The Walking Dead – 6×11 Knots Untie – Recensione by R.

TheWalkingDead_6x11_Jesus

Ad un anno di distanza ci ritroviamo in una situazione per certi aspetti simile a quella dell’arrivo ad Alexandria. Una nuova comunità e una nuova speranza per il futuro sono all’orizzonte, ma le premesse sono differenti. Rick&Co. ci arrivano infatti con una rinnovata fiducia che se da un lato fa venire meno quell’ostile diffidenza che ha reso difficile l’inizio ad Alexandria, dall’altro può costargli un prezzo molto elevato.

Jesus introduce Rick&Co. nella sua comunità di Hilltop, un angolo di passato ad un giorno di distanza da Alexandria. Circondata da mura di legno, con coltivazioni di ogni genere e bestiame, Hilltop richiama una colonia del Seicento; le roulotte e la Barrington House potrebbero fuorviare da quell’immagine, ma poi ecco comparire Xander Berkeley nel ruolo del leader e in un attimo sembra di essere nella Salem dei processi alle streghe al centro dell’omonima serie televisiva. Berkeley interpreta Gregory, il capo della comunità, che in pochi secondi capiamo essere un tipo pieno di sé e “a real prick” come lo definisce Jesus. Per quanto non sia una fan di Maggie, è veramente difficile non tifare per lei in entrambe le chiacchierate che ha con l’uomo, sperando che da un momento all’altro lo metta al tappeto non solo a parole. Non c’è da stupirsi dunque che uno dei suoi stessi uomini non ci pensi due volte a sacrificarlo per salvare il fratello prigioniero di Negan. Gregory e il personaggio di Berkeley in Salem (il Magistrato Hale) si assomigliano: entrambi ricoprono una posizione di potere e mentre di fronte a persone in difficoltà come Rick&Co. (che stanno esaurendo le scorte di cibo) fanno la voce grossa, dinanzi al demonio chinano la testa. Se in Salem la combutta di Hale con la strega Mary trova giustificazione nella sua stessa natura, in The Walking Dead Gregory si lascia sottomettere da Negan per paura; quest’ultimo infatti non attacca la sua comunità, se gli danno la metà di tutto ciò che hanno e producono. A completare la descrizione di Negan – a capo del gruppo dei Saviors – come il demonio, il racconto che lo vede picchiare a morte un sedicenne di Hilltop di fronte a tutti per assicurarsi che abbiano inteso il messaggio – perfetta la sintesi di Daryl “These dicks just got a good story. The boogeyman, he ain’t shit”.

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Poco prima di essere accoltellato, Gregory rifiuta l’accordo con Maggie sostenendo che Alexandria è priva di qualsiasi cosa Hilltop possa volere: Alexandria necessita di cibo e medicine, mentre Hilltop non avrebbe bisogno di armi e munizioni. Ci vorrebbe una gif di Trash Italiano per rispondere adeguatamente a questa tattica di Gregory. Negan vuole la testa di Gregory per liberare un certo Craig. Accontentiamolo. Il fratello di Craig, Ethan, lo colpisce allo stomaco, ma Rick&Co. salvano la situazione uccidendo Ethan e mettendo subito in chiaro di che pasta sono fatti. Grimes è ricoperto del sangue di un membro di Hilltop, come un anno fa lo era di quello del marito di Jessie. La gente di Hilltop però sembra un filo più obiettiva e lungimirante, anche grazie all’eloquenza di Jesus; e quell’immagine che agli abitanti di Alexandria appariva come una minaccia, per quelli di Hilltop si tramuta nella speranza di liberarsi definitivamente di Negan e del suo gruppo di Saviors. All’improvviso Maggie ha una “leverage” per contrattare con Gregory e la sfrutta al massimo, anche rischiando di osare troppo: metà di tutto quello che ha Hilltop e Alexandria la libererà dai Saviors definitivamente. Devo dire che qui Maggie mi ha piacevolmente sorpresa, non credevo nelle sue doti in pubbliche relazioni, sinceramente non capivo da dove venisse tutta quella fiducia di Deanna (e ora di Rick) in lei. Dopotutto cos’ha fatto di tanto rilevante da quando si è ricongiunta con Glenn nella quarta stagione? Ora però sembrerebbe sulla buona strada, quindi vedrò di mettere da parte i miei pregiudizi nei suoi confronti.

Su una cosa però Maggie sbaglia e non è sola nel suo errore. Come ho accennato all’inizio, la rinnovata fede nel futuro di Rick&Co. li porta ad una minore diffidenza verso gli altri – lo hanno dimostrato con Jesus e ora con la sua comunità – nonché ad una totale fiducia nei propri mezzi: per quanto si rendano conto che con Negan “It’s gonna be a fight”, sono sicuri di vincere. Maggie dichiara che hanno già avuto a che fare con uomini come lui e che ora sono morti. La mente corre subito al Governatore, ma da quel che si dice, in confronto a Negan, il Governatore era un agnellino. Rick&Co. non si rendono ancora conto dell’elemento con cui dovranno confrontarsi e sottovalutarlo potrebbe davvero costargli troppo caro.

TheWalkingDead_6x11_Abraham

Se l’incontro con l’ostetrico e la prima ecografia a Maggie contribuiscono al clima di speranza, Abraham protagonista di un triangolo amoroso dà un tocco leggero alla puntata con le sue battute a doppio senso. Sasha o Rosita? È un bel dilemma, Rosita è la compagna perfetta, Abraham ne è pienamente consapevole, ma l’intesa con Sasha è forte. E lo scontro a Hilltop sembra fargli prendere una decisione: quando è a terra e rischia di essere strangolato, il suo pensiero va a Sasha, mentre dimentica il ciondolo regalatogli da Rosita. Rosita, mi dispiace, ma la vedo male.

Un episodio iniziato lentamente che non prometteva nulla di che, ma che si è risollevato non appena è stato fatto il nome di Negan e Rick&Co. sono tornati ad essere i combattenti che conosciamo. Con Negan in avvicinamento, il momento di pausa e serenità è già in conclusione (per fortuna). Ciò significa che i Richonne non avranno granché modo di capire la loro situazione, ma di fatto a Carl e a noi è piuttosto chiara: tranquillo, Rick, abbiamo capito e ci va bene così, “It’s cool”.

Voto all’episodio: ♥♥♥ TV di qualità

[Questo post lo trovate anche dalla nostra affiliata Andrew Lincoln Italy, che ringrazio per la collaborazione]

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