The Walking Dead – 6×12 Not Tomorrow Yet – Recensione by R.

TheWalkingDead_6x12_Carol

Tutto preannunciava un episodio tranquillo, incentrato sulla psicologia dei personaggi, magari con qualche innocuo zombie qua e là, insomma una pausa prima del tour de force che avrebbe condotto Rick&Co. faccia a faccia con l’annunciatissimo villain Negan. Ed in effetti questa è la sensazione che permane per buoni 25 minuti: tante parole, tante discussioni e tanta preparazione. Ma proprio quando sembra certo che lo scontro con i Saviors sia rimandato, la battaglia ha inizio. Purtroppo per i nostri sopravvissuti è solo la prima.

Convincere la gente di Alexandria a combattere contro i Saviors è più facile del previsto. La prospettiva di “guadagnarsi da vivere” in combinazione con la protezione preventiva da un nemico pericoloso non lascia spazio ad obiezioni, specialmente dopo le parole di Aaron, memore dell’esperienza con i Wolves. Ovviamente ci deve essere il solito bastian contrario Morgan, che se ne esce con l’ideona di parlare con i Saviors. Per fortuna nessuno gli presta attenzione e lui è destinato a rimanere ad Alexandria mentre gli altri andranno a combattere. Rosita – che ben si ricorda quanto accaduto col Wolf – successivamente esprime perfettamente il mio pensiero sull’uomo “he should take the win that we didn’t kick his ass out for hiding that psycopath”. Eppure le convinzioni di Morgan cominciano ad attecchire in chi meno avremmo scommesso.

Dopo due episodi in cui non è pervenuta, ritroviamo finalmente Carol – e questo è già un buon motivo per ben sperare nella puntata. La donna ha ripreso appieno il ruolo di Bree Van de Kamp di Alexandria, divisa fra il cucinare biscotti per tutti e il lanciarsi senza remore in azioni che Tobin definisce “the scary stuff”, diventando così una sorta di mamma per la comunità. Tobin però non la vede come una mamma e per la prima volta si affaccia la possibilità di una storia per Carol – ebbene sì, anche al di là di Daryl. I sermoni di Morgan hanno però fatto breccia nella donna, lo si percepisce da come parla con lui e poi con Rosita, ma soprattutto dal fatto che ora annota il numero delle persone uccise (è a quota 18); il suo peso lo ha molto probabilmente avuto anche la morte di Sam, sulla cui tomba Carol porta un biscotto. Strada in parte opposta per Gabriel che, pur mantenendo la tonaca perché dopotutto è parte di sé, è pronto ad imbracciare un’arma da fuoco e a sparare. Finalmente!

TheWalkingDead_6x12_Rosita

Merita un discorso a parte Rosita, mollata all’improvviso da Abraham. Da come si erano salutati poche ore prima era ovvio che la poveretta non potesse immaginare nulla; il Sergente dal canto suo fa le valigie intenzionato ad andarsene senza darle nemmeno una spiegazione e quando lei giustamente lo costringe, ecco la risposta dall’uomo: “When I first met you, I thought you were the last woman on earth. You’re not”. Sono sempre stata più pro Abraham che Rosita, perfino più pro Sasha, ma ora non m’importa se l’uomo ha agito così per farsi odiare e renderle le cose più facili (unica spiegazione che trovo per non distruggere definitivamente la mia immagine di Abraham): Abraham, col cuore, sei uno stronzo!

TheWalkingDead_6x12_Heath

“We don’t want to kill. We don’t like it. It happens”, un’altra battuta di Rosita che zittisce il pensiero di Morgan, ma allo stesso tempo spiega la difficoltà a cui vanno incontro i nostri protagonisti in questo episodio. Rick&Co. si preparano ad uccidere altri esseri umani, una situazione che comprendono essere completamente diversa dall’eliminare degli walkers. A ciò si aggiunge che i Saviors non li stanno attaccando, sicuramente lo farebbero alla prima occasione utile, ma adesso il piano è di ucciderli nel sonno, quando sono vulnerabili. Rick&Co. s’insinuano quindi nell’edificio dei Saviors e li fanno fuori uno dopo l’altro mentre dormono. Ma tutti, senior e junior indistintamente, non procedono a cuor leggero. Perfino Rick ha il suo momento di tormento. Glenn non riesce a guardare quando dà il colpo ed è costretto ad agire al posto di Heath perché questi non ce la fa ad andare fino in fondo. Le foto di teste maciullate appese alle pareti rendono però presto evidente che forse tutte quelle remore morali possono essere messe da parte. E quando uno dei Saviors si sveglia e la battaglia ha davvero inizio, i proiettili che volano da ogni parte rendono ogni colpo molto più semplice. Specialmente se una porta ti impedisce di vedere la carneficina che stai compiendo. È un gran caos, non capivo più niente, non sapevo chi sparava a chi. L’importante però è che alla fine Rick&Co. siano ancora tutti in piedi, l’edificio dei Saviors è conquistato e Heath e Tara possono partire per una nuova spedizione (immagino serva per giustificare l’assenza dell’attrice che ai tempi delle riprese doveva essere prossima al parto; Alanna Masterson è infatti diventata mamma di una bambina lo scorso novembre).

TheWalkingDead_6x12

Peccato che sia stato tutto troppo semplice, la fregatura è evidente. E infatti basta una frase ingenua di Michonne per aprire al baratro “Just want to know which one of them was Negan”. Compare un uomo sulla motocicletta di Daryl e il suo sciocco tentativo di fuga si trasforma in una trappola per i nostri protagonisti: una voce femminile intima loro di abbassare le armi, sicura che lo faranno perché hanno catturato Carol e Maggie. Negan è stato presentato come un uomo spietato, ha ammazzato un ragazzino a botte e i suoi uomini stavano per uccidere Abraham, Daryl e Sasha; la moto di Daryl conferma che si tratta dello stesso gruppo armato incontrato da Dixon nel sesto episodio di questa stagione. Credevano davvero di risolvere il problema in un paio d’ore? La gente di Hilltop non era abbastanza informata sulla struttura del regno di Negan e il risultato è che hanno solo svegliato la bestia finendo dritti dritti nelle sue fauci. Rick&Co. sono in trappola come a Terminus nel finale della quarta stagione, ma i Saviors sembrano molto meglio attrezzati di quei cannibali.

Mi ero ripromessa di abbandonare i pregiudizi su Maggie, lei però rende il mio impegno complicato. È tutta colpa sua. Prima perché è incinta non partecipa alla marcia zombie, adesso però si unisce alla missione contro i Saviors. Carol cerca di tenerla lontano dal pericolo (cosa che già di per sé rende la situazione più rischiosa per gli altri) e lei s’impunta. Risultato: i Saviors hanno un’arma contro Rick&Co. Complimenti Maggie! Non potevi restartene a far compagnia a Morgan o a fare le prove di mamma con Judith e Enid?! La scusa che ha siglato lei l’accordo con Gregory regge poco: ok la responsabilità della situazione, ma partecipare per fare presenza crea solo danni! La furbizia di Maggie ha almeno il merito di catapultarci nel mondo dei Saviors, che sta prendendo forma più in fretta di quanto immaginassi – per fortuna. Ormai non ci sono più incontri fugaci e casuali, i Saviors li hanno trovati e non li lasceranno andare facilmente. E comunque non potranno allontanarsi prima di aver incontrato Negan.

Voto all’episodio: ♥♥♥♥ OMG!

[Questo post lo trovate anche dalla nostra affiliata Andrew Lincoln Italy, che ringrazio per la collaborazione]

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