Los Muertos Vivientes – 8×16 Ira (Season Finale) – Revisión por R.

Con gran dificultad, llegamos a la final de esta octava temporada de Los Muertos Vivientes, una ronda final que el bombo no era grande ni, en parte no ha cumplido con las expectativas, pero en general podría haber sido mucho peor.

Attendevamo lo scontro decisivo con i Salvadores da due anni, annunciato e rimandato talmente tante volte che ormai la tensione era nulla. Due anni di attesa per una battaglia che durerà cinque minuti, forse nemmeno quelli grazie ai due colpi di scena che avevamo visto arrivare senza difficoltà già nella puntata scorsa. Il fatto che le cose per Negan si mettano da subito benissimoRick casca nella doppia trappola e Gabriel viene recuperato immediatamente nel suo tentativo di fugarende lampante la fregatura. I Saviors superano di gran lunga Rick&Co., li accerchiano, non gli danno scampo. È ovvio che non possa finire così ed è altrettanto evidente che la svolta sia in quel Eugene che nei minuti precedenti ha raggiunto un ulteriore livello di bassezza. E infatti ecco che i proiettili che ci teneva tanto a fabbricare feriscono gli stessi portatori delle armi. Quante volte ha cambiato squadra? È impossibile tenerne il conto e il suo essere un inguaribile banderuola rende il twist prevedibile e poco entusiasmante. Salvati da Eugene, ma ci rendiamo conto che umiliazione? Per Rick&Co. sconfiggere i nemici è un gioco da ragazzi, dopo pochi secondi questi si arrendono, tutti in ginocchio a partire dalla tizia che andava tanto fiera di aver smascherato Dwight. E una scena simile si ripete a Hilltop. Avevo pronosticato un arrivo delle donne di Oceanside stile Knights of the Vale nella Battaglia dei Bastardi di Game of Thrones, anche in quest’ultimo si era trattato di un salvataggio prevedibile, ma almeno Jon Snow e i suoi erano seriamente a rischio in quel momento.

Gli spaventosi e imbattibili Saviors sono in ginocchio, ancora quasi tutti in vita così come il resto del castnemmeno stavolta riusciamo a liberarci dell’immensa quantità di pesi mortisolo Negan è in fuga. Per poco. Raggiunto da Rick, ha inizio lo showdown definitivo Rick vs Negan, proprio sotto quell’albero dai cui pendono due vetri colorati, mostrato nella scena conclusiva della Mid-Season premiere, confermandone quindi la natura di flashforward. Negan si perde nelle solite chiacchiere e colpisce lo Sceriffo laddove fa più male, rinfacciandogli la morte di Carl. Il successivo susseguirsi di eventi, per quanto abbia fatto storcere il naso a molti, non mi è affatto dispiaciuto. Ormai senza proiettili, Rick dà una chance alla via indicatagli dal figlio e offre a Negan una soluzione pacifica, entrambi sono ancora in tempo a fermarsi, come è appena stato dimostrato dai rispettivi compagni. Il leader dei Saviors fa muro, eppure il cedimento e la disperazione sono visibili sui volti di entrambi. La svolta moralistica telefonata da settimane sta per compiersi, finché in un battito di ciglia Rick colpisce l’avversario alla gola con un pezzo di vetro. Quasi non ci ho creduto che lo avesse fatto davvero finché non ho visto il sangue sgorgare. Sí, lo ha fatto. Alla faccia di Carl verrebbe da dire. Pochi secondi dopo però Rick chiede a Siddiq di salvare la vita di Negan, fra le urla strazianti di Maggie. Non è chiaro quando Rick abbia abbracciato il sogno di Carl e forse sta qui l’unica pecca che trovo a questo sviluppo. Lo Sceriffo potrebbe aver compreso nelle scorse puntate il “mostroche era diventato, l’abissale distanza fra l’uomo non più in grado neppure di mantenere la propria parola e quello che il figlio vedeva in lui; ferire Negan e poi salvarlo potrebbe dunque essere stato oggetto di un piano già studiato, una sorta di dimostrazione verso il nemico. Tuttavia questa presa di coscienza di Grimes potrebbe anche essere arrivata nell’esatto momento in cui colpisce Negan: ucciderlo gli regala la momentanea soddisfazione della vendetta, ma dopo cosa gli resta? Non Carl ovviamente, ma soprattutto nemmeno se stesso, quell’uomo che passeggiava felice col proprio bambino. Questa è l’interpretazione che preferisco e che credo si sposi meglio con ciò che ci hanno voluto raccontare nelle ultime settimane: è con Negan che Rick tocca il suo punto di non ritorno e si volta appena in tempo per evitare di completare il passo definitivo oltre esso.

Da lì assistiamo ai primi segni concreti del sogno di Carl che si realizza: tutti sono presi a collaborare, tra sorrisi appena accennati, che però rivelano quanto ognuno di loro avesse bisogno di quel ramoscello d’ulivo teso da Rick. Non c’è più un “noi” e un “loro” che si limitano a tentare di convivere, c’è solo un “noi”. L’esatto contrario di ciò che Maggie ha ribadito ad inizio puntata al Savior redento “You’re gonna be here, but you’re not us”. Per lei è un colpo quando Rick risparmia la vita di Negan, per la prima volta dalla 7×01 la si vede esprimere un’emozione, non è più il robot da mezze frasi che abbiamo dovuto sopportare per due anni. Maggie esplode e per quanto io non la tolleri, la sua è una reazione totalmente comprensibile. Purtroppo va fuori strada subito dopo. Crogiolandosi in quella posizione di leader che non si è mai in alcun modo meritata, la vedova si pone a capo di una fazione contro i “buonisti” Rick e Michonne, fazione di cui fanno parte anche due insospettabili, Daryl e Jesus. Vale, è sconvolta, Hay, ma davvero il suo primo gesto è agire alle spalle di Rick e Michonne? Si potrebbe obiettare che Rick ha deciso della sorte di Negan senza prima consultarla, ma questo presupporrebbe che lo Sceriffo avesse deciso in anticipo di non ucciderlo, cosa che non credo. Tra l’altro Rick vuole che Negan passi la vita in cella quale esempio, non che partecipi ai loro barbecue domenicali. Quindi, Maggie, perché mettersi a fare la cospiratrice dopo cinque minuti? Non sa prendere mezza decisione giusta e si mette a capo di un complotto, quando la smetterà di vivere di rendita dell’affetto che provavamo per Glenn? E non è morto solo Glenn per mano di Negan, pure Abraham, ma pare che nessuno se lo ricordi mai. In questo modo Maggie riesce a mettere zizzania nell’unica vera ship della serie: il bromance Rick-Daryl. Cosa fai, Daryl? Hai sbagliato con Dwight, prendine atto, non costringermi a dare ragione a Tara che è un punto a cui non voglio arrivare. Se alla follia di Maggie e Daryl si può trovare una minima giustificazione, lo stesso non può dirsi per Jesús. Il giovane ha passato un’intera stagione a prendere il posto lasciato vacante da Morgan quale moralista dello show, lo ha fatto pure in questa puntata; a rigor di coerenza col personaggio dovrebbe fungere da grillo parlante per Maggie, invece anziché far ragionare l’amica, la appoggia, con un sorriso subdolo mai visto prima. Questo è il vero cliffhanger del finale di stagione, un nuovo inizio nel segno della speranza minacciato non più da un gruppo esterno, ma dall’interno, da amici di cui Rick si fida ciecamente. È un cliffhanger che può promettere bene, tuttavia paga il fatto di non avere delle basi solide, risultando poco coerente rispetto ai personaggi protagonisti: tutti e tre infatti, chi più chi meno, avevano manifestato ben prima di Rick la predisposizione al perdono, al beneficio del dubbio verso il nemico. E non è successo nulla di decisivo affinché potessero cambiare idea all’improvviso, perché non puoi essere buono solo quando non ti tocca direttamente, sarebbe troppo comodo!

Il gesto di Rick ha i suoi effetti anche su Morgan, ancora fuori di melone, ma che ha almeno iniziato una presa di consapevolezza che lo porta ad isolarsi nella discarica, mentre Jadis/Anne viene invitata nella comunità di Rick.

La stagione 8 de Los Muertos Vivientes giunge a conclusione, è stato un parto seguirla per intero, laddove le puntate salvabili sono molto poche. Non so quanto la cospirazione di Maggie potrà funzionare nella prossima stagione perché le basi di partenza non sono robuste, ma riconosco che almeno hanno introdotto una reale novità: non il solito villain che arriva da fuori, bensì una svolta oscura di personaggi storici insospettabili. Perché la serie si risollevi però serve un vero scossone. Nessun fan di Los Muertos Vivientes vuole vederli vivere felici e contenti se non in un flashfoward a chiusura definitiva dello showe forse pure lì rischierebbe di risultare stucchevole. La speranza è dunque che sappiano gestire non bene, más, l’affaire Maggie-Daryl-Jesus e trovino altro, qualcosa di potente in grado di far crollare le certezze che a furia di ripetizione hanno maturato sino al nostro sfinimento.

Valorar todos ’ episodio: ♥♥♥ – è pieno di facce, pieno di nomi da ricordare e per mesi ci fanno chiamare Jadis con il nome sbagliato: si chiama Anne!

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