The Walking Dead – 7×15 Something They Need – Recensione by R.

“Something they need” in tempi migliori ci sarebbe sembrato un episodio mediocre, oggi diventa più che buono. Perlomeno a caldo, perché col senno di poi anche lì ritroviamo la lentezza e la scarsa tensione che ci hanno accompagnato durante questa stagione dopo la premiere. In entrambe le storyline seguite ci provano pure a farci stare sulle spine, eppure in ogni momento la sensazione è che tutto andrà bene, che seppure certi personaggi ci pare abbiano ormai vita breve, riusciranno a tirare sino all’imminente Season Finale.

Nella storyline che vede Rick&Co. in missione ad Oceanside succede esattamente quanto avevamo immaginato. Lo Sceriffo, resosi finalmente conto che non c’è più tempo da perdere tra luna park e gite in auto, vira sul caro vecchio Ricktatorship: o vi unite a noi o ci prendiamo le vostre armi. Qualcuno ha forse creduto per un solo secondo che Tara sarebbe riuscita a convincere la leader della comunità femminile? È vero, Rick le ha concesso pochissimi minuti, però su, è di Tara che stiamo parlando, perfino April Kepner in Grey’s Anatomy riesce ad avere più carisma. Abbiamo esplosioni, pistole puntate, sensi di colpa e ribellioni interne sino ad una piacevole parentesi walkers annunciata fin dal primo fotogramma della puntata; anche qui la tensione non c’è, sapevamo che gli zombie sarebbero arrivati così come che non ci sarebbero state perdite; sono lontani i tempi dell’invasione degli walkers alla fattoria di Hershel, ma almeno questi zombie provenienti da una nave naufragata sono davvero raccapriccianti. Alla fine una parte della comunità femminile vorrebbe combattere i Saviors, ma la leader non cede e non possono abbandonarla; Rick ottiene le armi, Tara non si sente più in colpa e portiamo a casa il risultato atteso e previsto da settimane.

Più interessante quel che accade a The Sanctuary dove la kamikaze Sasha è in una cella molto simile a quella in cui veniva tenuto Daryl, per fortuna senza l’accompagnamento musicale. Abbiamo imparato che per Negan ogni sua “proprietà” – uomini compresi – ha un prezzo, ma anche che per lui lo stupro è assolutamente vietato. Quando uno dei suoi uomini tenta di violentare Sasha, intuiamo subito che, almeno per il momento, non sarà lei ad avere la peggio. Pure in seguito con il vis-à-vis al buio che la donna è costretta ad avere con il carceriere-zombie, la preoccupazione per Sasha è praticamente assente – d’altronde la lotta tra i due non viene nemmeno mostrata. Negan è colpito dal coraggio e dalle capacità di Sasha e attua con lei la medesima attività di manipolazione che gli abbiamo visto utilizzare in passato con Carl e Eugene, fatta di adulazioni e minacce non troppo velate. Ma sappiamo che Sasha non è Eugene, non riesco nemmeno a credere che in lei si insinui il dubbio di accettare la proposta di Negan. Anche qualora Abraham non fosse stato il suo uomo, non penso che Sasha avrebbe mai potuto mettere da parte l’atrocità con cui è stato ucciso e unirsi al suo assassino per salvarsi la vita. L’esatto opposto di Eugene, che in questo episodio giustifica il suo voltafaccia sostenendo che non è mai stato tanto terrorizzato in vita sua quanto la notte in cui ha assistito alla morte di due uomini coraggiosi quali Abraham e Glenn: allora ha compreso non solo che l’idea di poter essere lui stesso coraggioso è stata una breve illusione, ma soprattutto che non avrebbe più voluto sentirsi come quella notte e Negan gli ha dato questo, una vita in cui non deve più aver paura.

Dubito che cambieremo opinione su Eugene dopo questa confessione a cuore aperto. La ragione del suo vendersi a Negan era già abbastanza chiara e nemmeno troppo sconvolgente, se c’era uno che poteva intraprendere questa strada era proprio lui. Sasha invece non ci convince della sua arrendevolezza neppure quando la sentiamo parlare con Eugene, ammettendo la propria sconfitta e allo stesso tempo la volontà di farla finita perché non riuscirebbe a sopportare di essere usata da Negan contro Rick&Co. Non vediamo Sasha mentre chiede a Eugene di procurarle un’arma per uccidersi e non ci servirebbe neanche il suo sorriso finale dopo l’assenso da parte del dottore per confermare i nostri sospetti: la donna non vuole un’arma per sé, ma per avere un’ultima occasione di uccidere Negan. Purtroppo quel genio di Eugene ci casca in pieno e anziché procurarle un’arma vera e propria, le porta le pastiglie che aveva creato per le mogli di Negan. Come abbiamo potuto credere che quest’uomo sarebbe stato in grado di fare il doppio gioco con Negan?!

Avrebbe potuto avere risvolti molto più intriganti la vicenda in quel di Hilltop, con Gregory apparentemente convinto di volersi liberare di Maggie una volta per tutte e pronto pure a sporcarsi le mani per riprendersi il posto. Non ce la fa, il tentativo è a malapena accennato, non è chiaro se per mera codardia o barlumi di coscienza visto che sull’uomo non sappiamo praticamente nulla e nemmeno veniamo un minimo orientati sui suoi piani, se ne ha. Di certo sappiamo solo che non ha mai ucciso uno zombie, che sorpresa eh? Maggie lo salva e contemporaneamente gli fa fare una brutta figura di fronte alla gente di Hilltop che lo aveva realmente creduto capace di cavarsela da solo. Gregory le sarà grato o farà prevalere la rabbia dell’umiliazione?

Ormai ci siamo, il Season Finale è alle porte e come temiamo da settimane servirà probabilmente da anticamera alla vera guerra della prossima stagione. In questi episodi è avvenuto tutto ciò che avevamo pronosticato dal MidSeason Finale e manca ancora la vera e propria preparazione per la ribellione ai Saviors. Ribellione a cui prenderà parte anche Dwight, era lui ad essere apparso di fronte a Rosita al termine della puntata precedente; almeno sul suo doppio gioco non ci siamo sbagliati. Il promo del sedicesimo episodio vede Sasha dire a Negan “No one has to die”, battuta che sembra confermare che diremo addio ad almeno un personaggio e Sasha stessa è ad ora la più quotata. Vedremo a chi toccherà, l’importante è che Shiva non venga toccata.

Voto all’episodio: ♥♥♥ cosa abbiamo fatto di male per meritarci le lezioncine morali attraverso Carl e Enid?!

[Questo post lo trovate anche dalla nostra affiliata Andrew Lincoln Italy, che ringrazio per la collaborazione]

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