The Walking Dead – 8×02 The Damned – Recensione by R.

Un videogioco, questo è l’episodio 8×02 di The Walking Dead. Uno sparatutto dove per arrivare al ritrovamento di un oggetto fondamentale o ad una meta, devi abbattere chiunque ti si pari davanti. In genere lì hai una mappa o una bussola che ti permettano di capire dove stai andando e sei pure in grado di riconoscere i tuoi eventuali compagni. In questa puntata no. Anzi, si rafforza il dubbio che la serie in generale non sappia dove arrivare, girando sempre intorno alle stesse cose.

Tagliare ogni rifornimento e soccorso al Sanctuary (non potevano trovare un altro nome che mi fa pensare a Terminus?!) è l’unico piano chiaro insieme al mantra “abbattiamo tutti i Saviors”. Ad un certo punto comprendiamo anche che Daryl e Rick stanno cercando delle armi. Il resto è tutto una grande confusione e gli spari continui non aiutano, praticamente li sentivo pure durante la pubblicità. Se non fosse per il siparietto iniziale volto di nuovo a dimostrare quanto i Saviors siano stronzi, sarebbe complicato anche riconoscere in quel gruppo dei Saviors, anziché gente di una delle comunità legate a Rick. Questa puntata è probabilmente la prova di come non sia la sola azione in sé a fare un bell’episodio – al contrario di come alcuni hanno voluto semplificare e rispedire al mittente le critiche mosse allo show nella scorsa stagione. Gli spari a casaccio dopo un po’ irritano se non c’è nient’altro e per quanto Aaron mi piaccia, la sua preoccupazione per il compagno e l’evidente miglioramento di entrambi con le armi, non sono sufficienti. Specie considerando che sono accompagnati da gente che non abbiamo praticamente mai visto ed è quindi impossibile capire se a venire colpito è un alleato o un nemico.

Il più grande “Ma chi?” dell’episodio va però di diritto a quello che su diversi siti è stato presentato come il “big shocking twist”: il ritorno di Morales. Ora, io ho zero memoria per i volti, ma qui stiamo parlando di uno visto per quattro puntate nella prima stagione, o avete appena fatto una maratona di tutte le otto stagioni oppure ricordarlo è quasi impossibile. Il riferimento di Grimes ad Atlanta mi ha fatto suonare il campanello: Morales era con la moglie e i due figli al campo di Lori e Shane e quando il gruppo si era avviato verso il CDC, aveva deciso di seguire un’altra strada con la sua famiglia. Immagino che fossimo tutti tormentati dal suo destino. Bene, adesso sappiamo che è vivo, sta con i Saviors e ha appena chiamato i rinforzi per eliminare Rick&Co.

Se il racconto è a zero, in mezzo agli spari, la quantità di dialoghi in quaranta minuti è altrettanto risicata, forse però questo non è un male considerando la povertà degli stessi. Triti e ritriti. Abbiamo il discorso di incoraggiamento di Ezekiel sul portare luce nell’oscurità; i mantra di Morgan che – oltre ad essere passato dal “All Life is precious” a “We’re supposed to kill them” – è convinto di essere immortale: “I don’t die”, risposta sbagliata, come disse Arya a Tywin nella seconda stagione di Game of Thrones “Anyone can be killed”, tienilo a mente. E, ciliegina sulla torta, abbiamo il dialogo tra Jesus e Tara, con il primo che vuole mostrare pietà ad uno che prova in due secondi di non meritarla e la seconda che da quando ha perso Denise, ne ha abbandonato ogni briciola. Non ne avevamo avuto abbastanza con la crisi di coscienza di Morgan? Adesso che lui è “rinsavito”, dobbiamo tollerare Jesus che con quel “That’s not what we do” ripesca tutto ciò a cui speravamo di aver detto addio una volta per tutte. Ci dovevi pensare prima, Jesus, siamo pieni! Poco dopo la medesima situazione si ripresenta proprio con Morgan, che quando si ritrova di fronte il Savior che aveva ucciso Benjamin è ancor più convinto nella sua foga da ammazzatutti. Scene che lasciano intuire una prossima contrapposizione intestina fra gli “spietati” che seguono Rick (Morgan e Tara) e i “samaritani” di Maggie (Jesus). Sorvolando sul fatto che il primo tizio risparmiato da Jesus ha schiacciato di proposito i farmaci per la gravidanza (tra l’altro perché tutti i Saviors conoscono Maggie quando l’hanno vista una volta sola?), davvero Maggie dopo il modo in cui è stato massacrato Glenn, ha questa predisposizione misericordiosa?

Certo, l’atteggiamento attuale di Rick&Co. li avvicina pericolosamente ai Saviors. Ma se non fossero stati sconfitti da Negan una stagione fa, sarebbero stati poi così diversi? Rick&Co. hanno attaccato in primis i Saviors per acquistarsi il favore di Hilltop, Negan nemmeno sapeva della loro esistenza. Ce lo ricordiamo il loro primo assalto, di notte, mentre gli avversari dormivano. Se anziché dalla prospettiva di Rick, avessimo seguito The Walking Dead da quella dei Saviors, forse il nostro tifo sarebbe stato per l’altra squadra, perché in fondo in fondo no, Rick&Co. non sono poi così diversi. È vero, si sono sempre difesi, tranne in questo caso specifico. Ma gli avamposti dei Saviors non sono abitati solo dai vari Negan, c’è gente con storie disgraziate come Dwight e la sua innamorata, c’è Morales il cui percorso è iniziato con Rick e c’è Grace, una bimba di pochi mesi a cui lo sceriffo ha appena ammazzato il padre. È quest’ultima la scena più degna di nota della puntata: Grimes ha un momento di crollo di fronte a quella bambina innocente, poco più piccola della sua Judith, che lo guarda sorridente e inconsapevole, mentre lui non ha nemmeno il coraggio di guardarsi allo specchio.

Un secondo episodio sulla scia della première, con uno spreco immane di proiettili e dove l’unica ad essere sempre puntuale negli interventi è Shiva. Tutto il resto sembra in ritardo. Per questi attacchi si è aspettato troppo, la tensione è scemata prima ancora di salire e i discorsi da samaritano di Jesus riportano in primo piano quel moralismo che speravamo di aver accantonato. Non bastano un’azione senza sosta, i monologhi forzatamente ad effetto e gli intensi primi piani ad apertura e chiusura di puntata perché lo show AMC riesca a convincere e a rimettersi in carreggiata. E purtroppo ne è uscito da parecchio. Il suo spinoff ha recuperato con la terza stagione tutto ciò che non aveva avuto nelle prime, la serie madre è ancora in tempo per rimediare alle ultime?

Voto all’episodio: ♥♥ – possibile portarmi al punto di dover dare ragione a Tara?

[Questo post lo trovate anche dalla nostra affiliata Andrew Lincoln Italy, che ringrazio per la collaborazione]

Facebooktwittergoogle_pluspinteresttumblrFacebooktwittergoogle_pluspinteresttumblr

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *