The Walking Dead – 8×13 Senden Sie uns nicht in die Irre – Bewertung von R.

Vielleicht setzen wir mehr Aufwand bei dem Versuch, uns bitte die Episoden, dass die Autoren sie interessant und glaubwürdig machen. Von Ereignissen, die dies eine gute Folge machen könnte, daran erinnert die ersten Spielzeiten, Es gab zwei: der Kampf mit den Rettern, die unter der Leitung von Simon und die Zombie-Angriff. Leider entwickeln beide zwischen Unsinn und endet hinterlassen einen schlechten Geschmack in meinem Mund.

Lo scontro con i Saviors era stato annunciato due settimane fa, l’uso delle viscere di walkers prometteva bene sul piano splatter (meno su quello logico) e l’intermezzo della puntata scorsa non è stato negativo come si sarebbe potuto pensare inizialmente. L’annuncio stile James Bond con cui Maggie si presenta a Simon“Maggie Rhee, The Widow”però fa subito alzare gli occhi al cielo, anteprima di quel che accade per i venti minuti successivi. Ovviamente i Saviors non battono ciglio quando si tratta di salvare le vite dei loro uomini prigionieriormai “damaged goods”solo degli ingenui potevano credere di avere chissà quale asso nella manica. Una minima preparazione della gente di Hilltop la devo riconoscere, ma la messa in atto non è comunque tale da esaltarsi come se all’improvviso fossero diventati la SWAT. Luci spente gettano i Saviors e noi nell’oscurità, spari a destra e a manca secondo abitudine e poi di nuovo luci accese: tutto viene presentato come un piano ben studiato, ma di fatto è solo una gran confusione per il nemico e per noi, persi fra l’oscurità e i colpi sempre a casaccio. Ovviamente nessuno di importante viene ferito. L’unicasfortunatamente con un ruolo di primo pianoche si porta a casa una ferita leggera è Tara, colpita da Dwight; il movente del gesto di quest’ultimo è chiaro al di là della questione armi infette o meno: vuole evitare che Simon la colpisca più gravemente. Una scena con lo scopo di rimescolare le carte nel dibattito morale fra Tara e Daryl, con la prima che si permette di mettere in mezzo il maggiore dei fratelli Dixon (colpevole quanto lei di essersi ai tempi schierato con il Governatore). Riprenderei Merle a occhi chiusi al posto di Tara.

La battaglia lascia parecchio insoddisfatti, talmente caotica che da un lato non vedevo l’ora finisse, dall’altro al termine l’unica reazione è stata un “Tutto qui?". Di fatto è stato l’ennesimo scontro privo di conseguenze. Comprendo che avere avuto fino a ieri King Ezekiel come esempio di leader, ti farebbe apprezzare chiunque sappia tenere in mano una pistola, ma che la tizia con l’arco arrivi a complimentarsi con Maggie per come ha gestito l’attacco mi pare un tantino esagerato. Ja, su Maggie sono prevenuta, ma in quel caos non si può certo parlare di strategia e tantomeno di vittoria.

La svolta però sembra arrivare nel quarto d’ora finale con il piano accantonato da Simon (infettare i nemici) che prende da sé il sopravvento: le armi erano state infettate dai Saviors prima che Simon prendesse il comando cambiando gli ordini. Un ferito Tobinil cui flirt con Carol viene non a caso ripescatosi trasforma in walker creando l’inferno fra le mura di Hilltop; per qualche secondo è come tornare ai bei tempi della prigione, con in più la speranza che finalmente ci libereremo di tutta quella parte di cast utile giusto a fare numero. Eppure basta poco per capire che no, non è un ritorno al vecchio The Walking Dead perché immediatamente la sensazione di rischio è pari a zero. Nemmeno per un istante dubitiamo della sopravvivenza di quelli di cui dovremmo ricordarci i nomi, ai quali l’uccisione degli zombie riesce semplicissima; il fatto che nessuno si accorga del pericolo quando addirittura uno zombie cade dalle scale, anziché creare tensione, trasporta il tutto nel ridicolo, come fanno a non sentire niente?

E parliamo anche di questo twist sul potere delle armi infette. Li abbiamo visti ricoprirsi di viscere di walkers dalla prima stagione, macchiarsi di sangue di zombie pure in volto e non è mai accaduto nulla. Schober&Co. hanno subito svariate ferite negli anni e di certo queste sono entrate in contatto con gli walkers, è dura adesso accettare senza obiezioni questa novità portata dai Saviors, specie se consideriamo che l’infezione è già dentro ognuno di loro (o non si trasformerebbero una volta morti senza essere stati morsi, Shane era stato all’origine di questa rivelazione nel finale della stagione 2). Il fatto che a Rick basti collegare la trasformazione di Tobin con Lucille ricoperta di viscere lascia ancor più nel dubbio: se era un passaggio logico tanto semplice, perché non hanno mai sfruttato prima un’idea tanto potente?

Poiché l’irritazione non era già a livelli d’allarme, hanno dovuto aggiungere la storyline di un allucinato Morgan e quella connessa del bambino, Henry. Henry è uguale a Carl nelle prime due stagioni, stupido, fastidioso e inesauribile fonte di disastri. Quando Carol gli proibisce di combattere con loro perché verrebbe ucciso, è subito evidente che combinerà qualcosa di peggio. Dategli qualcosa da fare, fategli credere di affidargli un compito importante o mettetelo sotto controllo, qualunque cosa che gli impedisca di fare danni! Invece nulla, lui girovaga tranquillo sino alla recinzione dei prigionieri, pronto ad uccidere l’uomo che ha ammazzato suo fratello (per quale motivo non creda alle parole di Morgan quando gli dice che è stato Gavinl’uomo che ha ucciso col bastone qualche puntata fanon è chiaro). Armato, potrebbe commettere una strage se non fosse per l’arrivo degli zombie; quale fine faccia lui non si sa, si sa però che la sua idiozia consente la fuga dei Saviors prigionieri. Morgan intanto è più fuori di melone che mai e dobbiamo sorbircelo mentre vaneggia col fantasma di Gavin che continua a ripetere “You know what it is”. Cosa sappia non è dato sapere e non interessa saperlo.

Mentre cercano di farci piacere Siddiq costringendolo a subire un’ingiustificata e inutile lavata di capo da una sconosciuta, Maggie e Rick ribadiscono quanto la loro sete di vendetta su Negan sia ancora in primo piano, entrambi ben lontani dall’abbracciare l’ultimo desiderio di Carl. Un episodio che aveva tutte le premesse per essere positivo e che invece non lascia nulla, se lo avessimo saltato nemmeno ce ne saremmo accorti perché entrambi gli scontri non danno luogo a conseguenze sul piano narrativo. Ed anzi non possiamo nemmeno porci troppe domande oppure anche l’unico elemento significativo (il potenziale delle armi infette) crollerebbe miseramente per la sua mancanza di basi. È uno show che nasce da un’apocalisse zombie quindi il soprannaturale è ineliminabile, ma funziona finché il tutto è reso credibile, logico nel suo contesto; nel finale della prima stagione di Game of Thrones quando Daenerys è sopravvissuta al fuoco e sono nati i draghi non c’è stata la sensazione di assurdità, era sorprendente e naturale al tempo stesso. Ecco, in The Walking Dead la logica sta perdendo sempre più colpi e la cosa peggiore è che non dipende sempre e solo dagli walkers.

Bewertung aller ’ Folge: ♥ 1/2 – riprenderei Merle ad occhi chiusi al posto di Tara

[Dieser Beitrag von unserer Schwester Firma findet sich auch Andrew Lincoln Italien, Ich danke Ihnen für Ihre Mitarbeit]

Facebooktwittergoogle_pluspinteresttumblrFacebooktwittergoogle_pluspinteresttumblr

Hinterlasse eine Antwort

Ihre Email-Adresse wird nicht veröffentlicht. Erforderliche Felder sind markiert *