The Walking Dead – 6×03 Thank You – Recensione by R.

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Se uno dei protagonisti resta in trend su Twitter per l’intera giornata, capisci che qualcosa di veramente grosso è accaduto. Ciò che è avvenuto però ha superato ogni mia aspettativa. “Thank You” è un episodio in cui la morte è dietro l’angolo per tutti, questo è chiaro sin dai minuti iniziali. E per la prima volta dopo tanto tempo per mano degli walkers, cosa che rende l’addio ad un personaggio possibile in modi imprevedibili, nonché brutali e disgustosi.

Al centro di tutto c’è ancora il rapporto tra Rick&Co. e gli abitanti di Alexandria, tra coloro che sanno come cavarsela e quelli che sono totalmente impreparati – e alcuni, ammettiamolo, completamente incapaci, vogliamo parlare di quello che ha sparato alla gamba di Scott? Stavolta però non siamo tra le mura della comunità con Carol armata fino ai denti contro dei pazzi esseri umani, siamo “out there” con un’orda incommensurabile di walkers, che saranno pure lenti, ma in mandria solo i pochi eletti Rick&Co. possono sperare di sconfiggerli e non sempre. Chi mai si azzarderebbe a scommettere sulla sopravvivenza di uno qualsiasi dei cittadini di Alexandria? Ovviamente Grimes capisce subito la situazione, “You try to save them, you try, but they can’t keep up, you keep going. You have to. You make sure you get back” e sebbene queste parole possano suonare insensibili, Glenn e Michonne sanno che è la dura realtà. Non lo sa Heath invece, non può saperlo, è inutile che metta il broncio per mezz’ora convinto di essere preparato quanto loro con la qualità in più della conservata umanità. “Sometimes you don’t have a choice (…) Have you ever had to kill people because they had already killed your friends and were coming for you next? Have you ever done things that made you feel afraid of yourself afterward? Have you ever been covered in so much blood that you didn’t know if it was yours or walkers’ or your friends’?” cerca di spiegargli Michonne con encomiabile autocontrollo. E alla fine Heath è costretto ad imparare quella cruda verità sulla sua pelle, coperta dal sangue degli amici, che cadono uno dopo l’altro, sbranati ferocemente da una massa di walkers; lui spara fino all’ultimo per permettere a Michonne e all’uomo sposato di salvarsi, ma, dopo che la donna è in salvo, è il primo a capire che non c’è più nulla da fare per l’altro e a ripetere le parole che tanto aveva biasimato a Rick “We gotta keep going. We don’t have a choice”.

TheWalkingDead_6x03_Heath

Ribadisco che Heath mi ha subito fatto simpatia, perciò sono riuscita a tollerare il suo atteggiamento infantile in questo episodio; tuttavia continuare a far passare Rick per il dittatore cuore di pietra mi ha un tantino stufata: lo criticano e gli fanno la predica quando finora ha sempre avuto ragione, si è preso la responsabilità di tutti sin dall’inizio eppure non gli è mai stato risparmiato nulla. Si sarebbero meritati Shane come leader! Quello sì che aveva una scelta quando ha sacrificato Otis per salvarsi la pelle! Lo Sceriffo Grimes invece corre come un dannato per quaranta minuti per allontanare gli walkers da Alexandria, per salvare tutti, di nuovo, ed è costretto a pagare le buoniste scelte altrui: da solo sul camper viene aggredito dagli stessi uomini che Morgan ha graziato nella scorsa puntata, permettendogli di andarsene indenni dalla comunità. Grazie tante Morgan! Rick li uccide, ma il camper lo abbandona: The Walking Dead finisce con lui in trappola su un mezzo che non parte e centinaia di walkers che lo stanno circondando. Non facciamo scherzi, Rick, Daryl e Carol sono intoccabili! Non sarei tanto preoccupata se anche Rick non lo fosse, dalla sua reazione sembra davvero consapevole che questa volta non c’è via d’uscita.

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Una situazione simile alla conclusione del pilot, quando Rick si rifugia in un carro armato e viene salvato da Glenn. Ma un camper non è un blindato e Glenn stavolta non ci sarà per salvarlo. Morgan a parte, è lui il primo con cui Grimes ha legato: grazie a questo ragazzo si è salvato dal primo branco di walkers incontrato e con lui ha lasciato Atlanta ricoperto di viscere per passare inosservati tra gli zombie. Nella recensione della premiere avevo definito Glenn come il polo opposto di Rick in virtù dei loro diversi atteggiamenti verso la gente di Alexandria. La bontà d’animo del giovane verso Nicholas non mi ha mai convinta e sebbene riconosca che quest’ultimo ha compreso i suoi errori, dopo ciò a cui abbiamo assistito, temo di non essermi sbagliata. Gli indizi c’erano tutti: Nicholas in primis come compagno nella missione, la decisione di Glenn di portare lui stesso a termine quest’ultima nonostante le insistenze di Michonne, l’orologio di Hershel. Il primo oltre ad essere il più evidente è ugualmente quello più allarmante perché è chiaro che la redenzione di Nicholas sia accompagnata da uno stato mentale instabile: l’uomo è continuamente confuso dal peso dei suoi errori passati, la codardia e gli amici lasciati indietro per salvarsi. In questo modo Nicholas non è tanto una palla al piede, quanto una vera e propria mina vagante. Quando lui e Glenn sono in trappola, circondati da un’orda di walkers che si estende fin dove arriva la vista, Nicholas ha una reazione che può dare adito a diverse interpretazioni. Codardo per un’ultima volta; eroe che si sacrifica per dare una chance a Glenn; o semplicemente un uomo che accetta il suo destino evitando la fine peggiore, questa è la visione – che mi trova più d’accordo – fornita dal produttore esecutivo Greg Nicotero in un’intervista a EW “I think it was just him sort of accepting their fate and doing something that probably everyone in that situation would do, which is I don’t want to be one of those things, so I’m taking the first step to guaranteeing I’m not a walking corpse”. Nicholas ringrazia Glenn – probabilmente per averlo reso una persona diversa – e si spara alla testa, ma così facendo trascina giù con sé il nostro Glenn.

TheWalkingDead_6x03_walkers

Da lì in poi la scena è una confusione visiva unica: gli walkers si gettano su quei due corpi e cominciano a mangiare, ma chi stanno mangiando? Vediamo Glenn terrorizzato, urlante, coperto di sangue, con organi fatti a pezzi sopra di lui e soprattutto senza scampo, la logica direbbe che è morto; eppure la sensazione è di essere di fronte ad un nuovo Jon Snow, anzi, ho molti più dubbi su Glenn che su Jon. Nell’intervista sopra citata Nicotero conferma che la scena è stata appositamente girata in modo da lasciarci nell’incertezza sulla morte di Glenn. Fra le perplessità maggiori – oltre agli avvenimenti del fumetto – il fatto che non avrebbero potuto uccidere un protagonista del suo calibro quale rocambolesco effetto collaterale del gesto di un personaggio secondario; per quanto una morte simile possa farci arrabbiare, non lo trovo tuttavia un dato rilevante: stiamo parlando di una serie sugli zombie, puoi morire per il minimo morso in qualsiasi momento. L’aspetto che invece mi fa dubitare è il raccapricciante “banchetto” degli walkers: tutti quegli organi non mi sembra provenissero da Glenn, ma dal corpo di Nicholas caduto sopra il suo. In quel caso le viscere che lo ricoprono potrebbero avere una funzione mimetica tra gli zombie come accadde nella prima stagione con Rick; sarebbe sufficiente un tale escamotage considerata la quantità di walkers?

Dubbi a parte, la scena della presunta morte di Glenn – insieme agli altri morti della puntata – è a dir poco sconvolgente, batte perfino quella di Noah, non credo di aver mai provato tanto terrore di fronte agli walkers. Famelici appena prima dello sparo di Nicholas e mentre banchettano di gusto, i loro versi, il battere dei denti… era tutto terrificante, ho temuto seriamente incubi notturni. Non so ancora come definire la mia reazione di fronte a questo episodio, di certo devo riprendermi e ho bisogno di sapere il prima possibile quel che accadrà a Rick. Purtroppo la prossima puntata, che durerà 90 minuti, è incentrata su Morgan e, stando al produttore esecutivo, ci verrà data qualche informazione su ciò che ha portato alla sua evoluzione dall’uomo incontrato nella terza stagione a quello odierno. Spero vivamente non sia interamente su Morgan, già la simpatia per lui è andata scemando dal season finale e poi devo sapere di Rick!

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