The Walking Dead – 6×15 East – Recensione by R.

TheWalkingDead_6x15_Daryl

Si prospetta una settimana difficile per noi fans di The Walking Dead. Non solo assisteremo al Season Finale con il tanto agognato e preannunciato arrivo di Negan, ma la nostra stabilità emotiva è messa a dura prova come mai nelle stagioni precedenti perché un finale di puntata così non ce lo saremmo mai aspettato. La sottoscritta ha mandato indietro i minuti finali perché credeva di essersi persa un fotogramma fondamentale che avrebbe cambiato tutto; e invece no, non avevo visto male.

Quando a metà stagione avevano previsto l’arrivo di Negan per il Season Finale, temevo che ci saremmo trovati di fronte ad episodi noiosi, che si sarebbero rigirati attorno a discorsi triti e ritriti. Così non è stato. Sebbene siamo ormai giunti al limite per cui i continui scontri lampo con i vari gruppetti di Saviors possano considerarsi accettabili e interessanti, proprio queste ripetute vittorie hanno contribuito a rafforzare la fiducia in se stessi di Rick&Co., ossia la loro attuale maggiore debolezza. È vero che Maggie è ossessionata dall’idea di un attacco, i controlli sono a livello di massima allerta e la regola è di stare uniti dietro le mura di Alexandria. Ma è altrettanto vero che molti credono che avventurarsi al di fuori da soli sia, se non una buona idea, almeno un tentativo per cui possa valerne la pena. E il mantra che aleggia sembra essere “It’s gonna be fine”: possono anche attaccarci, ma noi qui tra le nostre mura e uniti ce la caveremo, perché ormai abbiamo imparato; questo in parole povere ciò che Rick dice a Michonne nella prima scena che conferma come la relazione tra i due stia procedendo. Glenn lo ribadisce quando tenta di convincere Daryl a tornare indietro, a casa, perché “It’s gonna go wrong out there”.

TheWalkingDead_6x15_Carol

Piccoli gruppetti si avventurano al di là delle mura: Rick e Morgan alla ricerca di Carol, Glenn, Rosita e Michonne di Daryl. A Carol basta poca strada per imbattersi nella prima manciata di Saviors, cinque uomini armati che di fronte ad una donna sola ed apparentemente indifesa fanno i prepotenti, convinti di aver trovato il modo più semplice per entrare ad Alexandria. La reazione esitante e piangente di Carol forse non è totalmente una farsa vista la recente crisi di coscienza, ma almeno lei è preparata qualora la violenza si riveli l’unica chance possibile; i proiettili che partono dall’interno della sua manica fanno una strage che riceve poi il plauso di Rick e la solita espressione triste-perplessa di Morgan. Dove e come stia ora Carol non è dato sapere, per un istante ho temuto davvero che fosse lo walker incontrato da Rick e Morgan. I due uomini invece devono vedersela più che altro fra loro, forse per la prima volta seriamente da quando si sono ritrovati. Apparentemente lo scontro verbale viene vinto da Morgan; apparentemente, perché se guardiamo i dettagli potrei ribaltare ogni sua asserzione. L’uomo ricorda a Rick il diverso atteggiamento avuto con Carol ai tempi della prigione, ma soprattutto gli racconta quanto accaduto col Wolf dall’inizio alla fine. Con la conclusione “It’s all a circle. Everything gets a return” in riferimento al fatto che se il Wolf non si fosse redento salvando Denise, quest’ultima non sarebbe stata lì per salvare Carl, Morgan evita che Rick gli stacchi la testa; tuttavia è fortunato che lo Sceriffo accetti la sua versione senza ribattere, perché se vogliamo giocare coi “se”, i “ma” e i “forse” che piacciono tanto a Morgan, allora dovremmo anche dire che se lui non avesse nascosto il Wolf ad Alexandria, quest’ultimo non avrebbe mai rapito Denise e quindi lei sarebbe stata comunque lì per salvare Carl. I due uomini comunque appianano così le loro divergenze, ma subito si separano: Rick torna ad Alexandria e Morgan continua a cercare Carol; si ritroveranno presto o ci vorranno altre tre stagioni? – e non dimentichiamo il Savior che li ha seguiti.

TheWalkingDead_6x15_Maggie

Stessa domanda possiamo porcela rispetto a Glenn e Maggie, con il primo partito per riportare a casa Daryl e rapito dai Saviors. Maggie con l’aiuto di Enid passa ad un nuovo taglio di capelli su cui non mi pronuncio; per le donne è sintomo di cambiamento, per Maggie in particolare significa andare avanti comunque vada “I have to keep going. And I don’t want anything getting in my way”. Subito dopo la donna accusa un forte dolore al basso ventre; un aborto spontaneo è l’ipotesi più probabile, che il significato del nuovo caschetto stia già facendo effetto? O Maggie dovrà affrontare ben altro?

Gli spoiler dai fumetti non promettono nulla di buono, ma non è detto che troveranno piena realizzazione nella serie, potendo ad esempio cambiare il protagonista coinvolto come è già capitato. Si vocifera l’addio ad un personaggio importante per l’imminente Season Finale e più volte gli attori hanno parlato di un finale brutale, difficile anche da girare. Tuttavia su una cosa siamo generalmente stati tutti abbastanza tranquilli: Daryl Dixon non può morire. “If Daryl dies, we riot” è una battuta che circola da tempo e c’è da scommettere che difficilmente potremmo digerire l’addio al personaggio di Norman Reedus. Peccato che a quanto pare gli sceneggiatori vogliano giocare con i nostri sentimenti, come se quella recente trovata su Glenn non fosse stata sufficiente.

TheWalkingDead_6x15_Dwight

Daryl vuole vendicare la morte di Denise, si sente responsabile perché lui ha aiutato Dwight e questo non lo ha solo derubato di moto e balestra, ma gli ha “restituito” quest’ultima nel peggior modo possibile. Dixon sa di aver commesso un errore nel sesto episodio dando fiducia a quegli sconosciuti, lo sapeva ancor prima della morte di Denise. Ora gli resta solo la vendetta. Non può evitarla, sa che Glenn ha ragione quando gli chiede di tornare a casa, ma lui deve farlo, per Denise e pure per se stesso. Rosita va con lui, mentre Glenn e Michonne si avviano verso Alexandria. Ennesima separazione in gruppi sempre più piccoli, ennesima fregatura: Glenn e Michonne vengono immediatamente rapiti da Dwight che li sfrutta come esca per Daryl e Rosita – e qui una riflessione sorge spontanea: ok fare fessi gli altri, ma come diamine fanno a fregare Daryl che è risaputo essere il maestro nell’individuare le tracce di chiunque?! Dwight compare alle spalle di Daryl e gli spara mentre si sta voltando. Gli spara. Davvero. Il sangue macchia la telecamera, la scena va a nero e sentiamo una voce dire “You’ll be all right”. Avete pensato anche voi che i vostri occhi vi abbiano ingannato? E invece no, abbiamo visto bene, non ci sono dubbi come con Glenn. Norman Reedus conferma infatti ad Entertainment Weekly “That’s Daryl’s blood that you see. That’s exactly what happens, exactly what you see”. Sebbene l’attore non dia la certezza che l’ultima frase udita appartenga a Dwight, è a quest’ultimo che tendo ad attribuirla, sperando che sia un buon segno per la vita di Daryl. Non dovrebbe trattarsi di un colpo mortale dunque, ma anche l’idea che lo abbia sfigurato o mutilato mi getta in uno stato d’ansia che si protrarrà fino alla prossima settimana.

È in queste precarie condizioni emotive che ci approcciamo al Season Finale, 90 minuti (ribadisco saranno poco più di 60 tolta la pubblicità) che promettono di devastare ulteriormente il nostro stato d’animo. D’altronde nel promo Negan è già pronto con la sua mazza avvolta nel filo spinato.

Voto all’episodio: ♥♥♥♥ OMG!

[Questo post lo trovate anche dalla nostra affiliata Andrew Lincoln Italy, che ringrazio per la collaborazione]

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