The Walking Dead – 7×02 The Well – Recensione by R.

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Greg Nicotero lo aveva annunciato a EW, il secondo episodio di The Walking Dead sarebbe stato l’esatto opposto della premiere. Così è appunto stato, purtroppo o per fortuna a seconda di come lo valutate. Lo show AMC ci ha abituati a tale andamento: una puntata da far mancare il fiato ogni secondo, seguita da una dove il respiro lo prendi pure troppo; e non si è smentito nemmeno stavolta con un episodio di conoscenza che a tratti era difficile riconoscere quale parte di The Walking Dead.

Una settimana per noi per superare il massacro della premiere, due giorni per Carol per riprendersi dalla grave ferita patita dal Savior nel Season Finale e dal conseguente delirio allucinogeno che fa da incipit alla puntata. Con lei veniamo introdotti a The Kingdom, una comunità dal sapore medioevale governata da King Ezekiel, accompagnato dalla sua fedele tigre Shiva. Da un lato The Kingdom – tra scuola, lezioni di canto, colture varie e crostata di mele ad ogni pasto – ha un’organizzazione tale da mettere in imbarazzo ogni comunità incontrata in precedenza (perfino l’avanzata Alexandria); dall’altro il suo stile suscita non poche perplessità, derivanti sia dall’eccentrico leader sia dalla venerazione che lo circonda – dall’appellativo di Re, al trono, alle sue perle di saggezza dipinte sugli edifici. E così i primi trenta minuti abbondanti mi passano davanti suscitandomi la stessa reazione di Carol, un misto di divertimento, scetticismo e la sensazione che mi stiano prendendo in giro. Anche la confusione non manca con i maiali nutriti a zombie. Tuttavia così come quest’ultimo fatto riceve presto spiegazione, anche l’immagine di The Kingdom e l’episodio in sé trovano un senso ed una piacevolezza con il dialogo tra Ezekiel e Carol.

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Il Re capisce subito il gioco di ruolo di Carol ed in occasione del tentativo di fuga della donna, le si svela per quello che è: un ex custode di zoo, che ha salvato Shiva da morte certa ed è stato trasformato dal “suo popolo” in una leggenda vivente semplicemente perché è nella natura degli uomini cercare qualcuno che li guidi e li faccia sentire al sicuro. Insomma nulla di più e nulla di meno del concetto alla base delle altre comunità incontrate in sette stagioni. In aggiunta Ezekiel regala ai suoi una contraddizione, un clima da fiaba in un mondo distrutto e malvagio – cosa che male non può fare, almeno finché non sfocia nella totale inconsapevolezza che dominava Alexandria. L’ex custode vuole aiutare Carol e sebbene la donna si ostini nella sua solitudine forzata, rimane affascinata da Ezekiel e ne abbraccia le contraddizioni. Carol infatti “se ne va e non se ne va” da The Kingdom, decidendo di vivere da sola, ma a pochi passi da lì, dove Ezekiel e Shiva possono andare a trovarla. La domanda se c’è amore nell’aria pare d’obbligo.

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Per tutelare l’aria gioiosa di The Kingdom, Ezekiel nasconde al suo popolo l’accordo di subordinazione ai Saviors. Non è chiaro quale sia la sua posizione riguardo a questi ultimi. Se il nutrire a zombie i maiali a loro destinati fa pensare ad una ribellione silenziosa (e non si sa quanto efficace, probabilmente per nulla), l’allenamento dei suoi e lo spronare Morgan ad addestrare al bastone il giovane Ben, lascia intuire che l’uomo non escluda una futura via più agguerrita. Anche qui però le contraddizioni non mancano, infatti quando Morgan gli chiede se lo hanno accolto a The Kingdom perché è stato in grado di uccidere un Savior quando Carol era in pericolo, Ezekiel gli risponde “Quite the opposite”. Morgan è già abbastanza confuso di suo, non c’è bisogno di rincarare la dose. L’uomo ha difatti finalmente abbandonato il pacifismo nonostante tutto, comprendendo che non è tutto bianco o nero, ma a volte certe azioni sono necessarie. Magari poteva arrivarci prima di traviare Carol, dopotutto perfino i protagonisti di Fear The Walking Dead ce l’hanno fatta entro la fine della seconda stagione! Tuttavia considerando i guai che ha creato nella scorsa stagione, già che adesso ammetta di non sapere quale sia la sua strada, è un passo avanti. Non posso dire di essere una sua fan, però il cambiamento nel rapporto con Carol, l’atteggiamento più spiritoso e il nuovo rapporto con l’“allievo” Ben, danno segnali positivi per il Morgan di questa stagione, perlomeno forse non dovrò alzare gli occhi al cielo ad ogni sua comparsa.

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Ovviamente nessuna traccia di Rick&Co., cosa che mi avrebbe irritata meno se il primo promo diffuso la settimana scorsa non li avesse mostrati; purtroppo non avevo notato che quest’ultimo parlava di “scene della settima stagione” e non “del prossimo episodio” – quando mai il promo post premiere è ancora un trailer della stagione?! Continuo a non apprezzare la scelta di spezzare in questo modo le storylines, va bene far tirare il respiro dopo una puntata esplosiva, ma si possono trovare altri modi che non siano incentrare quaranta minuti su uno scenario dove non è accaduto quasi nulla. Abbiamo conosciuto una nuova comunità e tanti nuovi personaggi – tra cui meritano una menzione speciale Shiva e il maggiordomo Jerry, a cui voglio già bene – e comprendo che per introdurre tutto ciò servisse un po’ di tempo. Magari però non una puntata intera, perché il vizietto di The Walking Dead di fare episodi monotema va bene in alcuni casi, ma sfruttato indistintamente nuoce ai tempi della narrazione e alla percezione (specialmente emotiva) della stessa, con il rischio di cincischiare sempre in agguato. Direi che ne abbiamo avuto abbastanza l’anno scorso.

Alla fine comunque ci sono stati elementi positivi; oltre ai sopra citati Jerry e Shiva, Morgan sta migliorando, Ezekiel è un personaggio interessante e soprattutto il dialogo con Carol mi ha salvato la puntata, che avrei altrimenti giudicato molto più negativamente. Visto il promo della prossima settimana, dubito che sarò tanto rilassata come in questa: a quanto pare infatti assisteremo all’arrivo di Daryl nel luogo dove abita Negan e quest’ultimo e Dwight non gli renderanno la vita semplice.

Voto all’episodio: ♥♥½ qui c’è ancora il lutto per la moria di metalupi, vediamo di non fare scherzi con la tigre!

[Questo post lo trovate anche dalla nostra affiliata Andrew Lincoln Italy, che ringrazio per la collaborazione]

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