The Walking Dead – 6×05 Now – Recensione by R.

TheWalkingDead_6x05_Deanna

“Now” potrebbe riassumersi con la battuta “It’s the end of the world” e relative repliche, dal più banale “It’s not” a “This is what life looks like now”, a baci a lungo attesi. Salvo qualche momento, nella mia mente continuava a risuonare il ritornello della canzone dei R.E.M. “It’s the end of the world as we know it” e non lo dico in senso positivo. Dopo un inizio promettente infatti, l’episodio si assesta sulla presa di coscienza degli abitanti di Alexandria sulla realtà attuale e le conseguenti reazioni di panico e resa.

I cliffhanger ad alta tensione delle ultime settimane vengono risolti in fretta, catapultando Rick di fronte ai cancelli della comunità: lo avevamo lasciato su un camper in panne circondato dagli walkers e a quanto pare la soluzione è stata correre come un disperato verso casa; considerando che era reduce da un’altra corsa, è un peccato che nel mondo di The Walking Dead non ci siano gare di atletica. Dietro di lui un’orda di walkers che accerchia le mura di Alexandria, rendendo impossibile l’uscita e l’entrata; attendere il ritorno di Daryl, Sasha e Abraham perché conducano anche questi zombie da un’altra parte è l’unica soluzione. Rick, io ho tanta fiducia in te, ma non la vedo tanto semplice. Il resto è lo sconforto più assoluto della gente di Alexandria. Posso comprendere che la combo attacco degli Wolves e walkers alle mura sia emotivamente impegnativa, ma questi sono veramente duri di comprendonio! Rick&Co. gli hanno spiegato in ogni modo le circostanze di vita attuali, ma evidentemente ogni parola e ogni morto gli sono passati di fronte come immagini di un brutto film. Non si spiega altrimenti che parlino solo adesso di apocalisse: cosa facevano quando è esplosa l’epidemia? Erano chiusi in un bunker? Non si sono accorti che non potevano più vedere le serie tv? Razzie, pianti, terrore, disperazione, tutto ciò che avrebbero dovuto sperimentare molto tempo fa, arriva adesso. Deanna è paralizzata dalla realtà che comincia seriamente a vedere; il figlio Spencer, dopo un discorso da leader, si butta sull’alcol e incolpa la madre per la loro improvvisa caduta dal pero e soprattutto per la morte di padre e fratello. Ora, Deanna sarà anche carismatica, una politica nata, ma dare a lei la colpa delle fette di salame sugli occhi che tutti ad Alexandria avevano sino a dieci minuti prima è esagerato e ingiusto. Perlomeno la donna comprende che è tempo di abdicare al ruolo di leader in favore dell’uomo che ha sempre avuto ragione, Rick. Non ha ancora capito come uccidere uno walker però: alla testa, Deanna! Alla testa! Puoi colpirlo anche cento volte al petto, otterrai unicamente una quantità assurda di macchie di sangue impossibile da lavar via.

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A differenza di Spencer, Jessie alza la testa per davvero: di fronte agli altri uccide una walker e ammette che lei per prima non ha voluto vedere la realtà. E con la battuta “If we don’t fight, we die” conferma di essere la perfetta pretendente al cuore dello Sceriffo Grimes: finalmente arriva il bacio atteso dal loro primo incontro. Peccato per suo figlio Ron. Dopo l’ennesima ridicola baruffa con Carl – perché continuano a sprecare minuti su questo triangolo adolescenziale? – il ragazzino va a fare la spia da Rick sulla fuga di Enid all’esterno e l’intenzione di Carl di cercarla; chiede inoltre all’uomo di insegnargli a sparare. Dubito che la rabbia nei confronti di Grimes gli sia già passata, anzi, casomai la rivalità con Carl l’ha esacerbata; quindi fossi in Rick non mi fiderei a dargli in mano una pistola, difendere madre e fratello mi suona più come la prima scusa che poteva inventarsi.

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Fra coloro che avrebbero dovuto accorgersi tempo fa dell’apocalisse zombie rientra sicuramente Denise, possibile che abbia superato come nulla fosse il venir meno dell’appuntamento settimanale con Grey’s Anatomy? Il sogno infranto di diventare un chirurgo era un chiaro indizio verso la devozione per Meredith Grey, il fatto che adesso cerchi la soluzione per il suo paziente nel manuale Gray’s Anatomy – a cui il nome della serie si ispira – ne è la conferma. Ovviamente riesce così a salvare Scott. Poi bacia Tara; non so se stia per sbocciare l’amore o sia solo un modo per ringraziarla dell’incoraggiamento, ma – oltre a non capire come faccia a sopportare Tara – dovrebbe prima ringraziare Shonda Rhimes.

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L’episodio si salva grazie a Maggie, intenzionata a ritrovare Glenn. “If he’s alive, he needs my help (…) And if he’s dead, I don’t want to be waiting on him”, un ragionamento assolutamente condivisibile, la cosa peggiore è non sapere cosa gli sia successo; pensa, Maggie, che vivo questo tormento da tre anni per Jon Snow! Aaron l’accompagna attraverso un passaggio tra le fogne, dove comprendiamo il fragile stato mentale della ragazza quando davanti ad uno walker più in decomposizione della norma, crede di fermarlo afferrandolo, un pezzetto dopo l’altro però. Il percorso non li porta sufficientemente lontani dalla mura, abortendo subito la ricerca del marito. Come noi, Maggie è costretta a restare all’oscuro di cosa sia successo a Glenn, deve vivere con quel dubbio – al pari di Aaron con il senso di colpa di aver attirato gli Wolves ad Alexandria. E proprio ora che è incinta: questo era il motivo segreto per cui Glenn non aveva voluto che andasse con lui. Indipendentemente dal pensiero che ogni spettatore ha su Maggie, bisogna riconoscere che è la più sfortunata dello show; dopo papà e sorella pure il marito! Lei stessa ricorda il momento in cui tutti noi abbiamo intuito che la tragedia per la coppia sarebbe arrivata “I burned his last picture of him because I said I wasn’t gonna need it anymore. Because I was never gonna be away from him again”, si erano appena ricongiunti prima dell’arrivo a Terminus. I dubbi sull’effettiva morte di Glenn rimangono. Nella sigla lo spazio vicino all’orologio di Hershel è ancora vuoto; nello show il nome di Glenn viene cancellato dal muro (anche quello di Nicholas tuttavia, la cui morte è incontestabile) e si continua a fare riferimento al mancato segnale di aiuto del ragazzo. “I just want to see his face” dice Maggie, verrà accontentata in un modo o nell’altro?

La Greene a parte, un altro episodio tranquillo dopo quello di Morgan e siamo già a meno tre puntate dal Mid-Season Finale. La prossima settimana però dovrebbe ripagare la nostra pazienza, vedremo infatti cosa sta accadendo a Sasha, Abraham e Daryl. Eh già, Daryl! Perché siamo seri, tra poco The Walking Dead è di nuovo in pausa e Daryl Dixon lo abbiamo visto con il contagocce, non è accettabile!

[Questo post lo trovate anche dalla nostra affiliata Andrew Lincoln Italy, che ringrazio per la collaborazione]

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