The Walking Dead – 6×01 First Time Again (Season Premiere) – Recensione by R.

The Walking Dead è tornato, ma soprattutto sono tornati gli walkers, mai se ne sono visti così tanti tutti assieme. In tempi recenti solo Game of Thrones ci ha regalato scene altrettanto spettacolari: l’impatto visivo di quella massa di walkers è il punto forte della premiere, specialmente quando li vediamo marciare alle spalle della moto di Daryl, un’immagine che non fa che consacrare il suo personaggio – come se ce ne fosse ancora bisogno. Di fronte a quella visuale non ci può essere alcun dubbio che gli walkers siano ancora La Minaccia, quella che mette a rischio chiunque senza distinzioni e che ha radicalmente trasformato la realtà in cui vivono i personaggi.

Questa è la realtà a cui i nostri protagonisti hanno dovuto abituarsi e in cui hanno imparato a sopravvivere. L’evoluzione di Rick in Ricktatorship ne è un simbolo: non è avvenuta perché lo Sceriffo è un arrogante con manie di onnipotenza, ma perché è stato in grado di gestire le situazioni, anche al costo di decisioni difficili. Qualcosa che gli abitanti di Alexandria non possono capire: hanno vissuto solo l’inizio dell’epidemia e poi si sono ritirati in quella sottospecie di fortino felice, lasciando ogni problema al di fuori delle mura e finendo col dimenticarsene. Per loro gli walkers sono rimasti un evento eccezionale, non la realtà; non capiscono quanto siano pericolosi, né come abbiano trasformato il mondo al di là delle mura. Hanno avuto una gran fortuna, ora ne abbiamo la certezza: quasi tutti gli walkers nelle vicinanze sono finiti in una fossa, prima adibita a campeggio, che ne ha bloccato l’avanzare pure grazie a dei camion opportunamente appostati. Niente dura per sempre però, anche quella barricata è destinata a cadere, Rick&Co. lo sanno bene, perciò serve un piano per liberarsi definitivamente di quella minaccia incombente.

TheWalkingDead_6x01_Rick

Ed è attorno ad esso che si snoda la premiere, tutta giocata su un continuo passaggio tra passato e presente, accentuato dal bianco e nero dei flashback sulle ore immediatamente successive al Season Finale. La reunion Morgan-Rick, l’ostilità di buona parte dei cittadini di Alexandria, le questioni in sospeso Father Gabriel-Rick e Glenn-Nicholas, la tendenza autodistruttiva di Sasha: queste sono le tensioni personali destinate a riversarsi sul successo del piano. L’idea di Rick sulla carta è perfetta, ma deve fare i conti con la realtà: non solo l’imprevedibilità degli walkers, ai quali basta un po’ di rumore per distrarsi, ma soprattutto l’inaffidabilità di quelli che lo circondano. Gli abitanti di Alexandria non sanno difendersi e ancora molti di loro non ne comprendono la necessità quando basterebbe continuare a nascondersi tranquilli dietro le mura. Carter è il rappresentante del team di coloro che proprio non ce la fanno, che vogliono vivere come se gli walkers fossero solo delle comparse; l’uomo si erge a difensore di Alexandria contro quell’usurpatore e distruttore di comunità di Grimes, arrivando addirittura a proporre di ucciderlo (dopo che hai appena finito di criticare la sua brutalità quest’idea è perfettamente coerente, no?) e a puntare una pistola al povero Eugene che lo ha sentito: un patetico tentativo di farsi valere, sistemato senza sforzo da Rick. Grimes non lo uccide per questo, sebbene ne abbia voglia, perché non ce n’è bisogno, sa che Carter semplicemente non comprende il mondo di adesso “Somebody like that…they’re gonna die no matter what”. Lo Sceriffo avrà dei modi aggressivi, ma sta cercando di aprire gli occhi a quelle persone affinché riescano a sopravvivere e lo permettano così anche agli altri; sa che basta la sciocchezza di un uomo per decretare la fine di tutti loro. Questo rischia infatti di accadere quando Carter – pochi istanti dopo aver stretto la mano a Rick riconoscendo che aveva ragione – viene morso e urla distraendo gli walkers, costringendo Rick a dargli il colpo di grazia prima che rovini tutto. E pure prima che si trasformi in uno walker: Carter è già stato morso sul volto, è evidente che non ha scampo, eppure Michonne e soprattutto Morgan guardano a quel gesto di Rick con un po’ di perplessità; ok, non sarà un esempio di sensibilità, ma è in tal modo che occorre agire. Anche quando Grimes lascia che dei debuttanti dell’autodifesa se la cavino da soli contro qualche walkers, sta solo cercando di far sì che imparino finalmente a cavarsela, non ci sarà sempre lì un Morgan pronto a intervenire. Frasi come “This was supposed to be a dry run”, “We’re not ready”, “This was supposed to be a dress rehearsal” non sono più ammissibili: gli walkers sono realtà, altrimenti sarebbero tutti da un’altra parte, come ha detto Glenn “I’m supposed to be delivering pizzas”.

TheWalkingDead_6x01_Carter

Se Daryl accenna ad una certa contrarietà rispetto all’idea di Rick di non andare alla ricerca di altre persone, Glenn è forse il più chiaro polo opposto di Grimes nell’approccio con i nuovi compagni. Ha risparmiato Nicholas e con calma gli sta dando modo di guadagnarsi la sua fiducia, per ora con buoni risultati. Resto alquanto scettica però su questa bontà d’animo di Glenn; il discorso di Maggie a Tara su un parallelismo tra il loro rapporto e quello di Glenn e Nicholas mi ha quasi incantata, ma solo per pochi secondi: il paragone tra Tara e Nicholas non ci sta proprio, lei non sapeva che uomo fosse il Governatore, né ha mai tentato di uccidere qualcuno di loro. La coppia Glenn-Maggie ormai mi lascia costantemente perplessa da quando si è ricongiunta prima di Terminus, mi auguro che qualcosa la smuova; intanto pone un interrogativo: a cosa si riferiscono quando lui ammette che controllare Deanne non è l’unico motivo per cui vuole che Maggie resti ad Alexandria?

TheWalkingDead_6x01_Morgan

Ovviamente molto spazio è stato dedicato al rapporto Morgan-Rick, che appare destinato ad essere al centro della stagione; le scene fra i due uomini sono molto tese, come avvolte in una quiete apparente destinata ad esplodere all’improvviso. La loro reunion era molto attesa, ma di certo l’avevamo immaginata diversamente; d’altronde Morgan e Rick si ritrovano dopo un lungo periodo e sono così costretti a conoscersi di nuovo perché entrambi sono profondamente cambiati – “First time again” come suggerisce il titolo della puntata: nel pilot Morgan aveva introdotto Rick in questa nuova realtà, ora invece è Grimes ad illustrargli come deve essere gestita; lo Sceriffo non vuole più rischiare, neanche con Morgan e difatti per un po’ lo lascia isolato. Sebbene al momento sia Rick il brutale tra i due, è Morgan quello che mi mette più ansia; con quella sua calma zen, l’abilità col bastone (possibile che abbia imparato tanto bene da uno conosciuto nell’ultimo periodo?) e quelle battute apparentemente gentili e ironiche che sembrano nascondere tutt’altro, Morgan potrebbe rivelarsi l’avversario più ostico della Ricktatorship.

È nel minuto finale che la tensione sale davvero, quando un suono proveniente dalla zona di Alexandria attira la massa di walkers, mandando a monte il piano di Rick. Chi lo avrà provocato? Tra i candidati potrebbero rientrare Father Gabriel (giustamente lasciato indietro da Rick) e Ron, il figlio di Jessie, comprensibilmente rabbioso con lo Sceriffo per avergli ammazzato il padre (ricordiamo comunque che Pete li picchiava), nonché con Carl per il suo avvicinamento ad Enid (meno vedo di questi due, meglio è). Considerando che l’azione in questa premiere è stata poca nonostante la durata estesa, concludere l’episodio con gli walkers che vanno verso la comunità è una vera cattiveria. Riconosco che i flashback siano serviti per chiarire i rapporti all’interno della comunità dopo quanto accaduto nel Season Finale, introdurre nuovi personaggi (Heath in particolare, che spero vivamente abbia lunga vita) e mettere le basi per la contrapposizione Morgan-Rick, però in certi momenti un’accelerata potevano darla. In compenso dovremmo avere una seconda puntata più avvincente vista questa conclusione, una puntata in cui forse gli abitanti di Alexandria capiranno la verità nelle parole di Rick, ma troppo tardi.

[Questo post lo trovate anche dalle nostre affiliate The Walking Dead Maniacs ed Andrew Lincoln Italy, che ringrazio per la collaborazione]

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