The Walking Dead – 8×01 Mercy (Season Premiere) – Recensione by R.

Il ritorno di The Walking Dead segna il raggiungimento di un importante traguardo per lo show AMC: la serie ha infatti conquistato l’episodio numero 100. Ricordate quando avete iniziato a guardarla 8 anni fa? Aveva debuttato la notte di Halloween, la prima stagione contava solamente 6 episodi e mai avrei immaginato che saremmo arrivati a quota 8 stagioni. Una meta che fa senza dubbio piacere, ma che pone con maggior forza il quesito con cui ci eravamo lasciati ad aprile, quanto ancora potrà durare?

Dopo una seconda metà della sesta stagione spesa in attesa dell’incontro con Negan, un’intera settima persa nella dichiarazione di guerra ai Saviors, l’ottava deve arrivare ad una definizione e in modo più che soddisfacente. La sconfitta di Negan non può avvenire nel giro di una puntata come accaduto con i villains precedenti, sia perché la costruzione del mito Negan merita una conclusione degna (e credibile, dopo due stagioni di terrore, una vittoria al primo tentativo non lo sarebbe) sia perché l’incertezza che ci aspetta dopo non promette granché visto il passato (cosa faremo? Troveremo l’ennesimo bad guy da temere prima e sconfiggere poi?). La première sembra voler rispondere a questi dubbi.

In quaranta minuti dove flashback, presente e flashforward generano non poca confusione, Rick&Co. si preparano (di nuovo) alla guerra contro i Saviors e Rick, Ezekiel e Maggie – in qualità di leader rispettivamente di Alexandria, The Kingdom e Hilltop – fanno l’ennesimo discorso motivazionale. Tutti sono uniti contro Negan (che fine abbia fatto il gruppo traditore della discarica non è dato sapere al momento) e manifestano fiducia nella loro vittoria: non sarà facile, ci vorrà tempo e sacrificio, ma ce la faranno; anche perché come dice Ezekiel, il giorno sconfigge sempre la notte (o per dirla alla Barbara D’Urso “Tanto poi esce il sole”). Il piano vede l’apporto fondamentale di Dwight che rivela a Rick i vari avamposti dei Saviors, che possono così essere abbattuti uno ad uno; nonché quello dei walkers. Se avete seguito Fear The Walking Dead (che nell’appena conclusa terza stagione ha fatto un notevole balzo in avanti in fatto di qualità), non potete non aver notato come il piano di Rick e Daryl – volto ad attirare gli zombie verso la base di Negan sfruttando una serie di esplosioni fatte scattare nel luogo e nel momento giusti – sia l’esatta copia di quello attuato da Troy nella 3×12 dello spinoff. Troy nella sua mente malata lo ha messo in atto per vendicarsi del ranch, facendosi seguire a piedi per due giorni e due notti da un’orda di walkers. Per Rick e Daryl l’organizzazione è sicuramente più semplice, a maggior ragione dunque rendiamo merito al vero genio di questa idea.

Gli walkers arrivano alla base dei Saviors dopo un primo attacco dimostrativo da parte dei tre gruppi uniti. Qui Negan si gioca la carta Gregory per togliere dei numeri a Rick; ora, qualcuno, Maggie a parte, ha seriamente creduto che Hilltop potesse tirarsi indietro per timore delle minacce di Gregory? Non si erano già schierati per Maggie? È l’occasione per il primo faccia a faccia della stagione tra Rick e Negan che per qualche minuto fa pensare davvero che la questione Saviors si possa risolvere nel giro degli ultimi dieci minuti. Invece no, il piano prevede l’invasione del luogo da parte degli walkers e ulteriori attacchi in posti differenti ad ora non meglio identificati. Lo schema dunque è più grande e complesso di quanto sembri, lo comprendiamo chiaramente quando Gabriel convince Rick a non gettarsi al massacro di Negan. E questo spiega anche perché Rick&Co. sparano sostanzialmente a casaccio, senza nemmeno tentare di colpire Negan e i suoi, ma frantumando ogni singola finestra. Qualunque sia il piano, questo mi pare comunque un inutile spreco di proiettili, specie considerando che hanno passato metà della scorsa serie alla ricerca di armi.

Breve recap dei vari personaggi: a differenza del padre, Carl decide di fare il buon samaritano con uno sconosciuto; Maggie non si tira indietro dallo scontro nemmeno per la gravidanza (la pancia ancora non si vede, ma visto che la stagione scorsa ha coperto un arco temporale di forse un mese a dir tanto, non potrebbe essere altrimenti); Enid è in prima linea; Morgan non si fa più problemi ad ammazzare qualcuno e Tara… che dire di Tara con i suoi occhiali colorati e la caramella gommosa penzolante? Forse è meglio non dire niente. Non si può invece non parlare di Padre Gabriel che aiuta Rick, per poi farsi fregare miseramente da Gregory. Il codardo si mette in salvo, mentre il prete è costretto a rifugiarsi in un container accerchiato dagli zombie (un’immagine che riprende la conclusione del pilot, con Rick bloccato nel carro armato circondato di walkers) e al cui interno trova (il fortunatamente sopravvissuto) Negan. Chissà se nella prossima puntata scopriremo che era meglio la compagnia degli walkers.

Due sono le scene di difficile interpretazione che si alternano nel corso dell’episodio, da un lato Rick con gli occhi arrossati dalle lacrime, dall’altro sempre il nostro Sceriffo con qualche anno in più e una gamba malconcia che vive sereno con Michonne, Carl e Judith in quella che sembra una Alexandria straordinariamente sviluppata. Dovrebbe trattarsi in entrambi i casi di flashforward, dove il secondo sembra preannunciare il successo contro i Saviors ed è legittimo domandarsi se si tratti di sogno o realtà per Rick. Il primo è invece di più dubbia interpretazione, specie alla luce del dialogo fra Rick e un Savior a metà puntata: quest’ultimo gli dice infatti che implorerà e piangerà ancora. Il flashforward dunque è una conferma di questa previsione o le lacrime di Rick sono di gioia per la futura vittoria?

Una premiere con tante esplosioni, tuttavia non esplosiva nel suo complesso, rivelandosi piuttosto una puntata nella media. Di positivo c’è che finalmente Rick&Co. hanno iniziato a fare seriamente qualcosa che non sia preparare o parlare, la guerra non è più semplicemente dichiarata, stavolta è iniziata davvero. I nostri hanno vinto la prima battaglia, quante altre ne dovranno affrontare non si sa, si può solo sperare che come diceva Robb Stark in Game of Thrones dopo la vittoria al Bosco dei Sussurri “The war is far from over” e recuperare quindi tutto ciò a cui non abbiamo assistito nella scorsa stagione. D’altronde Ezekiel ha detto che il giorno batte sempre la notte, ma dovrebbe ricordare che come ritorna sempre il giorno dopo la notte, lo stesso fa quest’ultima. Ecco, mi auguro che questo sia nel senso delle battaglie e non “addio Negan, benvenuto nuovo villain”.

Voto all’episodio: ♥♥♥ fate quello che volete, ma non toccate Jerry e Shiva!

Facebooktwittergoogle_pluspinteresttumblrFacebooktwittergoogle_pluspinteresttumblr

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *