con Rick Grimes.

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Nonostante le apparenti ostilità dello scorso episodio, i chiarimenti di questo e i discorsi dei suoi compagni alla riunione voluta da Deanna provano che non ero pazza a stare dalla parte di Rick. Anche gli altri hanno compreso lo stato degli abitanti di Alexandria, ossia la negazione della realtà e la conseguente incapacità di affrontarla. Michonne assicura Rick che sarà sempre dalla sua parte, che lo ha colpito per il suo bene, non per il loro e non ha una reazione isterica quando scopre il piano dell’uomo con Carol e Daryl; per la prima volta ho capito perché in molti tifano per la coppia Michonne-Rick. Anche Abraham, Maggie e Carl comprendono cosa intendesse lo Sceriffo con quella sfuriata. L’unica cosa che biasimano a Rick è il modo in cui ha detto la verità, perché benché quelle persone abbiano bisogno di sentirsela dire, la diplomazia resta fondamentale affinché lo ascoltino. Ma se diamo ragione a Carol – e come si può non essere d’accordo con lei?! – “These people are children and children like stories”, dovremmo ricorrere a tutte le tecniche usate con loro, in primis che ogni tanto bisogna lasciarli cadere perché imparino: posso anche dirti di non giocare col fuoco, ma finché non ti bruci non capisci.

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L’ingresso di walkers fra le mura per gentile concessione di Father Gabriel, che evidentemente non sa neanche chiudere un cancello, e la loro uccisione da parte dello Sceriffo si rivela l’occasione perfetta per aprire gli occhi alla comunità; Rick stavolta è coperto dal sangue (e temo anche da altro) dello walker che porta con sé e a cui ha fatto esplodere la testa con la sola forza delle mani, un nemico entrato tranquillamente senza che nessuno se ne accorgesse perché manca qualsiasi cautela: se non ci fosse stato Grimes quello walker avrebbe probabilmente rappresentato l’inizio della caduta di Alexandria. L’arrivo del Pete furioso conferma la lezione che Rick sta impartendo; il chirurgo sgozza Reg di fronte a tutti, portando la moglie a chiedere a Grimes di fare ciò che fino a pochi minuti prima avrebbe aspramente escluso. Rick gli spara, giusto in tempo perché alla scena assistano i rientranti Daryl e Aaron accompagnati da Morgan; quest’ultimo è particolarmente perplesso e forse sarà quello che avrà più difficoltà a riabituarsi al vecchio amico Rick Grimes, specie se pensiamo alla frase rivolta a Daryl poco prima “All life is precious” e alla non uccisione degli uomini lupo. La reunion tanto attesa potrebbe rivelarsi un grosso problema.

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Non so in che modo commentare il comportamento di quell’infido del prete se non col dire che l’esperienza del Mid-Season Finale non gli è servita a niente; raggiunge però livelli ancor più bassi incolpando i “peccati” di Sasha per la morte di Bob e sporcando la memoria di Tyreese. Se un eventuale sparo di Sasha mi preoccupava, quello di Maggie lo davo per certo. E invece la donna riesce ad andare al di là delle parole di Gabriel, per poi unirsi con lui e Sasha in preghiera. Un segno di speranza per il futuro al pari del risveglio di Tara e della riappacificazione tra Abraham e Eugene? Di certo ha dato all’uomo una grande dimostrazione della loro vera natura: non assassini egoisti, ma persone costrette anche al peggio per difendersi, ossia ciò che Gabriel avrebbe dovuto capire tempo fa.

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Bisogna obbligatoriamente parlare di Carol, che oltre ad aver svelato ai compagni la sua tecnica di sopravvivenza ad Alexandria, usata in certi momenti anche con loro “Just in case”, ne fornisce prova ulteriore nell’incontro con Pete: un’offerta di cibo che nasconde una serena minaccia, simile a quella rivolta al figlio pochi giorni prima. Possiamo solo amarla. Nel suo caso sappiamo che non avrebbe desistito dal trasformare le parole in realtà se si fosse presentata l’occasione, il contrario di quel che si può aspettare da Glenn; avrà anche minacciato Nicholas, ma neppure per un secondo ho pensato che lo avrebbe ucciso. La trappola in cui quel codardo lo ha adescato, lo sparo alla spalla, il dito letteralmente nella ferita e l’abbandono a favore di walkers mi hanno solo fatto temere per parecchi minuti che avremmo detto addio ad un personaggio storico; l’ “I love you” di poco prima con la moglie d’altronde era un indizio, ma se proprio bisogna separare la coppia, rimango del parere che è meglio privarci dell’ultima Greene rimasta. Glenn si salva, nonostante tutto resiste dalla tentazione di uccidere Nicholas – che di notte non sa neppure ritrovare la strada di casa – e lo riporta con sé ad Alexandria. Per Maggie con Gabriel posso anche parlare di magnanimità, ma Glenn continua a sembrarmi solo un po’ fesso.

TheWalkingDead_5x16_Wolves

La sesta stagione si aprirà con un nuovo ordine ad Alexandria? Forse, ma dubito che sarà equilibrato e tranquillamente accettato al pari di quello della prigione dopo l’accoglienza della gente di Woodbury. Auguriamoci però che mi sbagli, perché se non saranno pronti a tutto, affrontare i lupi sarà alquanto complicato; abbiamo visto tanti bad guys finora, tuttavia questi sono più inquietanti perché sono completamente fuori di testa e quindi imprevedibili. Se da un lato la scena post credits di Michonne che riprende la sua katana come fedele compagna ci tranquillizza, quella del ragazzo dal poncho rosso sgozzato dai lupi e ora walker è allarmante quanto la visione da lontano della prigione al termine della seconda stagione. Aaron ha lasciato le foto di Alexandria in quello stabilimento e uomo lupo 1 le sta già guardando, ha ben detto a Morgan come sono abituati a trattare gli accampamenti che trovano lungo la strada. L’attesa per la prossima stagione è lunga e prima di ottobre, oltre a distrarci con l’imminente spinoff, potremo sviluppare più di una teoria sul futuro di Alexandria con l’inquietante consapevolezza “Wolves not far“.

[Questo post lo trovate anche dalle nostre affiliate The Walking Dead Maniacs ed Andrew Lincoln Italy, che ringrazio per la collaborazione]

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