The Walking Dead – 7×14 The Other Side – Recensione by R.

Ci eravamo lasciati con “Not today” e possiamo tranquillamente ripeterlo anche questa settimana – e con tutta probabilità pure con quella a venire. Dopo aver fatto dei passi avanti laddove sembrava impossibile, The Walking Dead rallenta nuovamente con un episodio dove, a parte i minuti finali e qualche parola qua e là, non succede praticamente nulla di nuovo. E d’altronde non sarebbe nemmeno possibile considerando i brevi archi temporali coperti e il fatto che non stiamo guardando 24.

Stavolta gli uomini di Negan vogliono il dottore di Hilltop, dato che il fratello medico ad Alexandria è stato abbrustolito (tre puntate fa!). Gregory obbedisce senza troppe lamentele e ancora una volta cerca di ingraziarsi i Saviors. Al di là della codardia di quest’uomo che sin dal primo fotogramma hanno fatto di tutto per renderci odioso, devo riconoscere che al posto suo pure io sarei infastidita se il ruolo di leader mi venisse portato via da Maggie. La Greene non si vede nemmeno tanto come temevo in questo episodio, tuttavia le poche scene in cui appare o viene nominata sembrano fatte apposta per affermare nuovamente la sua posizione di primo piano. Quando Maggie sia diventata protagonista al pari di Rick e Daryl mi sfugge, immagino per il matrimonio (mai visto) con Glenn dato che – salvo il discorso a Gregory di una stagione fa in cui assicurava che il suo gruppo avrebbe eliminato i Saviors dalla faccia della Terra – non ricordo abbia mai avuto nei fatti chissà quale peso. Un tempo la tolleravo, la storia fra lei e Glenn la apprezzavo pure, dal dopo Terminus è stata una parabola discendente e adesso che tutti la venerano (personaggi e pubblico) non la posso vedere. Sasha definisce Maggie e Enid il futuro di Hilltop, proprio una bella prospettiva.

Una cosa buona almeno Maggie la fa, solleva Daryl dal senso di colpa per la morte di Glenn in una delle poche scene significative di questo episodio. Enid invece fallisce miseramente nel tentativo di distrarre un Savior e si permette di dare un ultimatum a Sasha; quest’ultima non starà progettando il piano migliore del mondo, ma la predica da colei che fino a ieri scappava ogniqualvolta si poneva un problema, anche no.

Avevamo lasciato Sasha e Rosita, meglio note come le vedove di Abraham, d’accordo su una missione suicida per eliminare Negan. Ciò che accade fra quel momento e l’arrivo a The Sanctuary non ci viene risparmiato, affrontiamo tutto il percorso quasi in tempo reale. Le frecciatine di Rosita sono pure divertenti, peccato che se scegli di avventurarti in una spedizione simile con l’amante del tuo ex, l’atteggiamento aggressivo deve lasciare il posto al gioco “get to know you”; entrambe sanno cavarsela, ma se procedono ognuna per conto proprio pur essendo in coppia, tanto vale presentarsi da Negan già in ginocchio pronte alla conoscenza ravvicinata con Lucille. Per fortuna Sasha è ragionevole e riesce ad aprire un canale di comunicazione con Rosita chiedendole di mostrarle come fare i nodi. È così che dopo un accenno alla backstory di Jesus (che rivela di essere gay), scopriamo anche come Rosita sia diventata la Tomb Raider di The Walking Dead: la ragazza ha appreso qualche capacità da ogni ex che si è lasciata alle spalle; Abraham era diverso da questi ultimi perché vedeva in lei una donna in grado di cavarsela da sola. Il ricordo dell’uomo amato da entrambe che prima le separava, ora unisce Sasha e Rosita, entrambe piene di rabbia e dolore perché al loro Sergente non è stata tolta solo la vita, ma anche la possibilità di perderla lottando, di morire per un motivo.

Ma questa chiacchierata diviene anche il motivo per cui Sasha ha più probabilità di dirci addio di Rosita. La donna infatti fa in modo di impedire a quest’ultima l’ingresso nel The Sanctuary “It’s not your time. There’s gotta be a point to it, right? They need you”. Sasha si avvia nell’edificio di Negan verso quella che sembra morte certa, mentre Rosita è costretta ad andarsene. L’episodio si conclude lasciandoci nel dubbio sulla sorte della prima e con la seconda che si blocca alla vista di un uomo nell’ombra armato di balestra, chi sarà? A giocarsela sono Dwight e Daryl, con le quote del primo più elevate in quanto ancora in possesso della balestra del secondo; Dixon aveva chiesto a Jesus che fine avessero fatto Sasha e Rosita, ma come avrebbe potuto arrivare tanto in fretta?

Se l’apertura con Sasha ha permesso a Rosita di superare la rabbia, il fallito tentativo di recuperare Eugene l’ha liberata dal senso di colpa per averlo condotto nelle mani dei Saviors. Eugene non vuole essere salvato, lì sotto l’ala protettrice di Negan sta benone, a comandare addirittura dei marcantoni nel suo ruolo di capo ingegnere. Ovviamente basta un colpo di pistola per farlo ancora rannicchiare tremante e piagnucolante a terra, ma pare davvero che il sospetto positivo che avevamo maturato tre episodi fa sia sbagliato: Eugene ha davvero compiuto la peggiore degenerazione del codardo.

A due episodi dalla fine non siamo nemmeno nella fase dei preparativi della grande battaglia annunciata dal Mid-Season Finale. Anzi, di cose da fare ce ne sono ancora parecchie e difficilmente si risolveranno tutte la prossima settimana. Se l’anno scorso era la morte di uno dei protagonisti per mano di Negan ad essere procrastinata al Season Finale e poi di fatto ulteriormente posticipata alla stagione successiva, stavolta sembra che lo stesso accadrà per la resa dei conti con i Saviors. Tra le puntate perse su singoli personaggi di cui faremmo volentieri a meno e il soffermarsi su eventi ripetitivi narrati a passo d’uomo, la lentezza e la sensazione che vogliano tirarla il più possibile alla lunga sono tanto evidenti quanto frustranti. Ok, i personaggi sono tanti e sparsi in quattro luoghi diversi, da qui l’esigenza di garantire la messa in pari dei vari sviluppi; ma Game of Thrones ha molti più personaggi, uno dei romanzi ha addirittura escluso i principali, eppure noia e fastidio non sono mai pervenuti, anzi di fronte a queste puntate di The Walking Dead sto rimpiangendo i capitoli sui Greyjoy e le loro navi! Non c’è bisogno di vedere Rick tutte le settimane, ma questo non significa che devo sorbirmi ogni allenamento e ogni visita dei Saviors; andiamo avanti, basta cincischiare!

Voto all’episodio: ♥♥ le ultime stagioni di Game of Thrones avranno meno di dieci episodi, queste di The Walking Dead continuano ad averne sedici: le ingiustizie dell’universo delle serie tv

[Questo post lo trovate anche dalla nostra affiliata Andrew Lincoln Italy, che ringrazio per la collaborazione]

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