The Walking Dead – 7×12 Say Yes – Recensione by R.

Una puntata vecchio stile, che paga però il prezzo dell’eccessiva fiducia nell’esperienza passata, anche da parte degli stessi personaggi. Stagioni fa l’avrei probabilmente vissuta diversamente, avrei perfino apprezzato il diversivo usato per farci riflettere e i momenti da adolescenti di Rick e Michonne. Oggi, alla settima stagione e con una frustrazione serpeggiante per episodi filler che poco portano alla trama, l’episodio scorre lentamente e con alzate di sopracciglia ogni cinque minuti.

Rick e Michonne sono protagonisti di una spedizione on the road alla ricerca di armi e provviste e ringrazio il cielo che per i primi minuti il tutto ci venga mostrato in modalità veloce, perché visto l’andazzo recente, avrebbero potuto tranquillamente costruirci altri due episodi. La vera novità è che la coppia si diverte, sembrano due adolescenti che hanno appena scoperto l’amore e per i quali tutto è possibile, compreso fregare batterie ad una manciata di Saviors incrociati per caso lungo la strada. E vederli così è davvero strano. I fan dei Richonne avranno vissuto questo episodio come io vivevo quelli di Buffy e Angel e ci sta, ma resta tutto strano. Strano perché da quando il rapporto tra i due è nato, non li abbiamo mai visti così: Rick e Michonne sono spensierati e innamorati, capaci di trasformare con qualche candela un tugurio in un angolo di romanticismo. Non credo di aver mai visto Michonne ridere tanto di gusto e Rick desideroso di fuggire le sue responsabilità di padre e leader. Rick non pensa ai figli, non pensa ai Saviors che potrebbero arrivare ad Alexandria in qualunque momento a reclamare ciò che gli spetta, si rifiuta di pensare a quel che sarà poi. Grimes essenzialmente non vuole ancora tornare a casa; e non perché hanno trovato quello che cercavano, ma semplicemente perché è più facile e bello perdersi in quella spensieratezza, starsene nella propria bolla lontano dalla cruda realtà che lo aspetta. Non lo si può biasimare e quando di notte resta sveglio a tormentarsi, quando confessa a Michonne ciò che lo trattiene lì fuori, è impossibile non comprenderlo: lo Sceriffo sa che ci saranno delle perdite, che forse lui e Michonne si perderanno l’un l’altra, ma che in ogni caso ne varrà la pena per costruire un futuro per Carl, Judith e il figlio di Maggie e Glenn. Questo significato è chiaro sin da subito, lo era sin da quando hanno alzato la testa nel Mid-Season finale, in fondo lo sa anche Michonne nonostante il pianto: credere che tutti sopravviveranno all’incontro con i Saviors è irrealistico per noi spettatori, figuriamoci per i personaggi.

Quindi perché ricorrere a tutto ciò a cui assistiamo in questi quaranta minuti? Lasciando da parte le armi e le provviste recuperate, tutta quella spensieratezza suona a tratti eccessiva e sfocia in diverse occasioni nell’ingenuità. Rubare le batterie ai Saviors potrebbe già essere sufficiente per una simile valutazione: farsi beffa di loro prima del tempo, non mi pare la strategia migliore, hanno già messo in chiaro che ogni loro proprietà ha un prezzo. Però Rick e Michonne ci mettono il carico. Una fiera era stata oggetto di un’operazione militare finita male ed ora è solo un concentramento di zombie, ergo una fonte di armi da recuperare assolutamente. È il modo in cui lo fanno che fa storcere il naso, sono talmente fiduciosi della propria esperienza che ogni passo viene compiuto con leggerezza ed anche quando niente va per il verso giusto, insistono sulla linea del divertimento. Si mettono perfino a contare quanti zombie a testa fanno fuori manco fossero Legolas e Gimli in Il Signore degli Anelli – Le Due Torri! Ma pensate a sopravvivere piuttosto! Si fiondano in situazioni che tempo fa avrebbero evitato – finire circondati da decine di zombie – situazioni che tra l’altro superano come niente fosse e che un tempo erano letali, lasciando noi spettatori parecchio perplessi sul realismo e la coerenza di ciò che stiamo guardando. Ci vuole l’ennesimo dettaglio andato storto, con una caduta di Rick in mezzo agli walkers, perché la coppia torni alla realtà. Michonne muore di paura per qualche secondo temendo che gli zombie si stiano cibando del suo compagno, mentre si tratta di un cervo e Rick riemerge, scombussolato, ma vivo e vegeto. La bolla scoppia, finalmente.

Al gruppo della discarica le armi non bastano e quindi il sospiro di sollievo tirato da Tara per non dover mettere in gioco la parola data, dura il tempo di una pubblicità – tutta la mia solidarietà alla povera Judith che deve sopportare indifesa un monologo della donna. A fine puntata Tara fa la sua scelta e si appresta a rivelare a Rick l’esistenza del gruppo in cui si è imbattuta in quella purtroppo indimenticabile puntata.

Capitolo Rosita. La ragazza si sta davvero impegnando al massimo per rendersi insopportabile, rendendo sottilissima la linea che separa la Tomb Raider che ci piace, da una brontolona ingrata sempre più simile ad Andrea. Rosita infatti si lamenta di non aver tentato a modo suo di uccidere Negan e di conseguenza dell’essere ancora in vita, attribuendo la colpa al consiglio datole da Padre Gabriel. Non so voi, ma a me ha ricordato Andrea quando nella seconda stagione se la prendeva con Dale per averla convinta ad abbandonare l’intento suicida. E come Andrea, anche Rosita prende una brutta decisione dietro l’altra. Vuole affrontare subito Negan e i Saviors – etichettando i rinvii di Rick come scuse – tanto lei ha memorizzato le descrizioni del Sanctuary fatte da Carl, Jesus e Daryl; di fronte ad una tale preparazione, cosa potrebbe andare storto? Ad appoggiarla in questa follia c’è la non-amica Sasha, il cui coinvolgimento mi lascia quasi più basita della decisione di Rosita.

Insomma arriviamo a fine episodio con una decisione che porterà solo guai e una consapevolezza su quel che ci aspetta maturata tempo prima dei protagonisti. La vera domanda è: quando accadrà questo qualcosa che ci aspettiamo? Sembra che la risposta sia da rinviare – di nuovo – agli ultimissimi episodi della stagione, dato che il promo della prossima puntata è incentrato su The Kingdom, dove se non altro possiamo sperare che suoni la sveglia.

Voto all’episodio: ♥♥ l’espressione disinteressata e perplessa di Judith è la mia di fronte a questi episodi

[Questo post lo trovate anche dalla nostra affiliata Andrew Lincoln Italy, che ringrazio per la collaborazione]

 

Facebooktwittergoogle_pluspinteresttumblrFacebooktwittergoogle_pluspinteresttumblr

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *