The Walking Dead – 8×12 Der Schlüssel – Bewertung von R.

Diese zweite Hälfte der Saison wie eine Zick-Zack zwischen Strichen auf dem richtigen Weg und Schleudern von der Straße. Trotz der Zusammenstoß Fahrt zwischen Rick und Negan, "Der Schlüssel" bringt die Show zu einem geraden Weg, genau wie vor zwei Wochen mit “Die verlorenen und die Plünderer”. Eine gewaltsame Konfrontation zwischen Rick und Negan, das Aussehen der neuen Zeichen, aber die meisten von einer echten Entwicklung, die sie und die Handlung betrifft.

L’arrivo di un nuovo gruppo forse non è esattamente un’ottima notizia, considerando che già si fatica a ricordare i nomi di tutti quelli che sono apparsi nelle ultime due stagioni, tuttavia Georgie e le sue due accompagnatrici attirano subito l’attenzione, rendendo stranamente difficile giustificare senza se e senza ma l’ostilità di Maggie. Georgie è serena e ben vestita, se non fosse per le due donne armate che la accompagnano, parrebbe completamente avulsa dal contesto; parla di bellezza e conoscenza, cose che in un mondo come quello di The Walking Dead passano non in secondo, ma proprio in ultimo piano (ne abbiamo avuto un assaggio con Beth Greene, tra il canto e l’arte mostratale al Grady Memorial). Un approccio che ricorda in parte quello dell’ex First Lady di Alexandria Deanna, eppure senza la totale perplessità suscitata da quest’ultima. Dubbio, inquietudine e allerta sono d’obbligo visti i precedenti, ciononostante quando Maggie sceglie – zum ersten Mal – la via più dura (catturare e derubare le tre donne delle loro risorse), manca la convinzione che sia la decisione giusta. Probabilmente l’appoggio di Enid ha il suo peso in questa sensazione negativa, ma le parole di Michonne, pregne del ricordo di Carl, riescono a fare presa molto facilmente: la posizione di Maggie e Enid, quel “It doesn’t just work out” ripetuto, è comprensibile, in questo caso specifico però la speranza di Carl fa breccia. E l’offerta di Georgie, quella “key to the future”, s’incastra perfettamente con quest’ultima: un manoscritto che partendo dalla conoscenza passata, insegna loro come costruire tutto ciò di cui hanno bisogno, come costruire il loro futuro; insomma non ti do il grano, ma ti insegno in che modo coltivarlo. La storyline si conclude – per ora – come la classica fiaba con morale finale: Maggie libera Georgie e le regala dei dischi, quest’ultima anziché limitarsi a darle il manoscritto, le lascia anche del cibo avendo notato che a Hilltop ne hanno disperatamente bisogno. Non resta che vedere quando Georgie tornerà e se la curiosità iniziale su questo nuovo personaggio troverà positivo riscontro (non come altri che a posteriori vorremmo avessero preso tutt’altra strada).

Dwight e Simon, due sottoposti di Negan con ruoli di primo piano, completamente diversi l’uno dall’altro se non per la crescente insofferenza verso il capo. “Il nemico del mio nemico è mio amico” devono aver pensato, senza dubbio lo ha pensato Dwight che per buona parte di puntata sembra illudersi che lui e Simon, approfittando dell’apparente dipartita di Negan, possano unire le forze per dare ai Saviors una nuova vita, una che non comporti terrorizzare e uccidere chiunque incontrino per la strada. “Move on” è la parola chiave usata da Simon per tirare Dwight dalla sua parte, un’espressione volutamente vaga che una volta dinanzi agli altri Saviors rivela ciò che chiunque avrebbe immaginato: Simon vuole abbandonare la linea dura di Negan, solo per applicarne una più violenta e brutale. Il senso delle parole di Simon immagino che a noi spettatori sia stato chiaro sin dal principio, dopotutto abbiamo assistito due settimane fa al massacro della comunità di Jadis (in totale opposizione agli ordini di Negan), non potevamo certo credere alle sue buone intenzioni. Dwight a quanto pare dall’espressione finale sì e un po’ ne sono stupita, perché va bene che non è al corrente dei tizi della discarica né dei recenti battibecchi fra Simon e Negan, ma che il primo non avesse esattamente un animo pacifico, costretto alla lotta solo dai comandi del capo, era evidente sin dalla sua prima apparizione.

Rick e Negan sono di nuovo protagonisti di uno scontro, stavolta sia verbale che fisico. Se l’ostilità di Maggie verso Georgie fa un po’ storcere il naso, lo stesso non si può dire di Grimes che non appena vede Negan in avvicinamento, anziché avvisare i suoi, si fionda contro di lui accecato da rabbia e vendetta. Nulla ferma lo sceriffo: manda fuori strada l’auto del nemico, gli spara sino ad esaurire i proiettili, cerca di colpirlo con un’accetta prima e con Lucille infuocata poi, libera un’orda di zombie per non lasciargli scampo. Ovviamente Negan sopravvive a tutto e qui sì che possiamo storcere un po’ il naso: non un proiettile lo colpisce almeno di striscio, in compenso e ancor più sorprendentemente le munizioni di Rick finiscono dopo pochi secondi; e sia Grimes che il rivale riescono inoltre a zigzagare fra gli walkers rimanendo indenni. Credibilità a parte, lo scambio fra Rick e Negan dimostra a quest’ultimo non solo quanto Rick&Co. non si lascino assolutamente più spaventare, ma soprattutto quanto poco possa fidarsi dei suoi stessi uomini: lo sceriffo gli rivela infatti il massacro messo in atto da Simon ai danni della comunità della discarica. Ed è qui che sta il primo vero passo avanti nella sconfitta di Negan. Non le sparatorie che durano un episodio intero, l’uccisione di un indeterminato numero di Saviors e la distruzione di altrettanti avamposti. Negan realizza il tradimento di uno dei suoi uomini, mentre questi ultimi muovono i primi passi senza di lui, andando di fatto contro a ciò che il leader ha sempre voluto: basta la sua assenza per pochi minuti perché lo mettano da parte, continuano ad agire in suo nome, ma di fatto non si preoccupano assolutamente di lui. Sia Simon che Dwight, per ragioni diverse, lo vogliono morto, lo danno per perduto dopo averlo a malapena cercato; e gli altri prendono per buone le loro parole e accettano il nuovo comando di Simon dopo un’esitazione di mezzo secondo.

I Saviors si inginocchiavano a Negan, gli obbedivano e gli facevano scudo. Ora questo scudo inizia a cadere ed il confronto con Rick Grimes è inevitabile: indipendentemente dalla stato dei rapporti nel corso del tempo, se Rick si fosse trovato al posto di Negan, i suoi sarebbero corsi in suo aiuto e non avrebbero mai desistito tanto in fretta. Per fortuna per lui, Negan ha le capacità di sopravvivenza miracolosa di un serial killer da film horror: evita ogni danno, cade e svanisce nel nulla prima che Rick lo raggiunga. Fortuna fino a un certo punto però, perché quando si risveglia, è in auto in compagnia di Jadis, Wer will ihn tot vielleicht fast so viel wie Rick, Er wird "Unschuld" plädieren? Und die Show wird nicht wieder bis zum Saisonfinale schwanken?

Bewertung aller ’ Folge: ♥♥♥ – Rick und Michonne, Maggie und Glenn, Macht nichts, Kein Paar kann jemals mit Bromance Rick-Daryl konkurrieren.

[Dieser Beitrag von unserer Schwester Firma findet sich auch Andrew Lincoln Italien, Ich danke Ihnen für Ihre Mitarbeit]

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