Le Walking Dead – 8×08 Comment il est obtenu d’être (Mid-Season Finale) – Examen par R.

Promo Mid-Season finale promis feu et flammes. En fait il y a eu des coups de feu et des explosions, ni un manque de (a failli) choc de la mort dans les dernières minutes de l’épisode, un must maintenant pour la moyenne saison de Le Walking Dead. Comme en témoignent les épisodes précédents, tout cela ne suffit pas.

Una puntata di poco più di un’ora dove è difficile raccapezzarsi perfino sulla regola base della scrittura, quella delle cinque W: Chi? Où? Comme? Quand? Parce que? – sui “Perché?” di questa stagione si potrebbe discutere per ore. L’oscurità della notte non contribuisce affatto a creare suspense e tensione, ma solo alla totale confusione. È difficile capire quali personaggi abbiamo davanti, dove diamine si trovino e cosa stia accadendo. Ad un certo punto vengono pure aggiunti i fumogeni, giusto perché non siamo già abbastanza disorientati.

In virtù della disfatta che segue, i primi venti minuti suonano come una presa in giro delle scene stesse a cui abbiamo appena assistito nonché dei sette episodi precedenti. Ci hanno raccontato che il Piano procedeva con successo, i Saviors avevano perso uomini e armi in quantità decisive, Daryl e Tara ripetevano che il loro attacco al Sanctuary “It worked” e dopo due minuti sono tutti circondati. Tutti. Quel “It worked” seguito dal fischiettio di Negan ha il medesimo sapore di scherno dell’idea di Enid di portare un regalo alle donne di Oceanside per convincerle ad aiutarli: anche lì passano due minuti e la stessa Enid spara al buio uccidendo sul colpo la loro leader. Bel regalo.

Una cosa è chiara: i Saviors sono riusciti a scappare dal Sanctuary nonostante l’invasione zombie. Comme? Non si sa! Il piano di Eugene ha funzionato, stop, questo è quanto è dato sapere. Non è esattamente il periodo migliore perché gli autori si affidino alla nostra fiducia in loro ed in ogni caso la scelta di non spiegare come siano andate le cose, avrebbe fatto storcere il naso pure ai tempi d’oro dello show. L’assenza di logica prosegue al di fuori della mura del Sanctuary. Come accennato prima, i Saviors in teoria dovrebbero essere in carenza di uomini e armi, vi è sembrato che fosse così? Un gruppo conquista in mezzo secondo The Kingdom (spazio chiuso dove ovviamente non trovano Zeke, l’unico che stanno cercando), un altro accerchia Maggie, Jesus e altri duedopo aver tra l’altro catturato Jerryquello di Negan assedia Alexandria armato di esplosivi, mentre quello di Dwight è il solo ad avere la peggio (e solo perché Dwight è la talpa). Alcuni personaggi spariscono (il gruppo della discarica si vede in apertura poi boh), mentre Carol e Jerry saltano fuori all’improvviso prima in soccorso di Rick, poi non si capisce come e perché lei riesca ad arrivare a The Kingdom, Rick ad Alexandria, mentre Jerry venga catturato dai Saviors.

Maggie è quella a cui va meglio, salvo un piccolo spavento che si conclude in nulla di che. Braccata da Simon che minaccia di uccidere prima Jerry, poi lei, la Greene sceglie giustamente la seconda opzione proposta, ossia che Hilltop torni a lavorare per i Saviors. Apparentemente, perché dato che Simon uccide un tizio in auto con lei, tornata a casa spara a uno dei Saviors prigionieri e lo mette nella bara gentilmente offerta da Simon con tanto di messaggio per i Saviors che ne hanno altri 38 da far fuori. Se i Saviors si lasciano intimorire da questa minaccia, allora i mostri che ci descrivono da due stagioni non esistono; dimostrano proprio in questa puntata che di uomini ne hanno ancora, perché mai si dovrebbero impietosire per questi? Ma facciamo un passo indietro al momento in cui Simon ammazza il tizio in auto con Maggie. Con quel buio ci ho messo un po’ solo per capire che effettivamente qualcuno era morto, poi la domanda: ma chi è? Cosa ci interessa? Davvero non era l’occasione perfetta per liberarci di Jesus? Invece aucun, eliminiamo uno che nemmeno sapevamo esistesse così che anche questa scena si concluda con nulla di significativo.

Al Sanctuary nel frattempo Eugene non riesce a dormire e per non affogare il senso di colpa nell’alcol, libera Padre Gabriel e il medico. Non è l’ennesima lotta interiore dell’uomo, semplicemente la conferma che è una banderuola. A seconda di chi ha vicino al momento, si schiera. Point.

Rick arriva in un’Alexandria messa a ferro e fuoco e giustamente va a cercare Carl e Michonne a casa, come se fosse normale che mentre tutto esplode, loro lo attendano sul divano beati. C’è Negan però ad aspettarlo, ma lo scontro fra i due non accenna minimamente ad una definizione. Rick avrebbe pure l’occasione di ucciderlo quando questi è a terra, mentre lui ha in mano Lucille, ma lo sceriffo decide di colpire l’acerrimo nemico con il manico della mazza. Il manico! Parce que? Per protrarre ulteriormente la storia, è l’unica spiegazione.

Come spesso accade i primi piani dei personaggi scorrono a inizio e fine puntata, è però da tempo che non hanno l’effetto di creare tensione o intensità. Se erano indirizzati a gettare il dubbio su chi ci avrebbe detto addio, non hanno funzionato nemmeno in quello. Dopo pochi fotogrammi è facile intuire di chi si tratti, azzerando, se mai c’è, la sensazione che tutti siano a rischio. Uno scambio di opposte opinioni, una lettera appena accennata al padre e un ruolo in prima fila condannano Carl Grimes, anche se non nel modo che ci aspetteremmo. Dopo essersi dichiarato disponibile a sacrificarsi purché la guerra abbia fine, Carl sopravvive all’assedio dei Saviors solo perché il suo destino è già segnato: il figlio di Rick è infatti stato morso allo stomaco. Un morso avvenuto, senza che ce lo mostrassero davvero, due puntate fa, quando il ragazzino ha soccorso quello sconosciuto nel bosco. Una morte che non avviene nei fumetti e che al momento non trova senso alcuno se non nell’orchestrare il grande shock necessario per il Mid-Season Finale. Non è il fatto che uno dei protagonisti presenti sin dalla prima stagione muoia per colpa di uno walker a infastidire, quello ci sta. È il modo in cui accade. Nella recensione dell’episodio 8×06 (ossia quello in cui si presume Carl sia stato morso) avevo definito “inspiegabile” come il ragazzo potesse non essere stato morso nemmeno ad un braccio mentre era a terra sormontato da due zombie. Appunto. Per di più dopo che quello scontro era stato assolutamente inutile e stupido. Come puoi far morire così Carl Grimes? Carl aveva ancora tanto da dare allo show, era il vero punto di riferimento di Rick e in prospettiva il suo unico possibile successore. Le prime indiscrezioni attribuivano questa uscita di scena alla volontà di Chandler Riggs di lasciare lo show per dedicarsi al college; ammissione a quest’ultimo a parte, in un’intervista al The Hollywood Reporter Riggs ha invece confermato che la morte di Carl è una scelta relativa alla storia, di cui è stato informato durante le riprese della sesta puntata. Se fosse davvero dipeso dalla decisione di Riggs di lasciare lo show, almeno avremmo avuto una buona giustificazione per tutto il nonsense di questa storyline.

Per questo Mid-Season finale mi auguravo che avrebbero tolto di mezzo almeno metà di una moltitudine di personaggi inutili. C’era solo l’imbarazzo della scelta. Invece eliminano uno dei pochissimi che aveva ancora qualcosa da dire. George R. R. Martin insegna che un personaggioper quanto importantesi uccide per poter permettere ad altri di andare avanti e questo nei suoi romanzi è vero, l’ho compreso pure per Ned e Robb. Non so però se gli autori di Le Walking Dead saranno in grado di fare lo stesso con la morte di Carl. L’obiettivo sembrerebbe dare uno scossone morale a Rick, con il figlio che muore dopo aver cercato di spiegargli di voler combattere per creare un mondo migliore, che deve esserci qualcos’altro che non sia uccidere. Carl lo ribadisce anche mentre parla con Negan. Parole che indicano un cambiamento in Carl, il quale solo una stagione fa si era introdotto nel Sanctuary per far fuori il leader dei Saviors. Un cambiamento che col senno di poi avrebbe meritato più spazio, dato che in questa stagione lo avevamo visto solo due volte per pochi minuti.

La cosa peggiore è che il contesto confusionario, lento e illogico in cui arriva la condanna a morte per Carl, ha reso il twist stesso poco emozionante. Carl ha rischiato la morte per mano di Negan nella premiere della stagione 7 e nel finale di quest’ultima ed in entrambi i casi mi si era gelato il sangue. Mi dispiace per lui, era uno dei miei preferiti, eppure al momento della grande rivelazione è prevalso il nervoso verso uno show che non sembra nemmeno intenzionato a risollevarsi.

The Walking Dead torna il 25 Février 2018.

Note toutes les ’ épisode: ♥♥ – la febbre da contatto con gli zombie di Padre Gabriel è più debilitante di quella da morso di Carl

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