The Walking Dead – 6×08 Start to Finish (Mid-Season Finale) – Recensione by R.

TheWalkingDead_6x08_Maggie

Il Mid-Season finale di The Walking Dead è già arrivato anche quest’anno e forse più che in passato quel “già” pesa parecchio. Le premesse per rendere questo episodio degno dei Mid-Season a cui ci avevano abituato c’erano tutte, dopo la visione però la sensazione generale rimane di una certa insoddisfazione, si sarebbe potuto fare qualcosa di più. Il cliffhanger lascia anche troppo in sospeso, con i titoli di coda che irrompono nel mezzo di un’azione ad alta tensione; mentre la scena post credits è probabilmente la più interessante e promettente della puntata.

L’inizio è rispettoso delle aspettative, con l’orda di walkers che irrompe tra le mura di Alexandria, scatenando il panico tra i suoi abitanti e noi spettatori. Qualunque sia il personaggio su cui si concentra la ripresa, ad ogni angolo verso cui si volta ci sono zombie pronti ad azzannarlo. La scena di Maggie è la più terrificante e nonostante non sia una sua fan, stima profonda per la forza con cui è riuscita a salire su quella torretta. Deanna va in soccorso di Rick, ma non ha ancora imparato a colpire gli walkers alla testa; la donna viene ferita poco prima che i vari gruppetti in cui si separano i sopravvissuti trovino rifugio nelle varie abitazioni. Ed è qui che l’episodio perde un po’ dell’azione e della tensione attese. L’ansia c’è, ma nel complesso manca qualcosa o almeno si potrebbe accelerare su discorsi che abbiamo tutti compreso tranne i diretti interessati. Restiamo in attesa, di nuovo. Prima aspettavamo con Rick&Co. che Daryl tornasse, ora che gli walkers si dileguino per poter raggiungere l’armeria. Soprattutto aspettiamo che succeda qualcosa.

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Il gruppo di Rosita, Tara e Eugene ovviamente non ci accontenta in tal senso. L’uomo ci dimostra di non essere un totale incapace aprendo una serratura con una graffetta, mentre Rosita rivolge il suo pensiero ad Abraham; sì sì, pensa al tuo Sergente, ti aspetta una bella sorpresa quando lo rivedrai! I tre assumono rilevanza quando accedono allo stesso spazio di Carol, Morgan, Denise e il Wolf. Carol riesce a scoprire il segreto di Morgan e vuole porgli la parola fine immediatamente; Morgan fa prima ricorso alla scusa del “Non è il momento”, poi affronta la donna per fermarla, anche con la forza. Team Carol senza esitazione! È incredibile che l’uomo sia disposto a ferire Carol pur di impedirle di uccidere un pazzo che continua a mettere bene in chiaro le sue intenzioni; ed è al contempo fastidioso come porti la donna sull’orlo delle lacrime, costringendola ad un atto – uccidere lo stesso Morgan – che non vuole commettere. Sappiamo che Carol ne sarebbe capace, l’abbiamo vista spingersi a gesti per cui perfino Rick avrebbe faticato, mentre che Morgan la metta fuori gioco per difendere il Wolf mi lascia interdetta; si merita in pieno il colpo che riceve un secondo dopo dal Wolf. Complimenti Morgan! Quante persone dovrà ancora mettere in pericolo prima di capire? Denise da brava psicologa cerca di comunicare con quel folle sfruttando i suoi medesimi “ragionamenti”, ma l’arrivo di Tara, Rosita e Eugene fa sì che l’uomo la usi come scudo per andarsene.

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A casa di Jessie si consumano due momenti clou: la resa dei conti adolescenziale e la condanna a morte di Deanna. Ron cerca seriamente di uccidere Carl e lo scontro tra i due causa la rottura di una portafinestra con conseguente ingresso degli walkers. Per fortuna Carl sta bene! So che sono fra i pochi ad apprezzarlo, ma devo dire che in questo episodio mi ha confermato l’opinione positiva che ho lentamente maturato su di lui, cavandosela con Ron sia a livello di scontro fisico che a parole; Carl zittisce in ogni senso il suo avversario, prima coprendolo con il padre – sebbene Rick capisca subito tutto – poi con una battuta che non ammette repliche: al precedente “Your dad’s a killer” di Ron, risponde infatti “My dad killed your dad, but you need to know something. Your dad was an asshole”. Forse il primogenito di Jessie rinsavisce, ma ormai il danno l’ha fatto, gli walkers entrano senza sosta e l’attesa non è più un’opzione. Rick ricorre all’escamotage elaborato da lui e Glenn nella prima stagione, ricoprirsi il corpo di viscere di walkers per mimetizzarsi tra loro e allontanarsi. La faccia nauseata di Gabriel di fronte allo sventramento è impagabile.

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Tutti dovranno affrontare quel disgusto, tranne Deanna. L’ex First Lady di Alexandria infatti al principio non è stata semplicemente ferita, ma morsa. È lei dunque il personaggio destinato all’addio in questo Mid-Season; direi che possiamo superare tranquillamente questa dipartita, personalmente non sono mai riuscita a sopportarla molto. Il suo sogno di costruire un futuro migliore insieme alla sua famiglia lo ha realizzato ed ora può essere portato avanti da Rick e Michonne. La ragazza in particolare manifesta l’intenzione di realizzare i progetti di Deanna, la quale le pone la domanda che terrorizza molti “What do you want?” – mi raccomando, Michonne, avvisa quando l’avrai capito. A Rick la donna passa simbolicamente lo scettro di Alexandria, spiegandogli perché è corsa in suo soccorso quando gli walkers sono entrati: “I didn’t run over to help you out there because I like you or because I think you’re a good man, a good father or that you can grow one hell of a beard. I ran over to help because you are one of us”; ciò che fino a due giorni prima sembrava impossibile, ora è un dato di fatto che anche Rick deve accettare: tutte le persone di Alexandria, da Glenn all’ultimo incapace (vedi Spencer) fanno parte del gruppo di Rick, non esistono più “Us” e “Them”. Il personaggio di Deanna ci saluta con due scene che ci fanno tremare per qualche secondo. Quando la vediamo chinata di spalle sul box della piccola Judith è inevitabile condividere il terrore di Rick, per fortuna non si è ancora trasformata e vuole solo vedere la bambina un’ultima volta. Deanna, dopo aver consegnato a Michonne due messaggi per Spencer e Maggie – in un’intervista a Entertainment Weekly la sua interprete ne espone il contenuto – vuole conservare sino all’ultimo la sua libertà di scelta: lei stessa si ucciderà quando sarà pronta; non prima però di uccidere qualche walkers in avvicinamento, immagine che testimonia che finalmente ha imparato a sparargli alla testa, non è mai troppo tardi.

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Rick, Carl – con Judith – Jessie, Ron, Michonne e Gabriel si avventurano fuori casa ricoperti di viscere e circondati da walkers a pochi centimetri di distanza. Terrore puro. A peggiorare la tensione del momento al pari di quel suono improvviso che in ogni film horror la vittima di un killer fa nel silenzio assoluto, è Sam, il divoratore di biscotti. “Mom? Mom! Mom!”, mamma cosa? Stai zitto! Zitto e lento, non è difficile da capire, già al primo “Mom” mi aspettavo che uno walker partisse all’attacco. È così che si conclude la prima parte di stagione, con quel “Mom” che non promette nulla di buono e l’unica donna che saprebbe come zittire quel bambino, incosciente in uno scantinato.

In otto episodi abbiamo coperto un arco temporale brevissimo, forse poco più di due giorni, con pochi protagonisti alla volta e una profonda indagine psicologica. Questa struttura spiega perché i passi fatti dai singoli personaggi appaiono troppo piccoli, se non addirittura ancora in corso di svolgimento: dobbiamo sprecare di nuovo minuti sulla chiusura in se stessa di Enid e fiato per urlare a Deanna di sparare alla testa degli walkers. La seconda stagione era stata molto criticata proprio per il lungo tempo speso alla fattoria di Hershel ad indagare le evoluzioni psicologhe dei vari personaggi; in realtà a me era piaciuta molto, al contrario di questa che mi lascia una certa insoddisfazione di fondo. Una prima parte di stagione lenta, con pochissimi personaggi alla volta, troppi e lunghi discorsi aspiranti a chissà che profondità e addirittura Daryl rilegato alla posizione che un anno fa era di Morgan.

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Daryl Dixon lo rivediamo infatti con Sasha e Abraham nella scena post credits, dopo che il mistero dell’ “Help!” al walkie talkie è stato svelato con Eugene. Il percorso del trio viene interrotto da una banda di motociclisti stile Sons of Anarchy di cui purtroppo non fa parte nessun Jax Teller. L’uomo a capo del gruppo afferma che ogni proprietà dei tre ora appartiene a Negan, ossia il personaggio a lungo atteso dai fans dei fumetti che sarà interpretato da Jeffrey Dean Morgan, come annunciato poche settimane fa. Questi due minuti da soli sono sufficienti per aumentare l’hype per il ritorno dello show AMC, facendo rimpiangere che a questa storyline non sia stato dedicato più spazio nei quaranta minuti precedenti. Da tempo si aspettava l’arrivo di quello che è considerato uno dei maggiori cattivi del fumetto, anche peggiore del Governatore, ma se non volete spoiler importanti non indagate oltre. Finalmente l’attesa per Negan sta per finire, The Walking Dead tornerà il 14 febbraio 2016.

[Questo post lo trovate anche dalla nostra affiliata Andrew Lincoln Italy, che ringrazio per la collaborazione]

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