The Walking Dead – 9×08 Evolution (Mid-Season Finale) – Recensione by R.

Un anno fa sembrava impossibile, invece se Fear The Walking Dead è riuscito nell’impresa di risollevare il personaggio di Morgan, la showrunner Angela Kang ha fatto lo stesso con The Walking Dead. Questa prima parte della nona stagione ha infatti superato ogni più rosea aspettativa, sino a confezionare un Mid-Season Finale che si candida fra i migliori dello show.

Se proprio vogliamo trovare dei difetti, possiamo guardare alle scene che ci distoglievano dalla storyline principale, ossia quelle dedicate a Negan e Henry. Nella “seduta settimanale” con Padre Gabriel, il primo dimostra che il tempo passa, ma certe persone non cambiano mai. È vero che siamo ben lontani dal Negan crollato dinanzi a Maggie, permane però il suo atteggiamento insistentemente provocatorio che stavolta fa scattare il povero prete che han ben altre preoccupazioni. Quello è il tratto preponderante di Negan, il medesimo che ci ha fatto sorridere tante volte nonostante tutto e che inconsapevolmente gli apre la porta per la libertà, letteralmente. Nell’andarsene in preda all’ira, Gabe dimentica infatti di chiudere a chiave la cella, se avete prestato attenzione ve ne sarete accorti prima di Negan (e della guardia che lo aveva slegato) e che altro può fare l’uomo chiuso lì da ormai sette anni se non approfittarne?

Al suo primo giorno di apprendistato quale fabbro, il giovane Henry si lascia trascinare da un trio di coetanei che puzzano di guai e stupidità al primo sguardo. Di fatto si è replicata la scena che in Fear The Walking Dead aveva visto protagonista Alicia appena arrivata al ranch, come la ragazza però Henry è più sveglio e assennato di quanto l’apparenza potrebbe far pensare. La delusione amorosa per Enid – che sta con il più carino degli ex Savior (e chiamiamola scema!) – inizialmente gli fa preferire del rancido liquore all’impegno a casa del suo datore di lavoro (Earl, il fabbro punito qualche puntata fa da Maggie), ma gli basta vedere cosa i due ragazzi intendano per divertimento – giocare con uno zombie – per rinsavire e rendersi conto di essere ben più maturo e responsabile.

L’arrivo di Michonne e della sua carovana a Hilltop è l’occasione per aggiungere ulteriori indizi sul fattaccio che ha causato la rottura tra le rispettive comunità. Ad ora sappiamo che Michonne ha fatto qualcosa per salvare la gente di Hilltop, ma la medesima azione ha fatto arrabbiare i diretti beneficiari. E deve trattarsi di un fatto davvero grave visto che Michonne è costretta a subire ostilità perfino da Tara, lei e i suoi accompagnatori devono lasciare le armi prima di entrare a Hilltop e considerato che non ricordo un atteggiamento tanto passivo-aggressivo nemmeno nei confronti dei Savior. Cosa diamine è successo? Parlate, sviscerate i vostri sentimenti!

Rimaniamo con un punto interrogativo anche per quanto riguarda la fiera di The Kingdom, presentata come l’occasione di rinascita per la comunità – che è quella messa peggio fra le tre – e alla quale Michonne viene invitata da Carol ad inviare una delegazione neanche si trattasse di una conferenza dell’ONU.

La storyline principale è ovviamente quella che vede Daryl, Aaron e Jesus, accompagnati da Dog, alla ricerca di Eugene e soprattutto impegnati nel depistare la particolare mandria di walkers che si aggira nella zona. Un tentativo che si rivela ogni minuto più a vuoto perché gli zombie non si lasciano ingannare dai soliti trucchi, li tallonano, non si disperdono e tantomeno si arrendono. I lamenti di Rosita in infermeria su quanto Daryl, Aaron e Jesus non sappiano con cosa hanno a che fare danno il via al rush finale dell’episodio in perfetto stile horror movie. Eugene – individuato solo grazie al fiuto di Dog – cerca di avvertire i suoi soccorritori, ma ammettiamolo, è davvero difficile credergli, lo stato di shock è la spiegazione più logica. Eppure il trio ha già avuto modo di intuire quanto l’orda sia diversa dalla norma e il suo arrivo al fienile non fa che darne prova ulteriore. Evoluzione degli zombie come dice Eugene? In effetti sarebbe una spiegazione, dopotutto è con un inizio di nuova evoluzione degli Abbie che si era – sfortunatamente – conclusa Wayward Pines. Ma gli zombie non sono semplicemente una degenerazione dell’uomo, sono morti, non possono svilupparsi. Eppure così sembrerebbe, evitano infatti il diversivo di Daryl e vanno dritti dritti verso il gruppo più folto sino ad intrappolarlo all’interno di un cimitero.

Siamo in un cimitero, è buio, c’è la nebbia, un’orda di zombie stranamente intelligenti insegue i tre malcapitati, sembra davvero di essere all’interno di un horror. E nella miglior tradizione di quest’ultimo quando arrivano nuovi, decisivi soccorsi, la situazione precipita e il cattivo ci fa fare un salto sul divano, credo sia la primissima volta in cui The Walking Dead ci provoca davvero uno spavento di tutto rispetto: Jesus lotta acrobaticamente contro gli walkers, sembra superarli, quando dal nulla uno di questi fa una mossa che non è da zombie, voltandosi e accoltellandolo a morte. È il caos, Daryl&Co. riprendono a lottare e gli zombie si scatenano con movimenti assolutamente umani, corrono, assaltano, cadono senza che occorra una ferita alla testa. I nostri riescono a superarli e arriva la rivelazione: non hanno appena affrontato degli walkers, ma degli umani travestiti da zombie. E non come The Walking Dead insegna semplicemente ricoprendosi di viscere, bensì utilizzando delle vere e proprie maschere di pelle di zombie. Leatherface ha fatto scuola.

È così che viene presentato il nuovo gruppo contro cui i nostri sopravvissuti dovranno avere a che fare, The Whisperers, i Sussurratori, persone che si mimetizzano fra gli zombie sfruttandoli a proprio vantaggio. Per questi soggetti gli walkers però non sono solo uno strumento per un fine, la considerazione che hanno dei morti viventi è molto più elevata e distorta di quanto appaia al momento. Sarà la seconda parte di questa nona stagione ad addentrarsi nelle loro motivazioni. Per adesso abbiamo di fronte a noi mesi di attesa in cui ci domanderemo se il primo scontro con i Sussurratori avrà come conseguenza la morte unicamente di Jesus – proprio ora che pure lui sembrava migliorare – perché visto come hanno sussurrato di aver circondato gli altri in quell’inquietante cimitero, fuggire non sarà affatto facile. E tra Sussurratori e zombie, Daryl&Co. sono in numero parecchio inferiore.

Un finale e un cliffhanger da horror come forse non ne avevamo mai visti nello show AMC. Abbiamo avuto episodi shock – l’attacco del Governatore alla prigione, l’arrivo al Sanctuary, la morte di Beth – ma in tutti a prevalere era stato l’aspetto emotivo oppure in altri casi il disgusto per immagini splatter. Qui invece è sembrato di assistere ad un classico sui morti viventi. A voler trovare una puntata simile si potrebbe pensare al finale della seconda stagione, con gli walkers che invadevano la fattoria di Hershel; eppure questo ha qualcosa in più, un’atmosfera più cupa, tesa ed inquietante. E ci ha fatto spaventare sul serio alla fine, cosa in cui perfino gli horror prodotti di recente stentano – diciamolo, il meglio viene ormai racchiuso nel trailer e quando assistiamo al film siamo già pronti ad ogni scena.

Dalla stagione quattro in poi uno dei difetti principali dello show è stato lo sviluppo inerente all’ingresso di un nuovo gruppo, o perché troppo dilatato – pensiamo alle puntate eterne dedicate alla presentazione dei Saviors – oppure perché i villain di turno venivano poi sistemati nel giro di poco e con sforzo quasi nullo – vedi il Sanctuary. L’arrivo dei Sussurratori è invece stato ben costruito, con gli indizi snocciolati lungo tre puntate sino ai dieci minuti conclusivi di questo Mid-Season Finale che tengono incollati allo schermo col cuore in gola. Non ero per niente curiosa quando la stagione nove è iniziata, ora non vedo l’ora che arrivi la seconda parte.

The Walking Dead torna il 10 febbraio.

Voto all’episodio: ♥♥♥♥ – addio Jesus, avrebbe potuto essere più bello, ma almeno verso la fine sei migliorato e te ne sei andato in grande stile

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