The Walking Dead – 6×04 Here’s Not Here – Recensione by R.

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Raramente abbiamo un episodio di 90 minuti e quando accade è sempre per occasioni particolari quali premiere e finale di stagione, puntate in cui ne succedono talmente tante che i canonici 40 minuti non basterebbero. Non è il caso di “Here’s Not Here”: quarto appuntamento della sesta stagione e totalmente incentrato sul personaggio di Morgan.

Il contrasto iniziale tra le scritte “Adesso” e “Prima” mi aveva dato la flebile speranza che ci sarebbe stato qualche accenno anche ad altri personaggi, mi andavano pure bene solo quelli di Alexandria. E invece niente. Solo Morgan e la sua evoluzione dall’uomo in preda alla follia incontrato da Rick, Michonne e Carl nella terza stagione al pacifista zen comparso sulla strada per Terminus. D’accordo, ci sta. Dopo l’episodio intenso della scorsa settimana, una pausa nel segno della riflessione e dello sviluppo psicologico è necessaria; inoltre dovevamo finalmente sapere cosa ha determinato quel profondo cambiamento in Morgan. Ma un episodio esteso anche no! Seriamente non si poteva ridurre il tutto a 40 minuti? Oppure collocarlo in un contesto che coinvolgesse altri personaggi visto che in men che non si dica sarà già tempo di Mid-Season Finale. Ammetto che alla fine la puntata non mi è dispiaciuta e a questo hanno senza dubbio contribuito le performance di Lennie James e John Carroll Lynch, tuttavia continuo a trovare la durata eccessiva. Anche perché non appena conosciamo Eastman e la sua adorabile capretta Tabitha sappiamo già come andrà a finire – in pratica ogni minuto ero pronta a coprirmi gli occhi per quando sarebbe arrivato il massacro di Tabitha.

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Eastman è il coltivatore e (aspirante) produttore di formaggio a cui ha accennato Morgan, l’uomo che gli ha insegnato ad usare il bastone e soprattutto lo ha riportato all’umanità, strappandolo lentamente da quel luogo oscuro in cui si era rifugiato dopo la morte del figlio. Allora Morgan era l’esatto contrario di adesso, “Clear” era la sua parola d’ordine: in preda ad un disturbo post traumatico da stress uccideva chiunque capitasse sulla sua strada, walkers o uomini che fossero. Vaneggiava, probabilmente rivivendo la scena della moglie-walker uccidere il loro stesso figlio, cosa che forse avrebbe potuto evitare se avesse avuto la forza di spararle prima. Eastman, che vive in una baita nel bosco con la sua capretta, lo può capire ed aiutare sia perché è uno psichiatra forense sia perché le loro storie non sono poi tanto diverse. Ciò che possiamo intuire da un disegno appeso alla parete, lo conferma poi lo stesso Eastman, raccontando la sua esperienza con l’unico paziente “purely evil” incontrato durante la sua carriera. Per punire lo psichiatra per non avergli permesso di ottenere la libertà, Crighton Dallas Wilton evase appositamente per uccidere sua moglie e sua figlia; Eastman lo rapì e lo lasciò morire di fame nella cella costruita nella baita. Ovviamente dopo quella vendetta non trovò la pace e da allora ha abbracciato in pieno i dettati di The Art of Peace, opera dello stesso creatore dell’arte marziale Aikido, Morihei Ueshiba. Solo non uccidendo più nessuno, né uomini né animali, ha davvero iniziato a trovare la pace. “All life is precious” e quindi anche i corpi degli walkers meritano una degna sepoltura per rendere onore alle persone che erano un tempo. Wilton compreso.

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Il percorso di Morgan inizia così a delinearsi sempre di più, ma la ricaduta è dietro l’angolo. Lo walker di un ragazzo che aveva ucciso lo rigetta nel luogo oscuro e Eastman viene morso nel difenderlo. Serve il salvataggio di una coppia di sconosciuti per riportare Morgan sulla retta via, peccato che ormai sia tardi. Eastman era evidentemente allergico alle serrature: prima la cella di Morgan, dopo la porta di casa e Tabitha esce tranquilla finendo sbranata dagli walkers! Anche per l’uomo però non c’è scampo dopo quel morso. Morgan li seppellisce e inizia il viaggio che piano piano lo porterà dov’è ora: in una casa disabitata di Alexandria in cui ha appena raccontato la sua storia al Wolf che ha già tentato più volte di ammazzarlo. È con lui che sta parlando ad inizio puntata, con il ragazzo che credevamo avesse ucciso alla fine del secondo episodio di fronte all’evidente impossibilità di farlo desistere dai suoi propositi omicidi. Così come l’aver risparmiato i suoi compagni ha portato questi ultimi a tentare di uccidere Rick, la narrazione dell’esperienza con Eastman non cambia la prospettiva del Wolf: se sopravviverà è ancora intenzionato ad uccidere ogni persona ad Alexandria, pure i bambini. L’unico gesto ragionevole di Morgan è chiudere a chiave la casa in cui lo tiene.

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Ora sappiamo cosa ha reso Morgan l’opposto di Rick, possiamo comprendere il suo percorso e il suo credo attuale. Tutt’altra cosa però è stare dalla sua parte. Da un lato The Art of Peace non tiene conto del mondo attuale. Dall’altro non è che Rick abbia vissuto un’esperienza tanto diversa, dopo la morte di Lori non era messo affatto bene mentalmente; Hershel – colui che custodiva gli walkers nel granaio perché li vedeva come persone da curare – lo aveva spronato alla civile convivenza e lo Sceriffo era disposto a provarci con il Governatore. Sappiamo tutti com’è finita. E dubito che nel prossimo futuro le cose saranno diverse, specie con quel Wolf portato in una comunità in cui gli agnelli continuano ad essere la maggioranza.

La tensione arriva ovviamente a fine episodio: quando Morgan esce dall’abitazione si sente qualcuno urlare “Open the gates!”; la voce sembrerebbe quella di Rick, il che confermerebbe che è sopravvissuto, ma fa al contempo sorgere altri interrogativi su quanto è accaduto dopo che è rimasto in panne. Il promo dell’episodio cinque mostra la gente rimasta ad Alexandria, nessuna traccia di Grimes, quindi il rischio è che le domande sorte dopo “Thank you” si protrarranno per un’altra settimana. Destino di Glenn compreso. A tal proposito però un dettaglio non può passare inosservato: nella sigla iniziale accanto all’orologio di Hershel non è apparso come al solito il nome di Steven Yeun; perché lasciare l’immagine senza il nome di alcun attore? Non si poteva eventualmente anticipare la comparsa di quello di Lauren Cohan? Le congetture si sprecano.

[Questo post lo trovate anche dalla nostra affiliata Andrew Lincoln Italy, che ringrazio per la collaborazione]

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