The Walking Dead – 7×09 Rock in the Road (Mid-Season Premiere) – Recensione by R.

Premetto che verso questo episodio sono partita molto prevenuta; la delusione per la prima parte di questa settima stagione ha fatto sì che il ritorno dello show AMC mi fosse piuttosto indifferente, cosa di cui mi dispiace non poco, ma non posso negare che per me The Walking Dead sia calato molto nelle ultime due stagioni. Questa Mid-Season Première è una puntata nella media, che dopo una mezzora calma e a tratti ripetitiva, si scatena negli ultimi quindici minuti.

Riprendiamo là dove ci eravamo lasciati, con Rick&Co. che hanno alzato la testa e sono pronti a raccogliere reclute e armi per sconfiggere il regime di Negan. Nessuna particolare sorpresa, sia Gregory che King Ezekiel si rifiutano di unirsi alla lotta in favore dell’attualmente “pacifico” status quo. Poco importa che i rispettivi popoli vogliano combattere, né l’uno né l’altro hanno intenzione di rischiare quello che sono riusciti a raggiungere con più o meno fatica e soprusi. Se su Gregory la vera domanda da porsi è “Cosa glielo hanno chiesto a fare?”, su Ezekiel c’era qualche dubbio. Tuttavia il poco che abbiamo visto del King, faceva propendere per un responso negativo, così come invece era prevedibile la concessione dell’asilo a Daryl. Perlomeno in questi trenta minuti di chiacchiere abbiamo avuto modo di rivedere Jerry e Shiva, dei quali, nonostante l’affetto immediato suscitato, ci si poteva tranquillamente dimenticare data la loro assenza dal resto della stagione; come biasimare Jesus se si era scordato di avvisare Rick&Co. della tigre?!

È sorprendente che a Hilltop la capacità comunicativa di Enid abbia raggiunto l’obiettivo al di là del no di Gregory, mentre le parole di Benjamin a The Kingdom – “If you’re asked to be the hero, be the hero” – nulla abbiano potuto sulla decisione di Ezekiel. E lo stesso può dirsi con riferimento al discorso di Rick, perché se ad Hilltop l’atteggiamento ostile suo e di Maggie era chiaro che non avrebbe avuto successo su quel codardo di Gregory, quello dello Sceriffo a The Kingdom è sicuramente degno di plauso. Rick si cala nell’ambientazione allestita da King Ezekiel, si adatta al suo linguaggio, racconta anche lui una storia che s’incastri perfettamente nel mondo da favola creato da Ezekiel. C’erano tutte le premesse perché Grimes raggiungesse il suo scopo nonostante la fermezza del King. Il fatto che gli abitanti di The Kingdom non sappiano dell’esistenza dei Saviors ha di certo remato contro, così come la perdurante esitazione di Morgan a non ricorrere alla forza se non in caso di concreto e immediato pericolo; tuttavia sia Benjamin che Richard hanno già manifestato e adeguatamente giustificato la loro intenzione di combattere, specialmente il secondo sottolineando che più pagano il loro “debito” con i Saviors, più li rafforzano e più diventerà impossibile sconfiggerli.

Daryl accetta controvoglia di restare a The Kingdom, cosa che lo salva da morte prossima quando Negan – sfortunatamente intervenuto solo via radio – manda i suoi uomini a cercarlo ad Alexandria. Ma prima di poter far ritorno a casa Rick&Co. s’imbattono in una trappola per walkers dei Saviors: un ammasso di auto a bloccare la strada e un filo d’acciaio addobbato di esplosivi. I nostri sopravvissuti colgono l’occasione per rubare questi ultimi e Rick e Michonne ci regalano una scena degna di un horror: alla guida di due auto fanno scorrere il filo tagliando in due mezza orda di zombie. Mi ha ricordato quella finale di uno dei tanti Wrong Turn, ma fatta molto meglio.

Ad Alexandria l’arrivo dei Saviors è il problema minore: Padre Gabriel è scomparso portando con sé armi e provviste e abbandonando la sua Bibbia. Passo indietro: ad inizio puntata Gabriel era di guardia, abbiamo assistito alla sua fuga e se avete prestato molta attenzione quando è salito in auto, avrete notato che si è realizzato l’incubo ricorrente quando si recupera la macchina in un parcheggio buio e desolato; una figura incappucciata è emersa dal sedile posteriore mentre Gabriel si allontanava, la stessa che lo aveva spiato nel Mid-Season Finale. Rick non vuole credere che il prete abbia ripreso la codardia del passato e nonostante la chiarezza delle immagini, non ci crediamo nemmeno noi. La scritta “Boat” su un quaderno ci dà ragione, sebbene non sia chiaro come Gabriel sapesse della spedizione di Rick ed Aaron. E là vicino a quella barca Rick&Co. vengono accerchiati da un gruppo di giovani armati e combattivi che dipingono il primo vero sorriso sulle labbra del nostro Sceriffo: finalmente qualcuno che potrebbe arruolare senza difficoltà. Gli interrogativi su questa nuova comunità li rinviamo alle prossime settimane, ad ora bisogna riconoscere quanto sia incredibile che durante il viaggio verso Alexandria non abbiano incontrato un’anima, mentre ora saltano fuori gruppi dietro ogni albero.

Se il compagno di Aaron conferma la poca coerenza di diversi personaggi – prima tutti a domandarsi perché Rick non si opponeva a Negan, ora invece “basta sopravvivere” – una menzione a parte la merita Rosita, che zittisce con due battute i tentativi di dialogo di Sasha “We both had sex with the same dead guy. Doesn’t make us friends”. Ho letto diverse critiche al suo comportamento, specialmente perché non sarebbe il momento opportuno per alimentare dissidi interni… ma meno male che c’è anche questo! Shane lo odiavo, ma il triangolo con Lori e Rick ha dato il suo bel contributo alle prime stagioni e vista la ripetitività delle ultime, qualche scaramuccia femminile male non fa.

“Rise Up” è il motto di questa seconda metà della settima stagione. Di certo i protagonisti la testa l’hanno alzata, ora tocca vedere se lo stesso si potrà dire per lo show. Il ritorno replica in parte quanto accaduto con il Mid-Season Finale che lo precede: buono, con qualche momento entusiasmante nel finale, ma ci hanno sicuramente abituati meglio.

Voto all’episodio: ♥♥♥ – sarò in minoranza, ma meglio Tomb Raider Rosita di Maggie e Tara

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