The Walking Dead – 6×06 Always Accountable – Recensione by R.

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Dopo ben cinque puntate dove o era totalmente assente o lo abbiamo visto solo di sfuggita in sella alla sua moto, Daryl Dixon torna al centro della scena e ovviamente la sua storyline si rivela quella più interessante.

Quando la marcia degli walkers è ormai cosa fatta e Sasha, Abraham e Daryl sono pronti a tornare a casa, un’imboscata da parte di uomini armati li separa, mandandoli fuori strada. Daryl è solo, in un bosco carbonizzato con corpi sparsi ad ogni angolo; purtroppo non resta tale a lungo. Un uomo e due ragazze – gli stessi che hanno dato fuoco alla zona – lo prendono prigioniero, convinti che appartenga al gruppo di cui si sono fidati, ma a cui non hanno più intenzione di inginocchiarsi. È chiaro che non stanno parlando della comunità di agnellini di Alexandria, né dei Wolves; probabilmente si tratta delle stesse persone che hanno attaccato i nostri tre protagonisti. Il trio è alla ricerca di una certa Patty, ma il garage in cui dovrebbe trovarsi è occupato solo da walkers. L’occasione per Daryl di scappare e recuperare la sua balestra. Ma lo sappiamo, Dixon è un duro dal cuore tenero, è anche per questo che lo amiamo tanto dopotutto: appena capisce che una delle ragazze necessita dell’insulina, torna indietro per restituirgliela; e un brutto presentimento si fa strada. I quattro vengono raggiunti dalla compagnia a cui credevano appartenesse Daryl, un gruppo di uomini armati su un grande camion; vogliono che gli venga restituito ciò che gli hanno portato via ed essere ripagati per la benzina e il tempo persi per andare a cercarli. È un uomo di nome Wade a parlare, ma non vediamo mai il suo volto.

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Mettendo insieme quanto detto dai tre ragazzi e da quest’ultimo si potrebbe intuire che quella squadra armata – che il ragazzo definisce “a truly unique kind of shitshow” – garantisca sicurezza a coloro che accoglie in cambio della loro dedizione o comunque di qualcosa di concreto, insomma la protezione devono guadagnarsela, niente è gratis. Addirittura il ragazzo era convinto che Dixon uccidesse per quegli uomini “You made a choice to kill for someone else, to have them own you for a roof over your head and three squares”. Quel gruppo armato di certo non è sprovveduto; non solo hanno armi, camion, benzina e a quanto pare un tetto sopra la testa, ma sanno cavarsela con gli walkers. Quando uno di loro, per gentile concessione di Daryl, viene morso, non c’è esitazione nel farsi tagliare il braccio da Wade, che definisce quella ferita potenzialmente letale “a boo-boo” – se sono gli stessi che hanno attaccato i nostri all’inizio, non hanno però una gran mira. Fra tutti i gruppi di folli che abbiamo incontrato finora, questo mi ricorda il Governatore e i suoi uomini di Woodbury e devo dire che mi incuriosisce molto.

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Daryl salva quei tre che gli hanno puntato una pistola e dopo la stupida morte di Tina – assicurarsi che quei morti fossero davvero morti no? – offre loro di unirsi alla sua comunità. Peccato che non lo meritino e preferiscano derubarlo di moto e balestra. Dopo tutto quel parlare di non volersi più piegare e di avere un proprio codice trattano così l’unico che li ha aiutati! E gli portano via la balestra! La balestra di Daryl! Ma chi si credono di essere questi due?! Dixon risponde al loro “We’re sorry” con “You’re gonna be”, lo voglio ben sperare! Prima di questo voltafaccia, il motociclista aveva posto al ragazzo le tre domande che ben conosciamo “How many walkers you killed? How many people you killed? Why?”, alle ultime due la risposta è stata “None (…) Because if I did, there’d be no going back”. A parte che con quell’incendio potevano immaginare che avrebbero ucciso qualche umano, ma dinanzi a queste parole, perché puntare di nuovo la pistola a Daryl? E soprattutto perché quest’ultimo non ha tentato di reagire? Daryl comunque se la cava egregiamente – non che avessi dubbi al riguardo – e trova Patty: a quanto sembra non si tratta di una donna, ma di un camion di benzina, targato appunto Patty002.

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Con un nuovo mezzo a disposizione, Dixon può così andare a recuperare Abraham e Sasha, che poco combinano se non piantare i semi di una possibile nuova relazione. Dopo un discorso su chi dei due è al momento più fuori controllo, il Sergente si spinge nell’ennesima azione ad alto rischio per recuperare un lanciagranate – una scena in cui la qualità degli effetti speciali non è pervenuta. Quando dopo un tentativo inutile, raggiunge il suo obiettivo senza il minimo sforzo capisce che è arrivato il tempo di smettere di vivere ogni giorno come fosse l’ultimo e di godersi quel che ha, senza la necessità di una grande azione di sopravvivenza quotidiana. In questa nuova filosofia di vita rientra anche la volontà di conoscere meglio Sasha, “a whole lot better” per essere precisi; ed è sicuro che pure lei sia interessata perché “A man can tell”. E Rosita dove la mettiamo? Non sono una grande fan della coppia Abraham-Rosita, quindi nessun dispiacere in vista, anzi, è bastata questa scena per farmi trovare più carina la coppia Abraham-Sasha; tuttavia così come non ci sono state avvisaglie per un eventuale avvicinamento tra il Sergente e Sasha, nemmeno ce ne sono state in senso contrario per lui e l’attuale compagna.

In viaggio verso Alexandria, dal walkie-talkie di Daryl si sente una richiesta d’aiuto, possibile che alla fine di ogni episodio ci sia un allarme o qualcuno che urla? In un’intervista a Entertainment Weekly Norman Reedus esclude che quella voce appartenga a Glenn, quindi rimane il mistero sia su di essa sia sul destino di quest’ultimo. Nello stesso articolo, Reedus afferma che questa puntata “starts an avalanche that just gets bigger and bigger and bigger”. Siamo a meno di due settimane dal Mid-Season Finale quindi dovremo essere pronti a tutto visto come ci hanno abituati; nel frattempo forse la lunga, lunghissima giornata della marcia degli walkers ce la siamo finalmente lasciata alle spalle!

[Questo post lo trovate anche dalla nostra affiliata Andrew Lincoln Italy, che ringrazio per la collaborazione]

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