The Walking Dead – 6×07 Heads Up – Recensione by R.

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A distanza di un mese, il grande quesito di questa prima parte della sesta stagione di The Walking Dead ha trovato risposta, insieme ad un altro di cui, diciamoci la verità, ci eravamo completamente dimenticati.

Glenn è vivo. Giubilo tra i fans per la sopravvivenza del veterano, meno per quanto mi riguarda per il modo in cui si è giunti a questo risultato. Come molti di noi avevano pronosticato, le viscere che gli walkers degustavano erano di Nicholas, mentre tra il sangue e i corpi di zombie opportunamente uccisi, Glenn ha trovato rifugio sotto il cassonetto, dove è rimasto per lungo tempo finché la mandria affamata non si è allontanata. L’escamotage più prevedibile, a ripensarci ho ancora l’espressione perplessa; avrei quasi preferito il protrarsi del dubbio sino ad un colpo di scena che potesse risultare tale. Detto ciò, sono ovviamente contenta che Glenn sia ancora dello show, ribadisco che se proprio bisogna far scoppiare la coppia meglio puntare su Maggie, eventualità al momento non fattibile vista la gravidanza in corso. Sarà per l’influsso di quest’ultima, la Greene sottolinea a Rick quanto Judith stia cominciando ad assomigliare a mamma Lori, a quanti si sono rizzati i capelli al pensiero? Un tantino perfino a Rick, temo. Io stessa, che sono fra i pochissimi ad aver apprezzato Lori, di fronte a quella battuta ho storto un po’ il naso. M’immagino però che il ricordo del parto della donna tormenti Maggie dal giorno in cui ha scoperto di essere incinta, quindi si starà sforzando di ripensare solo ai momenti positivi dell’amica.

TheWalkingDead_6x07_Enid

È Enid la prima a ritrovare Glenn. Pure su di lei aleggiava il mistero, ma direi che anche il confronto tra i suoi spasimanti ci abbia interessato maggiormente. Se poi gioca a fare la dura, quella che non ha bisogno di nessuno e punta la pistola a Glenn, potevamo benissimo restare all’oscuro sul suo destino. Ovviamente lui non la abbandona, così ci può tediare con il suo broncio e la sua storia di disagio. Breaking news, Enid, non sei la sola ad essere orfana causa walkers! Glenn è tenero nel cercare di aprire uno spiraglio nella corazza della ragazzina, “You honor the dead by going on. Even when you’re scared. You live because they don’t get to”; belle parole, buona esercitazione da futuro papà, ma di Enid non ci interessa. Con i ragazzini arrabbiati col mondo e i loro gesti stupidi abbiamo già dato a lungo con Carl e l’attuale triangolo adolescenziale che vede Enid al centro è un fardello più che sufficiente. Perlomeno i due corteggiatori iniziano a portarlo su un altro livello. L’idea che Ron imparasse a sparare prometteva malissimo. Carl che partecipa alle lezioni con quel tono saccente, si scava la fossa da solo. Il figlio di Jessie ruba dei proiettili e punta dritto verso Carl, pronto a tirare fuori l’arma. A dispetto delle premesse, per me è stato il momento più elettrizzante della puntata, la scena che ha riportato un po’ di vita ad Alexandria. Dopo un fastidio profondo verso il figlio dello Sceriffo per le prime due stagioni, con la terza ha cominciato a migliorare ai miei occhi, con qualche ricaduta qua e là, ma sopportabile, quindi sono seriamente preoccupata per lui. Carl ha un mirino sul petto praticamente da sempre in quanto figlio di Rick, è sopravvissuto allo sparo di Otis e al finale della quarta stagione, che per lui è stato un vero tour de force; se la caverà contro quello sbarbatello di Ron?

TheWalkingDead_6x07_Rick

Neppure Spencer in quel goffo tentativo di rendersi utile ha eguagliato la tensione Ron-Carl, cosa credeva di fare? La seccatura di Rick di fronte all’ennesimo quasi dramma ideato da un abitante della comunità è comprensibile. È vero, non avrebbe mai appoggiato il piano di Spencer così come non ha approvato il soccorso prestatogli da Tara, tuttavia il motivo è semplice: non sono affidabili. Tara non è al livello base come Spencer, ma siamo seri, chi metterebbe la sua vita nelle mani di Tara? Tra l’altro la gravidanza dell’attrice è abbastanza evidente (Alanna Masterson è diventata mamma all’inizio di novembre), quindi vederla in posizione pericolante per salvare Spencer era pure piuttosto allarmante.

Rick però deve iniziare a ragionare per la comunità di Alexandria nel suo complesso, senza più dividere tra “us” e “them”; glielo dicono sia Tara che Michonne, ma sono soprattutto le parole di Tobin e i progetti di Deanna ad avere effetto su di lui. Forse l’appunto di Andrew Lincoln sul fatto che il suo personaggio ripetesse troppo spesso i termini “we” e “they” non si ripeterà per la seconda parte di stagione. Se la storia con Jessie – di cui non ci sono accenni – potrebbe aiutare in tal senso, le azioni del figlio di quest’ultima potrebbero invece dirottare sulla strada opposta.

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Tempo di riflessioni anche per Morgan, che comincia a dubitare sulla scelta di non uccidere nessuno, specialmente dopo che i Wolves da lui risparmiati hanno quasi ammazzato Rick. Il suo paragonarsi a loro quando Grimes lo ha ritrovato nella terza stagione ci sta fino a un certo punto: per lo Sceriffo, Morgan era sempre l’uomo che lo aveva salvato appena si era trovato catapultato in questo nuovo mondo e che aveva da poco perso il figlio. Morgan è la prova che le persone possono cambiare, tuttavia non uccidere nessuno in virtù di ciò non solo non è così semplice, ma il più delle volte a The Walking Dead non è neppure possibile, come domanda Rick “Making it now, do you really think you can do that without getting blood on your hands?”. E Carol lo spiega in modo ancor più efficace al terrorizzato Sam “The only thing that keeps you from becoming a monster is killing”. Proprio Carol è ad un passo dallo scoprire il segreto di Morgan, la cui volontà di curare la ferita del Wolf dimostra quanto sia ancora arroccato sulla linea zen.

È già tempo di Mid-Season Finale e di fatto abbiamo assistito a pochissime ore delle vite dei nostri sopravvissuti, sei episodi solo per la giornata della lunga marcia degli walkers; va bene mostrare le prospettive di tutti, ma così è un po’ troppo, specialmente se si devono aspettare settimane per sapere cosa sta accadendo a singoli personaggi (ogni riferimento a Daryl Dixon è puramente intenzionale). Mentre non sappiamo a chi apparteneva la richiesta di aiuto arrivata al walkie talkie di Daryl, il tanto chiacchierato segnale di Glenn appare all’orizzonte sotto forma di palloncini verdi liberati nel cielo, un segno di speranza per gli abitanti di Alexandria e soprattutto per Maggie. Il sollievo dura un attimo però, l’edificio ai limiti delle mura, dopo aver scricchiolato per quaranta minuti, crolla. L’apertura del varco è inevitabile. Gli walkers stanno per invadere Alexandria, Carol affronta Morgan e Ron ha tutta l’intenzione di sparare a Carl; riuscirà Alexandria a sopravvivere?

[Questo post lo trovate anche dalla nostra affiliata Andrew Lincoln Italy, che ringrazio per la collaborazione]

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